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Intelligenza artificiale per creare musica? Si chiama Magenta il progetto realizzato da Google per portare l’apprendimento automatico nel campo dell’arte e della creatività. Quali sono i suoi possibili sviluppi? Ascoltiamo un brano musicale creato con un algoritmo

L’Intelligenza artificiale è una degli ingredienti chiave del futuro di Google e di tutte le grandi società che offrono servizi sul web. L’obbiettivo dichiarato della società di Mountain View è sviluppare nuovi prodotti capaci di sfruttare le tecnologie innovative offerte dai processi di apprendimento automatico come già succede in alcuni suoi servizi di traduzione o riconoscimento vocale, ma anche nei servizi di ricerca e nelle pubblicità, che già offrono un prodotto prima ancora che tu lo abbia richiesto.

Ma il Google Brain Team vuole andare oltre e cercare di capire se l’intelligenza artificiale ha anche possibilità nel campo della creatività. Per questo ha creato una piattaforma open source chiamata TensorFlow. Il fine è coinvolgere artisti, programmatori, creativi, mettendo a disposizione delle migliori menti un ambiente di lavoro comune per capire cosa succede. Una sfida sicuramente interessante che tocca molti settori che vanno dalla scienza alla matematica fino all’arte creativa e che riguarda tutti noi come utenti.

Magenta è il primo risultato di questi studi e sfrutta le conoscenze nel campo dell’apprendimento automatico per creare arte e musica potenzialmente interessanti. D’altronde come negare che qualsiasi evoluzione anche in abito artistico faccia riferimento a quanto è avvenuto prima? Se per ogni buon artista ovviamente non si tratta solo di copiare, ma di sfruttare l’esperienza per creare qualcosa di nuovo, nella generazione sonora sono gli algoritimi ad imparare, per poi cercare di dire la loro.

Google non è il primo a tentarci anche se per ora la sfida dell’intelligenza artificiale in ambito creativo non ha avuto grande valenza artistica. La genialità del talento visionario in carne ed ossa capace di rovesciare le carte in tavola rivoluzionando il linguaggio artistico o musicale, nella macchina è affidato a qualche forma di casualità e probabilità matematica, che certamente funziona a sprazzi ma che non riesce ancora a costruire un discorso narrativo che abbia una forma compiuta di una qualche durata nel tempo.

musicisti e compositori per adesso possono dormire sonni tranquilli

Ma nel futuro cosa potrà accadere e fino a che punto la tecnologia potrà influenzare l’arte e la musica? Mentre ci sfiorano domande che con una certa preoccupazione evidentemente riguardano non solo musicisti e compositori, ma anche futuro e ruolo dell’umantà sulla terra, qui sotto possiamo ascoltare i primi 90 secondi di melodia generata da un sistema di apprendimento automatico.

Ci sarà un momento in cui Magenta si batterà con Bach, i Beatles, John Coltrane, Jimi Hendrix ed anche Adele, ma per adesso possiamo stare abbastanza tranquilli. Questa musica creata dall’intelligenza artificiale è sicuramente una evoluzione di ciò che si è ascoltato in passato, ma assomiglia ancora ad una musichetta da gioco elettronico anni ’80. Un esperimento sicuramente ambizioso e interessante capace di entusiasmare programmatori e scienziati in cerca di nuove idee per gadget del futuro, ma per adesso non sufficiente a soddisfare uomini e ascoltatori appassionati di musica vera e orecchie in cerca di emozioni.