inquinamento atmosferico

Nelle grandi città le malattie respiratorie dovute all’inquinamento atmosferico sono in costante aumento, specie tra i bambini: come si può migliorare la qualità dell’aria che respiriamo?

L’OMS lo ha di nuovo confermato: l’inquinamento atmosferico è il più grande assassino globale. Oltre il 92% di persone nel mondo respira aria inquinata responsabile di malattie respiratorie ma anche di problemi cardiaci e tumori. Nella metà delle 1600 città analizzate nello studio ci sono valori di particolato (PM) al di sopra dei limiti di sicurezza, in particolare nelle regioni più povere del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale.

Ciò che respiriamo dipende in larga parte da stili e modelli di vita insostenibili per l’ambiente. I cambiamenti climatici in atto lo dimostrano e non aiutano. Il risultato è che sul pianeta 235 milioni di persone soffrono di asma e sono circa 3 milioni i decessi causati della BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Solo in Italia ci sono 3 milioni di persone asmatiche, di cui i bambini rappresentano un buon 10%. Tra i più piccoli preoccupa l’aumento di patologie come tosse e asma.

Relazione inquinamento malattie

Ma davvero i gas nocivi hanno un ruolo così importante sulla salute? Secondo i medici le polveri sottili e l’ozono favoriscono problemi cardiaci e soprattutto infiammazioni delle vie aeree potenziando l’azione degli allergeni inalati. il fumo di sigaretta attivo o passivo non può che peggiorare le cose. Riniti, asma e altre malattie respiratorie allergiche sono riscontrate principalmente nelle persone che vivono nelle aree urbane, dove certamente c’è più possibilità di ammalarsi rispetto alle aree rurali.

Situazione delle città in Italia

Dando un occhio alla cartina dell’Oms e leggendo i dati sull’inquinamento atmosferico di Roma, Milano, Verona e Torino spesso c’è poco da stare tranquilli. Molte città italiane superano regolarmente, nel giro di pochi mesi, le soglie di sicurezza annue imposte dalla Unione Europea per la concentrazione di polveri inquinanti. Succede particolarmente nei periodi in cui domina l’alta pressione e non ci sono precipitazioni. Purtroppo ogni anno la storia si ripete eppure nessuno sembra in grado di affrontare seriamente la situazione.

inquinamento atmosferico in italia
PM 2.5 annuo in Italia – In rosso zone più inquinate

Cause inquinamento atmosferico

Il fatto è ciò che respiriamo dipende anche dai nostri stili di vita. Certo l’inquinamento dell’aria, che riguarda ogni parte del pianeta, ha anche cause naturali. Ci sono i cambiamenti climatici, le tempeste che trasportano polvere, i fenomeni siccitosi, la mancanza di vento, oppure le eruzioni vulcaniche, che insieme ai gas normalmente rilasciati dai processi vitali di tutti gli esseri viventi rendono la lista delle fonti inquinanti ancora più lunga.

Ma è inutile dire che è l’uomo la causa principale dell’inquinamento atmosferico. Prima di tutto c’è l’utilizzo indiscriminato di mezzi di trasporto inefficienti alimentati con combustibili fossili. Poi le attività industriali che rilasciano fumi tossici, le centrali elettriche alimentate a carbone e i gas dallo smaltimento dei rifiuti. Peggiorano la qualità dell’aria anche le attività agricole e l’uso di insetticidi, pesticidi e fertilizzanti. Ci sono poi le attività domestiche come l’utilizzo di vernici e sostanze tossiche di varia natura nei prodotti per la casa.

Come migliorare qualità dell’aria

Incoraggiare le persone a usare i trasporti pubblici è uno dei modi più efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico nei centri urbani. La recente riscoperta della bicicletta in alcune città fa ben sperare, così come l’utilizzo di servizi di car sharing o di car pooling, in cui si condivide l’auto con i colleghi risparmiando energia e denaro. In secondo luogo si dovrebbe incentivare l’utilizzo di fonti energetiche alternative come l’energia solare, eolica e geotermica, sia a livello industriale che privato.

Produrre energia inquina. Ecco perchè tutti dovrebbero provare anche a risparmiare energia, innanzitutto spegnendo dispositivi e luci quando non vengono utilizzati. Solo gli apparecchi di casa in standby costano fino a 250 euro all’anno, equivalenti all’energia fornita da 8 centrali termoelettriche. Grandi vantaggi in termini di riduzione dell’inquinamento si potrebbero ottenere anche sprecando o utilizzando meno oggetti, non consumando cibo in eccesso e favorendo il riciclo in ogni settore.

Ogni anno l’Oms ci ricorda come l’inquinamento atmosferico sia un problema enorme che può avere effetti devastanti sulla salute. Migliorare la qualità dell’aria è una sfida che riguarda tutti. Eppure in pochi lasciano l’auto in box per andare a lavorare a piedi, in bici o in tram. Per convincere le persone forse basterebbe mettere qualche autobus in più, rendere i trasporti pubblici efficienti e soprattutto informare. Ne vale la pena: nelle città europee respirando male si perdono oltre 8 mesi di vita.