Una tavoletta che si usa come un computer per scrivere, navigare in internet, vedere film e foto, orientarsi con le mappe, giocare con videogiochi, leggere libri e giornali… ma qual’è il rapporto tra iPad e musica?

iPad e iPod, sembra un gioco di parole ma dietro c’è l’evoluzione dell’intrattenimento digitale. Sembra passati un secolo da quando l’iPod era l’oggetto più alla moda e più ambito da tutti. In realtà sono passati pochi anni, ma appena il suo fascino (e le vendite) sono iniziate a calare, ecco che Apple ha tirato fuori la nuova arma segreta: l’iPad.

Di cosa si tratta? Volendo banalizzare si potrebbe definire l’iPad un grosso iPhone o meglio, visto che non telefona, un grosso iPodtouch, il player musicale che ha aperto la strada a una nuova serie di caratteristiche extramusicali, come il collegamento Wi-Fi per navigare, l’accelerometro e gli speaker integrati, capaci di offrire, oltre alle funzioni di lettore mp3, quelle di un piccolo computer e specialmente di mini console per giochi e applicazioni da scaricare sull’App Store di Apple.

Ma non basta. L’estensione tecnologica dell’iPod, prodotto destinato prima alla musica e poi all’intrattenimento digitale multifunzione, vede ora il suo compimento nell’iPad, che con le sue caratteristiche e lo schermo multitouch da 9,7 pollici diventa adatto per ogni tipo di utilizzo. Dopo avere conquistato ed avere saturato il mercato della musica, Apple si prepara a conquistare quello dell’editoria, dei libri e dei giornali, della tv, del cinema… insomma dell’intrattenimento digitale a 360°.

iPad e musica cosa c’entrano? Ovvio, con l’iPad si potrà fare esattamente quello che è possibile fare con iPod o iPhone, come accedere a iTunes per acquistare musica, sincronizzandolo con un computer via USB e trasferire file musicali. Si potranno anche vedere le copertine dei cd in formato reale, le foto e i video degli artisti in modi e formati ancora tutti da venire. Ma la musica non ha avuto nessun ruolo durante la presentazione ufficiale dell’iPad. Steve Job, sul palco dello Yerba Buena di San Francisco, con la magica tavoletta ha giocato, letto il New York Times e guardato video: è troppo furbo ed esperto in materia di comunicazione per non averlo fatto apposta.