inquinamento acustico nel mare

Il rumore non si ferma sulla superficie della terra, disturbando l’uomo. Si spinge più giù negli oceani. L’inquinamento acustico nel mare mette a rischio la vita di molte specie marine, balene, delfini e cetacei in generale

I pericoli causati alla salute dell’uomo dall’esposizione al rumore sono conosciuti. Il frastuono è responsabile di stress, cardiopatie, disturbi neurovegetativi e del sonno. Lo stesso avviene per gli animali che vivono sulla terra vicini alle città, o per gli uccelli. Ma c’è anche un inquinamento acustico nel mare che colpisce pesci, mammiferi ed esseri che fino a pochi decenni fa vivevano indisturbati nell’ambiente marino.

Esistono precise prove scientifiche che testimoniano come l’inquinamento acustico nel mare causato dall’uomo sia in costante aumento. Secondo gli studi condotti dallo Scripps Institution of Oceanography, che ha monitorato le acque dell’Oceano Pacifico a partire dal 1964, il rumore del mare è aumentato dieci volte negli ultimi 40 anni. Si tratta di un incremento di 3 decibel all’anno causato dal sempre maggiore numero di navi che solcano i mari. Grandi cargo e navi da crociera sono praticamente raddoppiate passando da circa 42.000 a 90.000 unità.

Effetti rumore sotto il mare

Ambientalisti e ricercatori stanno compiendo ulteriori studi per verificare gli effetti dell’inquinamento acustico nel mare ed in particolare come cambia il comportamento e la vita dei grandi mammiferi marini. Il Fondo internazionale per la protezione degli animali WDC (Whale and Dolphin Conservation Society) ha rilevato come a causa del rumore dei mari le balenottere abbiano dovuto diminuire del 90% la distanza per poter comunicare tra di loro.

Balene e delfini per potersi orientare sotto il mare oramai devono vincere suoni di ogni genere provocati da grandi navi commerciali, sonar e radar sismici. Il problema è serio poichè sono tutti rumori che interferiscono direttamente con il loro linguaggio, compromettendo trasferimenti e migrazioni. La stessa sopravvivenza di molte specie potrebbe essere a rischio.

Spiaggiamento mammiferi marini Secondo Mark Simmonds, direttore scientifico della Whale and Dolphin Conservation Society, l’inquinamento acustico del mare è il principale responsabile degli spiaggiamenti dei mammiferi marini, anche di quelli che si immergono a grandi profondità come lo zifio.

Ma il rumore rende difficile anche procurarsi il cibo alle orche, che per cacciare i salmoni utilizzano l’eco proveniente da un suono che loro stessi emettono. Una tecnica di caccia sempre meno fruttuosa.

Ridurre velocità delle navi

Per diminuire il rumore sotto i mari e cercare di arginare questi problemi si studiano nuove soluzioni. Come ad esempio quella sperimentata al largo di Settle in un ramo del Salish Sea. In questa zona proprio l’inquinamento acustico ha ridotto il numero dei cetacei a 78 unità. Così è stato trovato un accordo con gli armatori di navi cargo e da crociera per ridurre la velocità da 11 nodi rispetto ai 13 – 18 nodi precedenti.

Il limite è rispettato da circa il 50-70 % di navi in transito. Certo ridurre la velocità delle navi ha ovvie ripercussioni sui costi delle compagnie. Ecco perchè, per cercare di incentivare il rispetto dei nuovi limiti, la Vancouver Fraser Port Authority ha stanziato 500 dollari canadesi per ogni nave che rallenta. Così come alle navi che utilizzano nuove tecnologie di navigazione meno rumorose vengono ridotte le tasse portuali.