Chitarra vicina a canzoniere con testi in italiano nelle canzoni straniere

Come viene utilizzato l’italiano nelle canzoni straniere? Dall’opera lirica fino alle parole nei brani internazionali, il ruolo della lingua italiana tra fonetica e contenuti. Il suono delle lingue ha prodotto anche l’evoluzione dei generi?

L’italiano nelle canzoni straniere è presente in epoche e generi differenti. Frammenti di lingua italiana sono contenuti nei brani fin dai tempi di Dean Martin e Elvis Presley ma anche di alcuni artisti stranieri hip hop o heavy metal attuali. Non è certo una novità, ci sono state epoche in cui l’italiano è stata la lingua del bel canto per eccellenza. Il rapporto tra musica e parole ha molti altri aspetti interessanti che riguardano lo stile e non solo.

Ci sono studi che sostengono come le caratteristiche del linguaggio siano in grado di condizionare l’evoluzione dei popoli e il rapporto tra lingua e musica quello dei generi. I più recenti studi basati sulle moderne tecniche di imaging cerebrale, mostrano che musica e lingua hanno molti aspetti in comune, tanto che le abilità del linguaggio sono maggiori nei bambini che studiano musica. Il ritmo è un altro aspetto importante che accomuna il suonare e il parlare. C’è chi sostiene che la relazione tra ritmo linguistico e musicale delle canzoni sia strettamente collegato all’origine del linguaggio utilizzato nei testi.

Lingua influenza stile musicale?

La fonetica dei vari popoli è quindi alla base anche del’evoluzione dei generi? Che non sia un’idea strampalata basti pensare all’opera lirica basata su libretti scritti in italiano in battere, ma anche al pop nostrano, mentre blues e al jazz accompagnano testi inglesi in ritmo sincopato. E’ innegabile la connessione tra ritmo e sintassi della lingua francese nel plasmare la struttura delle canzoni. E la morbidezza del portoghese come può essere accompagnata da un genere diverso dalla Bossa Nova? Certo sono tutte considerazioni postume ma non sono così bislacche se esistono studi di sociolinguistica che associano addirittura l’evoluzione delle caratteristiche dei popoli al modo di parlare.

Lingua, musica e società sembra seguire una stessa strada. L’opera lirica fin dagli inizi è stata arricchita dal vocabolario della scuola napoletana, romana e veneziana, per arrivare al melodramma dell’ottocento e novecento. Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi hanno portanto i libretti scritti in italiano in tutto il mondo. Caruso, Modugno, Bocelli, ma anche Laura Pausini, Zucchero o Eros Ramazzotti, hanno fatto la stessa cosa due secoli dopo rappresentando l’italiano all’estero. Opere e canzoni contengono stereotipi vincenti di dolce vita e amore romantico, o parodie di macismo e malavita.

Italiano nelle canzoni straniere

Il successo della musica italiana fuori dai confini nazionali è tale che alla fine gli stessi cantanti stranieri cantano in lingua italiana: tedeschi, francesi, svedesi, turchi, ma ovviamente anche americani e canadesi. Se adesso il fenomeno forse non è più così diffuso, c’è stato un momento in cui i frammenti di italiano nelle canzoni straniere spopolavano per questioni di metrica, stilistici e di contenuti.

Sull’argomento è uscito qualche tempo fa un interessante saggio scritto dal linguista Stefano Telve intitolato ‘That’s Amore‘ (Mulino). Lo studioso fa una analisi accurata dei testi in italiano nelle canzoni straniere di ogni epoca scoprendo che parole da prontuario turistico (ciao, arrivederci, addio, grazie, prego), piuttosto che da stereotipo cinematografico (amore, bacio, bella) sono molto frequenti. Una scelta tutt’altro che banale. Questa mescolanza di sensibilità, luoghi comuni e prodotti del made in Italy dimostra che la musica del bel paese, malgrado tutto, è ancora molto importante.