creatività e sviluppo

In tempi di crisi si sente dire di tutto: c’è anche chi, pur di salvare i propri eroi della politica, dà la colpa della crisi e della mancanza di posti di lavoro all’avvento delle nuove tecnologie e magari di internet.

E’ una frottola colossale, è vero piuttosto il contrario. Internet può essere il volano per lo sviluppo e la crescita, come testimonia anche un recente rapporto di una società di consulenza americana, la McKinsey, che ha preso in considerazione la ricchezza creata online negli ultimi 5 anni nei 13 Paesi più industrializzati ovvero Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Svezia, Canada, Russia, Cina, India, Brasile e Corea del Sud.

In questi paesi, con 2 miliardi di persone connesse complessivamente, le attività legate ad internet producono il 3,4% del Prodotto Interno Lordo e hanno creato 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro. In Italia Internet rappresenta il 2% del Pil con 30 miliardi di euro all’anno (quasi come l’agricoltura che nel suo complesso arriva al 2,64% del Pil), ma in Svezia e Gran Bretagna il web vale il 6% del Pil. Ovviamente in Italia siamo in ritardo. Altro che colpa di internet che toglie posti di lavoro: la colpa è di chi non ha investito in linee veloci e infrastrutture per favorire uno sviluppo al passo con i tempi. Se si parla di banda larga e velocità di connessione, secondo gli ultimi dati siamo in fondo alle classifiche europee e mondiali.