L’inquinamento dell’aria è una minaccia seria per la salute umana. Comprendere gli effetti dello smog su vari sistemi del corpo è essenziale per sviluppare strategie efficaci e azioni immediate e sostenute per proteggere il benessere delle generazioni future

L’inquinamento dell’aria è un grande problema irrisolto a livello mondiale. Quando pioggia e vento si fanno desiderare e il meteo presenta condizioni stabili, il problema dello smog emerge in tutta la sua gravità in molte città italiane. Gli studi sottolinenano come la qualità dell’aria che respiriamo dipenda in larga parte da stili e modelli di vita oramai insostenibili per natura, ambiente e uomo.

Non sempre i cittadini sono pronti ad accettare le misure e rimedi attuati da sindaci e amministratori contro lo smog, ma le conseguenze dell’inquinamento dell’aria sulla salute e sull’aspettativa di vita, sono molto gravi. In questo articolo vedremo la relazione tra cattiva qualità dell’aria e malattie specialmente in bambini e anziani: non c’è più tempo da perdere per trovare soluzioni condivise da tutti.

Indice

Cos’è inquinamento dell’aria?

Per inquinamento dell’aria si intende la presenza nell’atmosfera di sostanze chimiche, fisiche o biologiche che alterano la composizione naturale di ciò che respiriamo con effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente. Le principali sostanze inquinanti sono:

  • Particelle sospese (PM), sono frammenti solidi o liquidi di dimensioni variabili, provenienti da processi di combustione, erosione, trasporto o attività industriali. Le PM possono essere classificate in base al loro diametro in PM10 (inferiore a 10 micrometri), PM2.5 (inferiore a 2.5 micrometri) e PM1 (inferiore a 1 micrometro). Le PM più piccole sono le più pericolose perché possono penetrare più facilmente nei polmoni e nel flusso sanguigno.
  • Ossidi di azoto (NOx), sono gas formati dalla reazione tra l’azoto e l’ossigeno presenti nell’aria, soprattutto a causa dei motori a combustione interna, delle centrali termoelettriche e delle industrie. Gli NOx contribuiscono alla formazione di ozono troposferico (O3) e di piogge acide.
  • Biossido di zolfo (SO2), è un gas prodotto dalla combustione di combustibili fossili contenenti zolfo, come il carbone e il petrolio, o da processi industriali come la produzione di carta, acciaio e raffinazione del petrolio. Il SO2 contribuisce alla formazione di piogge acide e di particelle sottili.
  • Monossido di carbonio (CO), è un gas incolore e inodore, prodotto dalla combustione incompleta di combustibili fossili o biomasse. Il CO riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno agli organi vitali, causando affaticamento, mal di testa e problemi cardiovascolari.
  • Idrocarburi (HC), sono composti organici volatili (COV) derivati dal petrolio o da altre fonti naturali o antropiche. Gli HC possono reagire con gli NOx e formare ozono troposferico, oltre a essere cancerogeni o irritanti per le vie respiratorie.
  • Ozono troposferico (O3), è un gas altamente reattivo, formato dalla reazione tra gli NOx e gli HC sotto l’effetto della luce solare. L’O3 è un potente ossidante che danneggia le cellule dei polmoni e delle piante, causando irritazione, tosse, asma e riduzione della crescita vegetale.
  • Metalli pesanti, sono elementi chimici presenti in tracce nell’aria, come il piombo, il cadmio, il mercurio, l’arsenico e il nichel. Provengono da fonti naturali (eruzioni vulcaniche, incendi boschivi) o antropiche (combustione di combustibili fossili, industrie metallurgiche, batterie, vernici). I metalli pesanti possono accumularsi nei tessuti biologici e causare danni al sistema nervoso, al fegato, ai reni e al cervello.

Effetti inquinamento su salute

L’inquinamento dell’aria ha un impatto negativo sulla salute umana, sia a breve che a lungo termine. Gli effetti dello smog dipendono da diversi fattori, come il tipo, la quantità e la durata dell’esposizione alle sostanze inquinanti, l’età, il sesso, lo stato di salute e lo stile di vita delle persone. In generale, i soggetti più vulnerabili sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone con patologie preesistenti.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 7 milioni di morti premature ogni anno e 467 mila in tutta Europa. In Italia, si stima che lo smog causi circa 80 mila morti premature ogni anno, pari al 13% della mortalità totale. Le sostanze inquinanti presenti nell’aria possono penetrare nel nostro organismo attraverso le vie respiratorie, il sangue e la pelle, causando diverse patologie:

  • Malattie respiratorie, come asma, bronchite, enfisema, polmonite e cancro ai polmoni. L’inquinamento dell’aria irrita le mucose delle vie respiratorie, provocando infiammazione, tosse, difficoltà respiratorie e riduzione della funzionalità polmonare. Inoltre favorisce lo sviluppo di allergie e aumenta il rischio di infezioni.
  • Malattie cardiovascolari, come ictus, infarto, ipertensione e aterosclerosi. L’inquinamento altera la composizione del sangue, aumentando la coagulazione e la formazione di placche nelle arterie. Inoltre stimola il sistema nervoso simpatico, provocando stress e alterazioni del ritmo cardiaco.
  • Malattie neurologiche, come Alzheimer, Parkinson e demenza. Lo smog può danneggiare il sistema nervoso centrale, causando infiammazione, degenerazione e morte delle cellule nervose. Inoltre l’inquinamento può influenzare le funzioni cognitive, come la memoria, l’attenzione e il linguaggio.
  • Malattie metaboliche, come diabete, obesità e sindrome metabolica. Lo smog può interferire con il metabolismo dei glucidi e dei lipidi, alterando i livelli di insulina e di colesterolo nel sangue. Inoltre, l’inquinamento può influenzare il sistema endocrino, modificando la produzione di ormoni come il cortisolo e la leptina.
  • Malattie croniche nei grandi centri urbani si registrano in una misura superiore dal 19% al 54% rispetto a chi vive fuori città. Gli agenti inquinanti sono più dannosi in estate e con temperature elevate, tanto che nella stagione calda i decessi a seguito di malattie respiratorie croniche sono molto più elevati. L’esposizione allo smog favorisce anche danni alla pelle. Allergie e dermatiti sono sempre più frequenti.

Correlazione smog malattie

Un articolo pubblicato sull’European Respiratory Journal sostiene che l’inquinamento dell’aria sia tra le più gravi minacce per la salute dei cittadini europei. Smog, polveri sottili e ozono favoriscono l’insorgenza di patologie e peggiorano problemi cardiaci e varie infiammazioni delle vie aeree potenziando l’azione degli allergeni inalati. Un recente studio dell’Università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma ha stabilito una diretta conseguenza tra aria inquinata e infarto.

l rischio di contrarre un infarto in chi è affetto da ischemia miocardica cronica e vive in zone molto inquinate dal traffico automobilistico salirebbe addirittura di 11 volte. Il fumo di sigaretta attivo o passivo non può che peggiorare le cose. Anche gli agenti patogeni come il Coronavirus si diffondono maggiormente proprio a causa dell’inquinamento dell’aria ed effetti ancora maggiori sono a carico di chi soffre di problemi respiratori

Secondo ricerche svolte in Italia e nel resto d’Europa a cominciare dal 1985, la diffusione dei casi di malattie respiratorie negli ultimi 30 anni è raddoppiata. Riniti, asma e altre malattie respiratorie allergiche sono riscontrate principalmente tra chi vive nelle aree urbane e respira NO2, PM10 e anitride solforosa prodotta da riscaldamento e gas di scarico delle automobili. Solo in Italia ci sono 3 milioni di persone asmatiche, di cui i bambini rappresentano un buon 10%.

Tra i bambini piccoli preoccupa l’aumento di patologie come tosse e asma. Uno studio realizzato in Inghilterra dall’università di Cardiff su 8 milioni di neonati ha correlato l’effetto dei singoli inquinanti alla mortalità infantile. Il rischio di morte prematura cresce tra il 20 e il 40% fino al ventottesimo giorno di vita e tra il 30 e il 50% fino al primo anno di età. Una ricerca dell’università di Leicester ha rilevato come l’inquinamento da traffico in gravidanza provochi un ritardo nello sviluppo dei polmoni.

Effetti smog su occhi e cervello

L’inquinamento dell’aria purtroppo non danneggia solo pelle, polmoni e apparato cardiocircolatorio, ma anche gli occhi e il cervello. Le polveri sottili contenute nello smog vengono assorbite dalla mucosa congiuntiva oculare modificando la naturale lubrificazione dell’occhio. Anche in questo caso i bambini per motivi di altezza sono i più colpiti dall’inquinamento dovuto al traffico veicolare.

Uno studio del British Medical Journal realizzato a Dehli, una delle città più inquinate al mondo, negli ultimi anni ha riscontrato un aumento di casi di disturbi corneali nei bambini del 40%. Gli occhi si infiammano e possono lacrimare ed essere soggetti a prurito anche senza presenza di corpi estranei. Il consiglio degli esperti è quello di non uscire di casa con i figli piccoli nelle ore di massimo traffico o di utilizzare passeggini con un supporto particolarmente alto.

L’effetto dell’inquinamento dell’aria sul cervello descritto dall’esperta di sanità pubblica María Neira è ancora più devastante. I diecimila litri di aria al giorno che respiriamo contengono sostanze chimiche che alla lunga vengono assorbite dal sangue e determinano il cattivo funzionamento di tutti i nostri principali organi vitali, influendo su sistema nervoso centrale e cervello. Ciò avviene fin da neonati attraverso la placenta e si pensa possa avere effetti negativi sui processi cognitivi dei bambini, causare autismo, deficit di attenzione e iperattività.

Inquinamento dell’aria e virus

Gli studiosi si sono chiesti se l’inquinamento dell’aria abbia avuto un qualche ruolo anche nel peggiorare o veicolare pandemie come quelle del Coronavirus. La prima ipotesi, fatta sulla base di studi realizzati con epidemie come la Sars che ha colpito alcune zone del pianeta nel 2003, è che le persone che respirano aria inquinata siano più esposte e meno in grado di reagire agli effetti di infezioni come quella del Covid19. I dati dicono che c’è un incremento di casi gravi dell’84.

Secondo un’altra ricerca realizzate dalla Sima (Società Italiana di medicina ambientale), le particelle di Pm10 giocano un ruolo fondamentale anche come vettori di virus e contaminanti chimici e biologici. Una ulteriore conferma viene da uno studio condotto da vari ricercatori italiani che dimostra come le polveri sottili possano raddoppiare la mortalità. Questo spiega la veloce diffusione del Coronavirus nella pianura padana, da sempre zona a rischio per le malattie respiratorie e come la diffusione del contagi sia stata minore in altre zone dell’Italia.

L’effetto a lungo termine dell’inquinamento dell’aria in relazione alla letalità del Covid 19 è stato monitorato anche negli Stati Uniti dall’Università di Havard. Lo studio dopo avere analizzato dati accolti in circa 3.000 contee negli Stati Uniti dove vive il 98% della popolazione, sostiene che la minaccia dei virus è sicuramente maggiore dove l’aria è inquinata. In particolare basterebbe respirare un microgrammo in più di particolato ultrasottile di pm 2,5 perchè il tasso il tasso di mortalità dovuto al coronavirus cresca del 15%.