Se n’è andato nel sonno nella sua casa di New York all’età di 83 anni Jim Hall, chitarrista dalla grande sensibilità e fantasia che ha messo le basi di un modo nuovo e moderno di concepire la chitarra jazz a cui si sono ispirati chitarristi come Pat Metheny e Bill Frisell.

Nato a Buffalo il 4 dicembre 1930 da una famiglia di appassionati musicisti, Jim Hall intraprende lo studio della chitarra dall’età di 10 anni appassionandosi alla musica di chitarristi come Charlie Christian e Django Reinhardt, ma studiando anche musica classica, contrabbasso e pianoforte. Trasferitosi a Los Angeles poco più che ventenne, entra in contatto con la scena jazz e ha subito modo di collaborare con musicisti come Bill Evans, Paul Desmond, Ella Fitzgerald, Lee Konitz e Sonny Rollins e poi ancora Chico Hamilton, Tommy Flanagan e il contrabbassista Ron Carter e Oscar Peterson.

In tutta la sua carriera ha inciso decine di dischi collaborando con i più grandi artisti del jazz e a capo di sue formazioni. In uno dei suoi album più noti, Concierto registrato del 1975 , interpreta il Concerto d’Aranjuez di Joaquín Rodrigo con Chet Baker alla tromba. Attivo fino alla fine dei suoi giorni, ha tenuto l’ultimo concerto in novembre al Jazz at Lincoln Center insieme ai chitarristi John Abercrombie e Peter Bernstein ed a gennaio si sarebbe esibito in duo con Ron Carter in una serie di concerti in Giappone.