inquinamento dell'aria

Quali cause ha l’inquinamento dell’aria e come limitare i suoi danni e gli effetti sulla salute? Gli studi sulle conseguenze dello smog e i rimedi per migliorare la qualità di quello che respiriamo nelle grandi città in Italia e nel mondo

L’inquinamento dell’aria delle grandi città è un grande problema irrisolto. Ogni volta che pioggia e vento latitano e il meteo presenta condizioni stabili, l’inquinamento atmosferico esplode in tutta la sua gravità, specie nelle grandi città. Non sempre i cittadini sono pronti ad accettare le misure e i rimedi attuati da sindaci e amministratori, ma se conoscessero le reali conseguenze dello smog su salute e aspettativa di vita, forse sarebbero disposti a rinunciare a qualche abitudine. La qualità di quello che respiriamo dipende in larga parte da stili e modelli di vita oramai insostenibili per l’ambiente e per l’uomo.

La relazione tra inquinamento dell’aria e malattie è scientificamente provata sopratutto in bambini e anziani: non è più tempo di aspettare per prendere provvedimenti. Secondo i medici le polveri sottili e l’ozono favoriscono problemi cardiaci e soprattutto infiammazioni delle vie aeree potenziando l’azione degli allergeni inalati. Il fumo di sigaretta attivo o passivo non può che peggiorare le cose. Riniti, asma e altre malattie respiratorie allergiche sono riscontrate principalmente nelle persone che vivono nelle aree urbane, dove certamente c’è più possibilità di ammalarsi rispetto alle aree rurali. Nuovi studi sostengono anche come gli agenti patogeni come il Coronavirus si diffondono maggiormente proprio a causa dell’inquinamento dell’aria.

Cause inquinamento dell’aria

L’inquinamento dell’aria riguarda ogni parte del pianeta e non è solo dovuto all’uomo ma ha anche cause naturali come cambiamenti climatici, tempeste che trasportano polvere, fenomeni siccitosi, mancanza di vento, oppure eruzioni vulcaniche. Ma ciò che respiriamo nelle città dipende anche e sopratutto dai nostri stili di vita. I gas normalmente rilasciati dai processi vitali di tutti gli esseri viventi rendono solo la lista delle fonti inquinanti ancora più lunga: l’uomo è la causa principale dell’inquinamento atmosferico.

Le concentrazioni di inquinanti dipendono da meteo, caratteristiche urbane, industriali e agricole delle città. Tra le maggiori cause di inquinamento c’è l’utilizzo indiscriminato di mezzi di trasporto inefficienti alimentati con combustibili fossili. Poi le attività industriali che rilasciano fumi tossici, le centrali elettriche alimentate a carbone e i gas dallo smaltimento dei rifiuti. Peggiorano la qualità dell’aria anche le attività agricole e l’uso di insetticidi, pesticidi e fertilizzanti. Ci sono poi le attività domestiche come l’utilizzo di vernici e sostanze tossiche di varia natura nei prodotti per la casa.

Qualità dell’aria che respiriamo

E’ anche vero che la qualità dell’aria delle città negli ultimi decenni è migliorata. Ci sono studi che dimostrano come la sfida dello smog nelle città deve essere affrontata in due direzioni: la riduzione del traffico veicolare, specie a gasolio che è stata molto ridotta e le fonti di riscaldamento da combustibile fossile che producono particelle inquinanti di piccolo diametro. In questo settore c’è ancora molto da fare, non solo limitando stufe, camini o legna delle pizzerie.

Le particelle ultrafini dei veicoli a motore sono tra le maggiori cause di inquinamento dell’aria, insieme al riscaldamento domestico. Ma non si eliminano le polveri sottili limitando il traffico due giorni all’anno o mettendo un pedaggio d’ingresso solo nei centri città. Il Comitato Salute e Ambiente esorta i politici europei a introdurre comunque forti cambiamenti per assicurare ai cittadini aria più pulita e a rispettare i limiti adottati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Inquinamento aria in Italia

Dando un occhio alla cartina dell’Oms e leggendo i dati sull’inquinamento atmosferico di Roma, Milano, Verona e Torino spesso c’è poco da stare tranquilli. Molte città italiane superano regolarmente, nel giro di pochi mesi, le soglie di sicurezza annue imposte dalla Unione Europea per la concentrazione di polveri inquinanti. Succede particolarmente nei periodi in cui domina l’alta pressione e non ci sono precipitazioni. Purtroppo ogni anno la storia si ripete eppure nessuno sembra in grado di affrontare seriamente la situazione.

Il report di Legambiente intitolato Mal’aria edizione speciale certifica una situazione pessima in molte città italiane. Nella pagella sulla qualità dell’aria stilata in base a 5 anni di osservazioni in 97 città, prendendo in considerazione polveri sottili e biossido di azoto, solo il 15% dei centri urbani raggiunge la sufficienza con in testa Sassari, Macerata, Enna, Campobasso Catanzaro, Nuoro, Verbania, Grosseto e Viterbo. Gravemente insufficienti con zero in pagella sono Como, Milano, Palermo, Roma e Torino. Se a livello di Pm10 solo il 20% delle città italiane scende sotto la soglia consigliata dall’Oms, per il Pm2,5 il numero scende al 6%.

Inquinamento atmosferico in Italia

Effetti inquinamento dell’aria

Asma, rinite allergica o broncopneumopatia cronica ostruttiva sono malattie che interessano sempre più persone. Secondo ricerche svolte in Italia e nel resto d’Europa a cominciare dal 1985, la diffusione dei casi di malattie respiratorie negli ultimi 30 anni è raddoppiata. Solo in Italia ci sono 3 milioni di persone asmatiche, di cui i bambini rappresentano un buon 10%. Tra i più piccoli preoccupa l’aumento di patologie come tosse e asma. Gli agenti inquinanti sono più dannosi in estate e con temperature elevate, tanto che nella stagione calda i decessi a seguito di malattie respiratorie croniche sono molto più elevati.

Uno studio su 8 milioni di neonati realizzato in Inghilterra dall’università di Cardiff ha correlato l’effetto dei singoli inquinanti sulla mortalità infantile (NO2, PM10 e anitride solforosa prodotta da riscaldamento e gas di scarico delle automobili). Ha scoperto che il rischio di morte prematura cresce tra il 20 e il 40% fino al ventottesimo giorno di vita e tra il 30 e il 50% fino al primo anno di età. Una ricerca dell’università di Leicester ha rilevato come l’inquinamento da traffico in gravidanza provochi un ritardo nello sviluppo dei polmoni.

Le malattie croniche nei grandi centri urbani si registrano in una misura superiore dal 19% al 54% rispetto a chi vive fuori città. Ma c’è anche un aspetto che ha a che fare con la bellezza. L’esposizione allo smog favorisce anche danni alla pelle. Allergie e dermatiti sono sempre più frequenti. La pelle subisce un precoce invecchiamento perchè intacca il collagene favorendo le macchie scure. L’inquinamento dell’aria secondo gli studiosi ogni anno è causa di oltre 66 mila decessi in Italia e 467 mila in tutta Europa. Si calcolano 8,6 mesi di aspettativa di vita persi in Europa a causa dello smog nelle grandi città.

Diminuizione aspettativa di vita

Le malattie respiratorie provocate dalle sostanze dannose che respiriamo sono tali da accorciare l’aspettativa di vita in tutto il mondo. Come sempre è una questione di consapevolezza. In un articolo pubblicato sull’European Respiratory Journal gli esperti informano che l’inquinamento dell’aria e le relative malattie respiratorie sono la minaccia più grave per la salute dei cittadini europei. Secondo le ultimissime ricerche dell’Agenzia europea per l’ambiente realizzate tra il 2000 e il 2014 in oltre 400 città, l’85% dei cittadini europei che vive nei centri urbani respira elementi dannosi per la salute come Pm2.5, diossido di azoto e particolato.

L’inquinamento atmosferico è il più grande assassino globale anche secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità: oltre il 92% di persone nel mondo respira aria inquinata responsabile di malattie respiratorie ma anche di problemi cardiaci e tumori. Nella metà delle 1600 città analizzate nello studio ci sono valori di particolato (PM) al di sopra dei limiti di sicurezza, in particolare nelle regioni più povere del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale. Sul pianeta 235 milioni di persone soffrono di asma e sono circa 3 milioni i decessi causati della BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Effetto smog su occhi e cervello

L’inquinamento dell’aria purtroppo non causa solo effetti su pelle, polmoni o apparato cardiocircolatorio. Secondo recenti studi le polveri sottili contenute nello smog causano anche irritazioni agli occhi che possono lacrimare ed essere soggetti a prurito ed infiammazione anche senza la presenza di un copro estraneo. Ciò è vero principalmente nei bambini e uno studio del British Medical Journal realizzato a Dehli, una delle città più inquinate al mondo, aveva riscontrato un aumento di casi di disturbi corneali sul 40%.

Le polveri sottili vengono assorbite anche dalla mucosa congiuntiva oculare dei bambini modificando la naturale lubrificazione dell’occhio. Ecco perchè gli esperti consigliano come sempre di non uscire di casa nelle ore di massima concentrazione. I bambini per motivi di altezza sono i più colpiti dallo smog e gli esperti consigliano come sempre di non uscire di casa nelle ore di massima concentrazione e di utilizzare passeggini con un supporto particolarmente alto.

Ancora più devastante l’effetto dell’inquinamento dell’aria sul cervello descritto dall’esperta di sanità pubblica María Neira nel video seguente. I diecimila litri di aria al giorno che respiriamo contengono sostanze chimiche che alla lunga vengono assorbite dal sangue e determinano il cattivo funzionamento di tutti i nostri principali organi vitali, influendo su sistema nervoso centrale e cervello. Ciò avviene fin da neonati attraverso la placenta e si pensa possa avere effetti negativi sui processi cognitivi dei bambini, causare autismo, deficit di attenzione e iperattività.

Inquinamento aria e Coronavirus

Gli studiosi si sono chiesti se l’inquinamento atmosferico abbia un qualche ruolo anche nel peggiorare o veicolare pandemie come quelle del Coronavirus. La prima ipotesi, fatta sulla base di studi realizzati con epidemie come la Sars che ha colpito alcune zone del pianeta nel 2003, è che le persone che respirano aria cattiva siano più esposte e meno in grado di reagire agli effetti di infezioni come quella del Covid19. I dati dicono che ciò è vero con un incremento di casi gravi dell’84%.

Secondo un’altra ricerca realizzate dalla Sima (Società Italiana di medicina ambientale), le particelle di Pm10 giocano un ruolo fondamentale anche come vettori di virus e contaminanti chimici e biologici. Una ulteriore conferma viene da uno studio condotto da vari ricercatori italiani che dimostra come le polveri sottili possano aumentare del doppio la mortalità. Questo spiega la veloce diffusione del Coronavirus nella pianura padana, da sempre zona a rischio per le malattie respiratorie e come la diffusione del contagi sia stata minore in altre zone dell’Italia.

L’effetto a lungo termine dell’inquinamento dell’aria in relazione alla letalità del Covid 19 è stato monitorato anche negli Stati Uniti dall’Università di Havard. Lo studio dopo avere analizzato dati accolti in circa 3.000 contee negli Stati Uniti dove vive il 98% della popolazione, sostiene che la minaccia dei virus è sicuramente maggiore dove l’aria è inquinata. In particolare basterebbe respirare un microgrammo in più di particolato ultrasottile di pm 2,5 perchè il tasso il tasso di mortalità dovuto al coronavirus cresca del 15%. Le immagini satellitari dal’inizio dell’epidemia, mostrano chiaramente come la riduzione del traffico e delle attività umane dovute alla pandemia abbiano fatto notevolmente diminuire il livello di emissioni in pianura padana.

Limitare danni inquinamento a salute

Cosa fare per limitare i danni da inquinamento dell’aria? Ecco alcuni tra i consigli più diffusi degli esperti per cercare di ridurre l’impatto delle sostanze inquinanti. Correre o andare in bicicletta così come camminare o fare qualsiasi attività aerobica migliora la forma fisica e la capacità di smaltire le scorie del nostro organismo. Ma un areosol di smog potrebbe vanificare ogni beneficio. Si dovrebbe quindi evitare di passeggiare durante le ore più trafficate, così come di fare sport.

Bambini e anziani sono più esposti alle conseguenze dell’inquinamento atmosferico, insieme alle persone che già soffrono di patologie respiratorie. Proprio queste categorie dovrebbero evitare di frequentare scuole e di vivere in abitazioni vicino a strade trafficate. I bambini piccoli dovrebbero essere trasportati in passeggini alti o nel marsupio e dovrebbero essere sottoposti a lavaggio nasale la sera.

In casa è utile ventilare le camere nelle ore notturne. E’ da verificare l’adozione di piante antismog in grado di migliorare l’assorbimento delle polvere sottili e di altri agenti inquinanti. Per conoscere la qualità dell’aria in casa esistono anche apparecchi come l’Helty Home Coacth che fornisce dei suggerimenti per creare un ambiente più sano. Tramite una apposita App per smartphone si possono controllare umidità, temperatura e livelli di CO2. Non sono certo la soluzione dei problemi di inquinamento dell’aria ma possono essere utili per chi soffre d’asma.

Come migliorare qualità dell’aria

Incoraggiare le persone a usare i trasporti pubblici è uno dei modi più efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico nei centri urbani. La recente riscoperta della bicicletta in alcune città fa ben sperare, così come l’utilizzo di servizi di car sharing o di car pooling, in cui si condivide l’auto con i colleghi risparmiando energia e denaro. Secondo Legambiente le regioni dovrebbero avere maggior coraggio a bloccare la circolazione dei veicoli più inquinanti come gli Euro 4 Diesel, favorendo il lavoro agile in smart working per diminuire il traffico.

Produrre energia inquina e quindi si dovrebbe incentivare l’utilizzo di fonti energetiche alternative come l’energia solare, eolica e geotermica, sia a livello industriale che privato. Tutti dovrebbero provare anche a risparmiare energia, innanzitutto spegnendo dispositivi e luci quando non vengono utilizzati. Solo gli apparecchi di casa in standby costano fino a 250 euro all’anno, equivalenti all’energia fornita da 8 centrali termoelettriche. Grandi vantaggi in termini di riduzione dell’inquinamento si potrebbero ottenere anche sprecando o utilizzando meno oggetti, non consumando cibo in eccesso e favorendo il riciclo in ogni settore.

Soluzioni mobilità sostenibile

Ogni anno l’Oms ci ricorda come l’inquinamento atmosferico sia un problema enorme che può avere effetti devastanti sulla salute. Migliorare la qualità dell’aria è una sfida che riguarda tutti. Gli esperti suggeriscono misure drastiche in tema di viabilità per cercare di ridurre le concentrazioni di polveri sottili e ozono. I politici dovrebbero attuare leggi più restrittive per ridurre o eliminare le emissioni tossiche, ma anche i cittadini possono fare qualcosa. Ancora in pochi lasciano l’auto in box per andare a lavorare a piedi, in bici o in tram. Per convincere le persone forse basterebbe mettere qualche autobus in più, rendere i trasporti pubblici efficienti e soprattutto informare: respirando male si possono perdere oltre 8 mesi di vita.

Stati Uniti, Cina, India ed Europa sono tutte impegnate a trovare soluzioni per contrastare lo smog. I paesi europei dovrebbero abbassare gli attuali valori limite per gli inquinanti atmosferici, poichè superiori a quelli raccomandati dall’OMS. Va in questa direzione una direttiva approvata dal parlamento europeo che fissa nuovi limiti entro il 2030. Inutile dire che ormai non si può più ignorare il problema dell’inquinamento atmosferico, pena la nostra stessa sopravvivenza sul Pianeta.

Se l’inquinamento dell’aria avanza nelle nostre città, è anche vero che la ricerca non si ferma anche se servono investimenti verso le energie rinnovabili, specialmente nei Paesi che inquinano di più. La mobilità sostenibile presenta nuove tecnologie e servizi per viaggiare con un minore impatto sull’ambiente. In particolare sembra arrivata ad un punto di non ritorno e le città anche in Italia si impongono nuove regole che limitano l’utilizzo delle auto diesel. Ciò stimola il mercato e la produzione di nuove automobili elettriche, biciclette e motorini elettrici o a funzionamento ibrido, sempre più performanti.

Zone a traffico limitato

La pianura padana e le regioni di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto figurano tra le zone più inquinate del pianeta per le particolari condizioni climatiche e l’elevato traffico di auto che sommato ad altre situazioni favorisce la concentrazioni di polveri sottili. Per questo in città come Milano è stata introdotta l’Area C, un pedaggio dal costo abbastanza elevato per disincentivare l’uso dell’automobile e favorire i mezzi di trasporto alternativi. Quali? Prima di tutto andare a piedi per i piccoli spostamenti (la maggioranza dei cittadini usa l’auto per spostamenti inferiori ai 2,5 km), poi la bici e i mezzi pubblici.

Chi vuole entrare in auto nelle zone centrali di Milano in un’area complessiva di 8 km quadrati, deve pagare 5 euro, compresi i residenti che hanno alcune agevolazioni e un numero limitato di pass gratuiti. Sono esentati dal pagamento bici, moto e motorini. Lo smog a distanza da alcuni anni dall’introduzione non è ancora calato, ma Milano sembra un’altra città. Il traffico in centro è diminuito di oltre il 35% e anche in periferia ci sono visibilmente molte meno automobili. In compenso c’è molta più gente sui mezzi pubblici (+20%) o che va a piedi e in bicicletta.

Limiti traffico nel mondo

E’ scontato che un provvedimento di questo genere crei fazioni contrapposte tra politica e visione del buon vivere. Visto che l’inquinamento dell’aria e il livello di Pm10 fuorilegge riguarda il 67% delle città italiane, forse sarebbe utile uscire dal nostro orticello e vedere cosa fa il resto del mondo per arginare il problema. Londra ha introdotto lo stesso criterio nel 2003 per un’area di 20 Km, ma offrendo uno sconto del 90% ai residenti. Stoccolma ha una congestion charge estesa su 47 Km quadrati e il prezzo medio per entrare in auto è di 2 euro. Infine la Germania ha forme di limitazione del traffico più o meno estese in 71 città.

Certo l’Area C non è che il primo di una serie di provvedimenti che devono essere attuati. E’ indubbio comunque che qualcosa andava fatto per chi ha a cuore la propria salute, quella dei bambini, degli anziani e quindi ha in mente un’idea di città più vivibile dove si possa vivere tutti meglio, magari pensando a Tokyo. Nella capitale giapponese c’è un’auto ogni due famiglie e non due ogni famiglia come in Italia; solo il 6% degli abitanti usa l’auto tutti i giorni, mentre il 75% usa i mezzi pubblici contro il 20% di Roma.

Multare auto con motore acceso

Tra gli altri rimedi per diminuire l’inquinamento dell’aria in alcune città è vietato lasciare il motore acceso mentre la macchina è parcheggiata. Lo sanno bene le mamme e i papà: quante volte capita di passare vicino ad auto ferme con il motore acceso in estate o inverno con gli scarichi che puntano direttamente nel naso dei bimbi? Un comportamento che in molte città europee non è permesso e duramente sanzionato. Ma per quale motivo si dovrebbe tenere acceso il motore in sosta con quello che costa la benzina?

Molti automobilisti hanno questa abitudine, forse per attivare il riscaldamento o l’aria condizionata. Sta di fatto che a Madrid chi infrange questa norma senza alcun valido motivo viene multato con 100 euro. La misura è solo una delle 70 prese dall’amministrazione cittadina per diminuire le emissioni di inquinanti e non riguarda veicoli elettrici, ibridi, polizia e ambulanze. Madrid non è l’unica città a mobilitarsi in questo senso: a Londra il sindaco Boris Johnson ha imposto ai guidatori in sosta un tempo massimo di 60 secondi con il motore acceso pena una multa di circa 50 euro.

E in Italia? Anche da noi il codice della strada prevede che il motore venga spento una volta che l’auto è ferma in sosta. Lo dice il paragrafo 7 bis dell’articolo 157 del Codice della strada, dedicato specialmente a chi in estate tiene acceso il motore per l’aria condizionata o in inverno per il riscaldamento. Chi infrange la regola rischia una multa salata, ma nel paese dell’auto in sosta in doppia fila è difficile che qualcuno l’abbia mai presa sul serio.

Cemento mangia smog

Infine un limite all’inquinamento parte dal basso. Si chiama TX Active la sostanza rivoluzionaria che introdotta nei prodotti cementizi è in grado di abbattere gli agenti che inquinano l’aria. prodotto dopo 10 anni di ricerca dal Gruppo Italcementi è capace di assorbire, fagocitare e quindi ridurre l’inquinamento soprattutto nelle grande città metropolitane. La paternità della scoperta è da attribuire al professor Luigi Cassar. Tutto parte dal biossido di titanio che con semplici reazioni chimiche, riduce le sostanze inquinanti tossiche presenti nell’aria che respiriamo come per esempio i gas da combustione più comuni, primi fra tutti il monossido di carbonio e l’anidride solforosa.

La definizione più appropriata per il TX Active è di eco rivestimento, proprio per sottolineare il concetto di copertura ‘assorbi e mangia smog’ adatto sia per l’asfalto nelle strade che sulle pareti degli edifici. Gli studiosi ipotizzano per una città come Milano una riduzione di circa il 50% di inquinamento se si potesse rivestire di TX Active almeno il 15% delle superfici degli edifici presenti. Dopo i primi esperimenti e la nomination degli European Inventor Award 2014 non resta che aspettare i nuovi sviluppi della lotta all’inquinamento.