Jovanotti non è un cantante, non è un cantautore e nemmeno un musicista. Eppure è da 25 anni anni che fa musica producendo album di successo, a cominciare dai tormentoni scanzonati realizzati in gioventù, fino agli ultimi album osannati dalla critica. Cosa gli mancava? Una televisione tutta sua: eccola, si chiama JovaTv.

L’artista potrà piacere o non piacere, ma dopo avere stravolto con i suoi rap le regole della vecchia canzone all’italiana, anche con questa JovaTv sembra volere andare oltre le regole e le convenzioni e perfino oltre i tanto famosi e oramai irrinunciabili social.

I siti, i profili Facebook e Twitter d’altronde ce li hanno tutti e lui per primo, dato che è uno dei più seguiti con milioni di follower e mi piace. Ma cosa c’è di più efficace per condividere emozioni con il suo pubblico se non un canale video, ovvero una televisione in cui fare confluire tutto il suo mondo?

La programmazione di JovaTV verterà sulla musica quindi, ma una tv non nasce certo per mostrare solo live o dietro le quinte di registrazioni di album. Il canale casalingo di Lorenzo Cherubini su YouTube vuole proporre linguaggi differenti, esperienze di viaggi, libri, quiz show e addirittura talent show, magari un pò particolari che lui chiama ‘per extraterrestri’.

Tra i programmi attivi per ora oltre a Sudamerica con i resoconti di un suo tour, e alle ‘Videoclip’ ci sono Jovareview, con recensioni di libri, dischi e tutto ciò che gli interessa e Sparring Partners in cui incontra come in un talk show degli ospiti allenandosi a parole al posto che a pugni.

Inutile negare la portata comunicativa e quindi commerciale del progetto, perchè là dove ci sono video e click arrivano gli sponsor, ma ridurre JovaTv solo a questo sarebbe sbagliato. Jovanotti definisce il progetto una startup in divenire, un’isola della crossmedialità che potrebbe rivelarsi un esperimento interessante per tutti gli artisti in cerca di idee per uscire dalla crisi ed avere un posto nel futuro.