Secondo i dati del Global Information Technology Report 2013 del World Economic Forum l’Italia è agli ultimi posti in Europa nella capacità di utilizzare internet sfruttando le sue potenzialità a livello economico.

Un bel risultato lasciato da politiche completamente assenti o inefficaci che ci pongono al 50 esimo posto su 144 paesi monitorati, e che seguono al giudizio del Web Index della World Wide Web Foundation che ci poneva 23esimi su 61 nazioni. Peggio di noi in Europa solo la Grecia, mentre nel mondo siamo preceduti anche da Oman, Kazakistan e Malesia, tanto per fare alcuni nomi.

Il problema è che l’innovazione tecnologica e l’internet economy è anche uno dei motori dello sviluppo economico e sociale, mentre in Italia l’utilizzo di internet risulta scarso per la mancanza di infrastrutture tecnologiche avanzate dovute a scarsa organizzazione e gestione di appalti pubblici, mancanza di incentivi e via dicendo. Insomma una situazione penosa che penalizza fortemente la società, la cultura, l’economia, il Pil e la creazione di nuovi posti di lavoro che sono tutti indici direttamente proporzionali alla penetrazione del Web nella società. Non a caso ai primi posti ci sono Finlandia, Singapore e la Svezia, seguite da Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, Danimarca, Usa e Taiwan.