ipod classic

Sembra l’altro ieri e invece sono passate quasi tre decadi dal 1998, anno in cui Steve Jobs presentò al pubblico il primo iPod Apple. In un decennio questo piccolo lettore mp3 con la sua famosa ghiera cliccabile diventò un oggetto alla moda, venduto fino al 2022 in tutto il mondo in centinaia di milioni di esemplari. Dopo avere rivoluzionato l’industria musicale, il dispositivo capostipite della musica digitale il 10 maggio è andato in pensione sostituito da iPhone e servizi di streaming.

L’iPod Apple però è stato qualcosa in più dell’ennesima tappa evolutiva dei supporti musicali che dai vinile allo streaming hanno cambiato il modo di ascoltare canzoni: il suo successo ha aperto la strada alla dematerializzazione della musica. Finito il possesso della registrazione su musicassette, vinile e cd, oggi lo streaming domina il mercato ma sicuramente l’iPod rimarrà un pezzo da collezione a testimonianza del primo passo delle note nell’era digitale.

Indice

Storia iPod Apple

Nel 2001, quando uscì il primo iPod Apple, altri lettori mp3 erano già presenti sul mercato. I player mp3 degli altri costruttori però contenevano poca musica, nell’ordine di centinaia di canzoni, erano grandi, difficili da usare e da interfacciare con il computer. L’idea di Steve Jobs era costruire un oggetto grande come un pacchetto di sigarette, bello da vedere, semplice da utilizzare e che contenesse migliaia di canzoni.

L’iPod uscì negli Usa con un hard disk da cinque gigabyte e un prezzo di circa 900 dollari. Il progetto fu dell’ingegnere Tony Fadell, mentre il nome iPod fu proposto da Vinnie Chieco, un frelance che si occupava di marketing, a cui il dispositivo ricordava le capsule (pod) del film 2001 odissea nello spazio. Con una i davanti ad indicare i nuovi prodotti Apple, il nome era perfetto. Mancava solo una campagna colorata per renderli un prodotto desiderabile per i giovani.

Eppure più qualche analista finanziario era scettico sul fatto che un lettore mp3 potesse conquistare il mercato, anche per il costo elevato. Nemmeno la musica portatile da ascoltare con le cuffiette era una novità, dato che negli anni ’80 il Walkman della Sony ad audiocassette aveva riscosso un enorme successo. All’inizio non esisteva iTunes come negozio di mp3 online e il successo dell’iPod fu limitato agli utenti dei Mac. La svolta arrivò quando all’iPod fu affiancato il negozio di mp3 di iTunes, aperto nel 2003 anche ai computer Windows.

In quel momento tanti appassionati di musica capirono che usando questo lettore mp3 potevano acquistare canzoni in modo facile e nello stesso tempo avere tra le mani un piccolo dispositivo dal design innovativo in cui trasferire cd e migliaia di canzoni. Molti brani erano certamente scaricati anche in modo illegale attraverso il file sharing e software di condivisione come Napster. Ma nel 2004 ci pensarono gli U2 a sponsorizzare un iPod colorato su misura per l’album How to dismantle an atomic. E poi su iTunes c’erano anche Podcast ed eBook.

iPhone sostituisce iPod

La pirateria musicale favorì il successo dell’iPod tanto che l’industria discografica chiese che il prezzo degli iPod fosse maggiorato di una apposita tassa per la ‘copia privata’ da destinare all’industria musicale. Anche quando le vendite legali di mp3 su iTunes aumentarono, il problema della pirateria non fu mai risolto. Solo l’arrivo dello streaming gratis o a pagamento rese poi superfluo il download di canzoni e l’utilizzo del lettore.

Ma l’iPod non è stato solo un lettore mp3. Quando è arrivato l’iPhone, nel 2007 è stato sostituito un oggetto alla moda nell’immaginario della gente. Indipendentemente dall’evoluzione tecnologica, era ovvio che prima o poi il player di casa di Cupertino non potesse più rappresentare i desideri dell’intera popolazione mondiale. Ad un certo punto non bastava più riempire 160 GB di memoria in modo bulimico con mp3 scaricati gratis o venduti su iTunes.

Per soddisfare le persone non bastavano più gli album di canzoni e nemmeno le fotografie o i pochi video che si potevano caricare sull’hard disk delliPod, serviva uno smartphone sempre connesso in rete. Una sorta di pc portatile che oltre alle canzoni consentisse di avere a disposizione in ogni momento della giornata una offerta infinita di riviste, libri, video, film tv sport, ma anche videogiochi con cui divertirsi. Insomma serviva lo streaming.

Modelli di lettore Apple

L’iPod Classic fu presentato nel 2001 con la promessa di portare ‘5000 canzoni in tasca’. Costava 399 dollari e la batteria durava 10 ore. Ai tempi era una bella cifra, dato che di tascabile c’era ancora solo il ricordo del Walkman della Sony per musicassette a nastro. E’ stato il primo modello di lettore della Apple ad uscire dal mercato surclassato dall’iPhone. Nel corso degli anni sono stati presentati versioni da 80 GB, 120 GB e 160 GB che ovviamente nulla possono contro le decine di milioni di brani a disposizione sulle piattaforme in streaming.

Dal gennaio 2001 ad oggi sono stati venduti nel mondo oltre 400 milioni di iPod Apple. L’ultima generazione di iPod Touch è stata aggiornata al 2019, in realtà più simile ad un iPhone che a un lettore di musica. Nel 2004 sono usciti gli iPod Mini e la click wheel inerziale. Un’idea semplice ma rivoluzionaria per scrollare lunghi elenchi di canzoni e che verrà poi adottata su tutti i dispositivi. Nel 2005 esce il modello Shuffle piccolissimo ed economico (99 dollari) e poi il Nano sottile e compatto con memoria allo stato solido.

La storia dei lettori mp3 è finita nel 2007 con l’iPhone e poi con l’avvento della musica in streaming gratis da ascoltare con gli smartphone. Lettori musicali sono già presenti in tutti gli smartphone come app musicali e non avevano più nessuna ragione di esistere. Un lettore dedicato solo alla musica non ha più senso se non per formati di qualità superiore e file audio molto grandi. Con l’introduzione delle connessioni in 5G che consente di inviare una enorme quantità di dati via mobile, nemmeno l’alta definizione potrà salvarli dall’oblio.

Phonofono

Tra i tanti accessori costruiti nella storia degli iPod Apple impossibile non citare il Phonofono, una versione riveduta e corretta di un grammofono analogico nell’era digitale. Per capire come funziona il Phonofono è necessario fare un passo indietro nel tempo alle origini della registrazione audio. Era il 1877 quando Edison brevettò il primo “Fonografo” capace di registrare suoni su un cilindro e di riprodurli mediante una puntina collegata ad una membrana vibrante. L’invenzione venne poi perfezionata nel “Grammofono” che usava un disco mosso da una manovella al posto del cilindro e aveva una tromba per consentire l’ascolto collettivo.

Il Phonofono per iPod creato dal designer Tristan Zimmerman si rifaceva proprio a questo strumento. Attraverso un sistema di amplificazione passiva trasforma un iPod o un qualsiasi player portatile in una specie di audio console-scultura. Non necessitava di alimentazione a batteria nè a 220v poichè sfrutta le caratteristiche di un corno acustico per amplificare l’uscita audio delle cuffiette. Bastava inserire le cuffiette in un apposito alloggiamento e istantaneamente il suono del lettore mp3 veniva diffuso in modo ricco e risonante.

Il Phonofono era costruito interamente in ceramica, materiale che, oltre ad avere un basso impatto ambientale, garantisce una ottima resa sonora per le sue caratteristiche di rigidezza e risonanza acustica. Quasi a rispettare le sue origini, il phonofono è eccelente per ascoltare blues, musica classica e popolare, ma è meno indicato per la musica elettronica e il rock. Le basse frequenze infatti creavano fastidiose distorsioni del suono comunque migliorabili attenuando l’equalizzazione dei bassi nelle impostazioni del player.

Phonofono