investire in arte

Conviene investire in arte e cosa comprare? Tra opere di arte moderna e contemporanea l’ultima frontiera per milionari in cerca di sicurezza è la carta. Ma bastano cifre anche molto inferiori per diventare piccoli collezionisti

Borse in altalena, Forex che non si sa dove andrà a finire e mercato immobiliare in altalena alle dipendenze dello stato dell’economia generale. Chi dispone di patrimoni consistenti non sa più cosa fare. Investire in arte come bene di rifugio oggi può essere conveniente.

L’ultima spiaggia di ricconi e investitori mondiali? Le opere d’arte. E’ paradossale come il lavoro di artisti dalle spiccate sensibilità, sempre in bilico tra insicurezze e disagi economici e di ogni tipo, sia diventano l’ultima spiaggia dei nuovi paperoni in cerca di stabilità. Se ancora ci fossero dei dubbi sulle dinamiche economiche assurde di questi tempi, risponde uno studio di Barclays Wealth. Afferma che chi dispone di finanze superiori al milione di euro dedica circa il 10% dei propri beni in investimenti nel campo della pittura e degli oggetti d’arte.

Chi acquista opere d’arte solo nell’80% dei casi è realmente un collezionista appassionato e in qualche modo coinvolto emotivamente. Il restante 20% degli acquirenti desidera investire in arte per puro interesse economico, ovvero per trovare rifugio al patrimonio.

Investire in arte e collezionismo

Forse questo spiega la valutazione di quadri come il famoso ‘Urlo‘ di Edvard Munch recentemente battuto all’asta per 120 milioni di euro. Inutile prendersela con chi più che al cuore pensa al portafoglio. I tempi cambiano e il rapporto tra arte e finanza oggi è sempre più stretto. Se in passato la scoperta di un artista era dovuta a qualche forma di mecenatismo oramai scomparso, oggi a sostenere il mercato ci pensano le banche e i fondi di investimento. Oppure la pubblicità e il merchandising, come nel caso delle opere di Cattelan.

Nel mercato dell’arte i collezionisti interessati semplicemente all’aspetto economico sono molti e percentualmente arrivano secondi solo a quelli del settore della gioielleria. In compenso precedono i collezionisti di mobili d’antiquariato e di bottiglie di vino vintage. Certo stiamo parlando di persone con patrimoni molto consistenti. E nel caso si volessero investire in arte solo poche migliaia di euro?

Investire in opere su carta

Per chi vuole investire piccole somme, che possono anche partire dai 1000 euro, ma che nel 60% dei casi sono inferiori ai 5000 euro, esistono mercati come quelli delle opere su carta. Un formato certo meno pregiato rispetto a quello dei grandi dipinti ad olio o in acrilico, ma che può riservare qualche buon affare anche per i piccoli investitori. Alcuni studi indicano una potenziale rendita di queste opere del 14-17% all’anno.

Ciò spiega il grande fermento che ogni anno anima il Wopart di Lugano, punto di riferimento per i collezionisti del settore. A questa fiera interamente dedicata alle opere d’arte su carta ovviamente ci sono anche capolavori di grandi pittori. C’è l’acquerello di Pierre-Auguste Renoir valutato attorno ai 120 mila euro. Così come tra gli stand di oltre 60 gallerie provenienti da tutto il mondo sono esposte opere su carta di importanti artisti che dal passato arrivano all’arte moderna e contemporanea.

Il disegno in fondo è all’origine di tutto. Su carta sono stati ideati e progettati tutti i grandi capolavori, da Michelangelo fino a tutte le avanguardie. Sarà per questo che per i disegni di Warhol, Renoir, Banksy, Mirò, Picasso, Klee i prezzi vanno dai 100 mila al milione di euro. Ma si possono trovare anche chicche come un “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana dalle dimensioni di 7,4 x 6,1 cm. Un suo famoso taglio, realizzato tra il 1960 e il 1961 su un pezzo di stagnola blu, costa come una buona auto di media cilindrata. Giusto per restare in tema di consumo…