Un viaggio musicale alla scoperta delle origini e trasformazioni del jazz in Italia. Nonostante le sfide e le mutevoli tendenze del mercato musicale, questo genere continua a evolversi grazie alla sua capacità di adattamento e innovazione

Il jazz è un genere musicale che fonda la sua storia negli Stati Uniti a partire dalla fine del XIX secolo, ma ha avuto una grande diffusione e influenza anche in Italia. Dai primi musicisti italiani che lo ascoltavano e suonavano anche contravvenendo alle regole dell’epoca, alle acclamate esibizioni dei grandi jazzisti italiani dei giorni nostri, questo genere rimane una fonte di ispirazione e di meraviglia per tutti gli appassionati di ogni età e provenienza.

La capacità di adattarsi e mescolare influenze culturali diverse ha reso il jazz italiano un patrimonio musicale vibrante e unico che continua a evolversi e prosperare grazie al talento e alla passione di musicisti, esperti, istituzioni ed appassionati. In questo articolo, ripercorreremo la storia e l’evoluzione del jazz in Italia, dalle prime testimonianze agli anni d’oro, fino alle nuove tendenze e ai protagonisti di oggi.

Indice

Le origini del jazz in Italia

Il jazz in Italia ha radici profonde che affondano nel contesto socio culturale del Paese. Sebbene la sua storia cominci negli Stati Uniti alla fine del XIX secolo, ha trovato terreno fertile anche in Italia, grazie agli scambi culturali e alla presenza di comunità internazionali. Le prime tracce di questo genere nel nostro paese risalgono ai primi decenni del Novecento, quando i primi dischi in arrivo da oltreoceano suscitarono curiosità e interesse tra il pubblico locale.

L’arrivo e la diffusione del jazz in Italia non è stata priva di controversie. Inizialmente questa musica fu accolta con sospetto dalle autorità religiose, culturali e politiche poiché rompeva una serie di convenzioni sociali, oltre che musicali. Malgrado fosse considerato un genere immorale e decadente, oltre che suonato da musicisti neri, il jazz ha continuato a diffondersi tra i giovani italiani, attratti dalla sua vitalità e all’improvvisazione spontanea capace di esprimere emozioni profonde.

I primi luoghi in cui il jazz ha trovato spazio in Italia sono stati i club notturni delle principali città, come Milano, Roma e Napoli, che hanno accolto i primi jazzisti americani in tournée nel nostro paese. Successivamente anche i musicisti italiani hanno cominciato a suonarlo, mescolando elementi della tradizione musicale italiana con il linguaggio ritmico e armonico nero americano, creando un sound unico e riconoscibile, che ha caratterizzato il jazz italiano nelle sue prime fasi di sviluppo.

Nonostante le difficoltà iniziali e le critiche da parte di alcuni settori della società, il jazz ha gradualmente conquistato un posto importante nella cultura musicale italiana. I concerti e gli spettacoli hanno attirato un pubblico sempre più vasto, contribuendo a diffondere il genere e a creare una comunità di appassionati e musicisti dedicati. Gli anni ’20 e ’30 hanno visto la nascita delle prime orchestre italiane e la produzione dei primi dischi jazz registrati nel Paese che hanno gettato le basi per l’esplosione creativa che avrebbe caratterizzato il jazz italiano negli anni del dopoguerra.

Lo swing alla radio e il jazz in tv

Le trasmissioni radiofoniche furono fondamentali per introdurre il pubblico italiano a nuovi suoni e stili musicali, inclusi quelli del jazz. Durante gli anni ’30 e ’40, lo swing divenne molto popolare in America, e di lì a poco arrivò in Italia grazie alla sua diffusione operata dalla radio. Questo periodo segnò un’espansione significativa del jazz in Italia: sempre più persone si appassionavano a questo genere musicale.

Nel dopoguerra proprio lo swing, uno stile musicale allegro e ritmato, che si adattava bene alle esigenze di divertimento ed evasione di un popolo stremato dalla guerra, diventerà la musica popolare per eccellenza. In Italia a Milano, Genova e Torino, nascono le prime band che riscuotono grande successo nelle sale da ballo reinterpretando brani jazz e swing, adattandoli al gusto del pubblico locale attraverso canzoni famose.

Tra i cantanti più noti di questo periodo, possiamo ricordare Natalino Otto, Trio Lescano, Alberto Rabagliati e Silvana Fioresi, che interpretavano brani di successo come “Maramao perché sei morto”, “Baciami piccina” e “Ma le gambe”. Diventano famosi i direttori come Pippo Barzizza, Cinico Angelini e Gorni Kramer, che si esibivano nelle sale da ballo, nei teatri e nelle radio. Negli anni ’50 e ’60, con l’avvento della televisione, il jazz italiano ricevette ulteriore visibilità.

Programmi televisivi dedicati alla musica jazz iniziarono a essere trasmessi in tv, portando le esibizioni dei migliori artisti italiani e americani direttamente nelle case degli spettatori. Questa esposizione mediatica contribuì a consolidare l’interesse per il genere. Ad aumentare la sua popolarità contribuirono le canzoni di artisti come Nicola Arigliano o il Quartetto Cetra e personaggi come il chitarrista Franco Cerri che trovò notevole fama anche nei programmi televisivi.

La chitarra di Franco Cerri

Franco Cerri è stato una figura chiave nella promozione e diffusione del jazz in Italia. Con alle spalle una carriera prestigiosa come chitarrista e contrabbassista che lo portò a registrare dischi a suo nome e a suonare con i più grandi jazzisti di sempre (Chet Baker, Dizzy Gillespie, Billie Holiday e molti altri), Cerri ha contribuito significativamente alla divulgazione del genere attraverso i programmi televisivi.

Alcune programmi tv come “Fine serata da Franco Cerri” o “Jazz in Italia”, in cui presentava e accompagnava al suo strumento i migliori jazzisti del momento, ebbero molto successo. Attraverso le sue trasmissioni, Cerri contribuì a demistificare un genere a volte considerato come troppo raffinato e colto, e a renderlo accessibile a un pubblico più ampio, educando gli spettatori sulle sue radici, le sue innovazioni e ramificazioni.

Attraverso la sua testimonianza e la musica delle sue trasmissioni ha avvicinato il pubblico al jazz suonato da artisti di diverse generazioni e stili. Il suo impegno nel portare la buona musica nelle case degli italiani ha svolto un ruolo fondamentale nella sua diffusione e accettazione nel panorama musicale italiano. Un testimone riripreso molti anni dopo da Stefano Bollani, che nel programma Via dei matti trasmesso in Rai ripercorre quella strada in chiave moderna.

Gli anni d’oro del jazz italiano

Durante gli anni d’oro del jazz italiano, che vanno approssimativamente dagli anni ’50 agli anni ’70, il genere raggiunse il suo apice di popolarità e creatività nel paese. Questo periodo fu caratterizzato da una fervida attività musicale e da una serie di innovazioni che contribuirono a definire il suono unico del jazz in Italia. Uno dei fattori chiave di questo periodo fu l’emergere di talentuosi musicisti italiani che raggiunsero la fama sia a livello nazionale che internazionale.

Artisti come Renato Sellani, Giorgio Gaslini e Enrico Rava, solo per citarne alcuni, contribuirono in modo significativo alla crescita e alla diversificazione del panorama jazzistico italiano. Ognuno di loro portava con sé influenze e stili diversi, contribuendo a creare un tessuto musicale ricco e variegato che si diffuse anche grazie alla miriade di locali notturni e club che a Milano, Roma e Torino ospitavano regolarmente esibizioni dal vivo. Questi luoghi divennero, non solo punti di incontro per gli appassionati, ma anche luoghi di scambio culturale e di crescita artistica per i musicisti emergenti.

Un altro aspetto importante degli anni d’oro del jazz in Italia fu la fioritura di etichette jazz indipendenti specializzate. Producendo e distribuendo dischi svolseri un ruolo cruciale nel mettere in luce nuovi talenti e nel documentare le varie sfaccettature del fenomeno. Oramai c’era abbastanza materiale da fare nascere i primi festival jazz in tutta Italia, che contribuirono ulteriormente a diffondere e promuovere il genere, attirando non solo grandi nomi internazionali, ma anche giovani talenti italiani desiderosi di farsi conoscere.

Sviluppo più recenti del genere

Dopo il periodo d’oro il jazz in Italia ha continuato a evolversi nel contesto contemporaneo, mantenendo la sua rilevanza e vitalità nonostante le sfide di un mercato musicale moderno alle prese con le sfide dovute all’evoluzione dei supporti. Un tratto distintivo del jazz italiano è la capacità di abbracciare una vasta gamma di stili e influenze, rimanendo sempre fedele alle sue radici. Da genere popolare da ballare, poi diventato musica di nicchia, oggi l’improvvisazione si studia nei conservatori e sempre più musicisti vi si avvicinano.

Tra i nomi più importanti del jazz in Italia possiamo ricordare il pianista Enrico Pieranunzi, che ha saputo coniugare l’eredità di Bill Evans con la sensibilità mediterranea; il trombettista Enrico Rava, che ha esplorato vari stili dal cool al free, dal fusion al latin; il sassofonista Stefano Di Battista, che ha portato una ventata di freschezza e di energia nel jazz italiano; il trombettista Paolo Fresu, che ha creato un suono personale e raffinato, capace di dialogare con altri generi musicali colti e popolari.

Oltre ai singoli musicisti, anche le istituzioni culturali e le organizzazioni svolgono un ruolo fondamentale nella promozione e diffusione di questo genere nel nostro paese. I festival offrono piattaforme importanti per esibizioni live, incontri tra artisti e pubblico, e scambi culturali internazionali, contribuendo così a mantenere viva la scena jazzistica italiana. Per chi volesse approfondire nei dettagli come questa musica è nata e si è evoluta nel nostro paese, il libro Il “Jazz in Italia” di Adriano Mazzoletti (Edt editore) ne costituisce una valida e completa testimonianza.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti, fondatore di Bintmusic.it, è un imprenditore online, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.