Ritratto di Johann Sebastian Bach

Nel 1685 è nato Johann Sebastian Bach e da allora il significato della musica non è più stato lo stesso. Il racconto della vita in una breve biografia: opere e storia umana e musicale di uno dei più grandi geni innovatori di sempre

Johann Sebastian Bach è uno dei maggiori geni della storia della musica. Non esiste genere musicale, dalla classica, al jazz, fino alla musica pop, che non sia stato influenzato in qualche modo dal suo lavoro e dalle sue composizioni. La sua data di nascita, il 21 marzo del 1685, oltre a rappresentare il fenomeno astrologico dell’equinozio e l’inizio della primavera, probabilmente è anche un inizio di tutto ciò che oggi intendiamo per armonia e melodia.

Mai come in questo caso verrebbe da dire che la data di nascita non sia casuale. Se in primavera la natura si risveglia e i fiori cominciano a sbocciare, tutta la musica classica, popolare, jazz e pop deve qualcosa a Johann Sebastian Bach, così come i ricordi e le emozioni che accompagnano in musica la nostra vita, sono legate al suo nome. Eppure certamente non tutti lo conoscono e ben pochi saprebbero riconoscere le sue opere o l’importanza della sua arte. Cerchiamo di rimediare raccontando la sua biografia condita con alcune curiosità.

Bach maestro di modernità

Per capire l’importanza di Johann Sebastian Bach prima di tutto è necessario inquadrare la sua vita da un punto di vista storico. Quando si parla di musica antica c’è sempre una inconsapevole diffidenza da parte di molte persone che corre parallela all’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza. Non puoi apprezzare qualcosa senza conoscerlo e ciò è particolarmente vero in campo musicale, dove il pubblico in generale andrebbe anche formato e non semplicemente abbeverato con quello che capita.

E’ ovvio che la musica antica abbia sempre rappresentato una nicchia, ma è pur vero che assistiamo quotidianamente anche ad una involuzione della musica popolare, che parte da lontano. Se il mainstream musicale non si nutre di qualità la responsabilità non è solo del mercato, il cui compito non è mai fare cultura, ma denaro. Il problema sono decenni di malcelata ignoranza della classe politica e dirigente che ha gestito la crescita culturale del paese in modo approssimativo e carente.

Ciò riguarda in particolare l’ambito musicale e se lo studio della musica è oramai considerato un vezzo da ricchi, non dobbiamo stupirci della deriva a cui assistiamo quotidianamente sul piano sociale ed etico, data la capacità dei suoni di creare identità personali condivise. Malgrado tutto bisogna sempre ispirarsi al meglio. E un modo per essere davvero rivoluzionari è cercare di capire perché Bach è da ascoltare indipendentemente da tutto e da tutti.

La musica ai tempi di Bach

Tra ‘600 e ‘700 in Germania non c’era Spotify ma di musica se ne faceva e ascoltava molta. Lutero con la sua riforma aveva introdotto canti religiosi e corali accompagnati dall’organo per guidare i fedeli. I concerti serali proseguivano oltre le cerimonie religiose con l’organista di chiesa, mentre i regnanti più illuminati erano smaniosi di formare e ostentare musicisti di corte e complessi musicali. C’erano tante associazioni private in ambito universitario che svolgevano attività musicale con studenti musicisti e virtuosi pronti a sfidarsi. Anche tra il popolo e i cittadini di ogni censo era diffusa l’abitudine di suonare a compleanni, feste e battesimi.

Fare musica ai tempi di Johann Sebastian Bach era insomma una cosa bella, viva, importante anche da un punto di vista sociale ed economico. Non esisteva X Factor ma chi aveva voglia di suonare e capacità musicali trovava un terreno fertile per mettersi alla prova e sviluppare il talento. Bach seppe sfruttare le occasioni che gli si presentarono molto bene, stimolato anche dalla famiglia come ogni buon bambino prodigio con la musica nel sangue.

Biografia studi musicali e opere

Il bisnonno di Johann Sebastian Bach, fornaio e fabbricante di tappeti, successivamente si mise a suonare il violino girando la turingia come menestrello. Il nonno Christof era un musicista di corte a Wechmar, in Germania, così come i fratelli e i suoi tre figli Georg Christoph, Johann Christoph e Johann Ambrosius Bach. Quest’ultimo, padre di Johan Sebastian, suonava violino e tromba a Eisenach e fu il suo primo maestro di violino e clavicembalo. Bach cominció con il canto, poi si dedicó a clavicembalo, violino, viola e organo insegnato dal fratello maggiore Johann Christoph, da cui andò a vivere quando a 10 anni perse entrambi i genitori.

Nel 1705 seguì a Lubecca Dieterich Buxtehude (1637-1707) importante organista danese-tedesco che influenzò la sua arte, così come fece l’amico e compositore Georg Philipp Telemann (1681-1767). Fu proprio come organista che trovò il primo vero lavoro nella città di Arnstadt, mentre nel 1708 divenne musicista da camera di corte del duca Wilhelm Ernst di Sassonia-Weimar. Nel 1717 divenne maestro di cappella del principe Leopold di Anhalt-Köthen per cui scrisse le suite orchestrali e per violoncello solo, le sonate e partite per violino solo e i concerti brandeburghesi.

Nel 1733 divenne compositore di corte reale per Augusto III, re di Polonia, granduca di Lituania ed elettore di Sassonia. In quasi 60 anni di carriera Bach ha suonato e scritto musica sacra, da camera e musica scritta per insegnare ai suoi studenti. Alla fine ci ha lasciato un gran numero di opere straordinariamente originali, virtuosistiche, geniali, malinconiche, equilibrate, tendenti all’improvvisazione, disciplinate e ricreative.

Perchè Bach è un genio?

In questa breve biografia di Johann Sebastian Bach abbiamo visto parte della sua storia personale e musicale. Ma cosa davvero fa del compositore tedesco uno dei più grandi geni della musica capace di rivoluzionare il mondo delle sette note e di rendere il suo lavoro ancora attuale e moderno ai giorni nostri? Le sue composizioni scritte tra il 1700 e il 1750 sono grandiose costruzioni architettoniche di una sobria logica matematica, ma nello stesso tempo sono dotate di grande spiritualità, vivono di passione e senso dell’esistenza.

Dopo quasi 300 anni si può ascoltare o suonare Bach senza esserne mai annoiati ammirandone la scrittura dal punto di vista intellettuale o semplicemente venendone rapiti dall’intreccio melodico e ritmico. La più grande caratteristica di Bach è essersi spinto al di là dell’ovvio per trovare nuovi modi di esplorare il linguaggio musicale che hanno ha influenzato ogni generazione successiva di compositori e musicisti. Da un punto di vista prettamente compositivo ritroviamo Bach in tutti i compositori classici che lo hanno storicamente succeduto, ma anche nell’improvvisazione jazz di tutti i grandi musicisti o in qualsiasi brano pop.

Pur essendo contemporaneo di Handel, Telemann e Vivaldi, Bach utilizza cadenze di accordi molto più evolute e dissonanti rispetto a questi compositori che ancora oggi stupiscono per la modernità. Le progressioni armoniche ricche di modulazioni si avvalgono del contrappunto di intreccio di melodie tipico delle fughe, puntellate da un’impalcatura di note e ornamenti estremamente eleganti e mai banali, spesso estremamente virtuosistiche nell’esecuzione strumentale.

Mogli e figli di Johann Sebastian

In tutta questo trionfo di poesia e creatività non poteva fare occhiolino un pò di gossip. Siamo sicuri che i capolavori di Bach siano frutto della sua prodigiosa mente e non di quella della moglie? Detta così sembrerebbe una notizia da rotocalco piuttosto che provenire da affermati ricercatori di musica classica. Sarebbe l’ennesima rivincita delle donne nella musica a sfatare un predominio tutto maschile del settore musicale. Ma andiamo per gradi.

Johann Sebastian Bach nel 1707 sposò la sua seconda cugina Maria da cui ebbe sette figli, tre dei quali morirono giovani. Lei stessa venne a mancare quando il compositore lavorava dal principe Leopold. Nel 1721 sposò la famosa cantante Anna Magdalena Wilcke, da cui ebbe altri 13 figli. La donna non solo continuò a suonare dopo il matrimonio, ma oltre ad aiutare nella trascrittura dei brani il marito, probabilmente fece anche qualcosa in più. Martin Jarvis, professore di musica alla Charles Darwin University, sostiene addirittura che alcune composizioni del genio tedesco possano essere sue.

Analizzando gli spartiti originali scritti a mano di opere attribuite a Johann Sebastian Bach, come le famose Variazioni Goldberg e la Suite per violoncello, Jarvis ha analizzato copiature, correzioni e appunti, trovandone alcune dal tratto lento e pesante. L’ipotesi é che la moglie possa avere avuto anche ruolo creativo nel mènage familiare. Il documentario Written by Mrs Bach spiega queste scoperte che se trovassero ulteriori conferme potrebbero cambiare la storia della musica e non solo.