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Ciò che abbiamo sempre saputo relativamente alla politica ha trovato una conferma precisa durante la pandemia: una informazione libera affidabile e imparziale è alla base della democrazia. La libertà di espressione è un valore, ma se vince la disinformazione e circolano fake news e notizie veicolate dalla propaganda strumentale, viene meno la consapevolezza personale e la capacità di scegliere per il proprio bene e quello degli altri.

Internet ha stravolto completamente il mondo dell’informazione e il concetto di affidabilità delle notizie. Oggi spesso le news sono disintermediate dagli editori, arrivano dal basso in modo più o meno naturale, prive di critica o addirittura di aderenza con i fatti reali. I social hanno la capacità di veicolare milioni di click che possono avere un valore fattuale agli occhi dei navigatori più sprovveduti.

Indice

Informazione libera e internet

Perchè è necessaria una informazione libera? La capacità di guardare il mondo nella sua complessità oggi più che mai è un lavoro che richiede impegno, disciplina, studio. Un allenamento che viene impartito da genitori, insegnanti, esperienze, amici e ovviamente da una informazione corretta. Il premio è la possibilità di avere delle opinioni, magari anche sbagliate, ma in qualche modo fondate.

Sostituire questa fatica con l’adesione incondizionata a gruppi o idee, spesso alimentate da sentimenti anti sistema o dalla voglia di rivalsa, non porta a nulla. Come essere semplicemente contro o negare i problemi non rende nessuno migliore e ha ben poco di rivoluzionario. Se da un lato le più grandi agenzie stampa del mondo dettano i temi quotidiani, oggi sul web ognuno è libero di dire ciò che pensa in ogni momento della giornata e magari di avere un seguito di migliaia o milioni di persone.

Nell’era di internet dobbiamo quindi ricordare che la qualità delle notizie è più importante della quantità per non cadere nel tranello delle fake news che spopolano in rete su argomenti che riguardano tecnologia, scienza medicina e ovviamente politica. Come evitare la disinformazione e dove cercare le migliori fonti di notizie imparziali o di buona controinformazione?

Alfabetizzare gli utenti

I social favoriscono lo scambio di qualsiasi genere di notizia basata su fatti, opinioni o falsità. I contenuti spesso sono disintermediati e non esiste una catena di controllo che passa dal direttore editoriale fino all’ultimo dei giornalisti. Sta al lettore costruirsi una propria opinione consapevole basata sui fatti reali per non cadere vittima di fake news di bot e falsi click e del potere persuasivo dei nuovi media che basano il loro potere sull’emotività delle persone.

Non è semplice regolamentare l’informazione su internet perchè chi gestisce la disinformazione è dotato di una rete che può contare sulla collaborazione di bot, follower, influencer. Chi lancia campagne spesso vuole destabilizzare l’opinione pubblica e lo fa approfittando di social con regole e norme non chiare o aggirabili. C’è chi ritiene che prima che regolamentare il web servirebbe alfabetizzare gli utenti, dati che pochi sanno davvero come funzionano gli algoritmi delle piattaforme dei social media, mentre molti sviluppano vere e proprie dipendenze.

L’era della disinformazione

Il rapporto sempre più conflittuale tra informazione e disinformazione, secondo l’Edelman Trust Barometer, rende le persone sempre meno fiduciose dei media tradizionali. Inoltre solo 1 lettore su 4 controlla la fonte di informazione da cui arrivano le notizie, ma il 57% le condivide sui social guardando semplicemente il titolo, senza neppure leggerle. Il 7% della popolazione ignora i media tradizionali perchè pensa siano solo ed esclusivamente pilotati dai grandi interessi.

Al di là di ogni polarizzazione del discorso politico, secondo il Reuters Institute di Oxford, il 60% dei navigatori vorrebbe disporre di una informazione libera, affidabile e imparziale. Uno dei più grandi problemi delle democrazie è la disinformazione che mina la fiducia delle persone ostacolando la risoluzione di problemi in politica, affari, tecnologia, scienza e sanità. Se non si conoscono i problemi é impossibile risolverli. Ma chi può avere interesse nel diffondere notizie false? Ovviamente i regimi autoritari o i governi, ma anche imprese e aziende che combattono in modo scorretto i concorrenti, ad esempio screditando scoperte scientifiche che possono rallentare i loro interessi.

Secondo l’Osservatorio scienza tecnologia e società gli italiani si dicono abbastanza consapevoli dell’esistenza delle fake news, notizie false e tendenziose non supportate da fatti. L’87% si mostra generalmente scettico, mentre esiste una vera sfiducia su notizie in ambito medico sanitario (75%) o scientifico (63%). Se il 19% di italiani sostiene che su certi argomenti dovrebbero esprimersi solo gli specialisti, molti però si abbandonano a commenti di ogni tipo.

Fake news su internet

Per il Coronavirus si è parlato addirittura del primo caso di infodemic, in cui la disinformazione corre a livelli senza precedenti, alimentando il panico. Sia che si tratti di vaccini o di altre informazioni, il cervello dell’uomo sembra molto propenso a credere a notizie false. Perchè? Il punto è che anche se una notizia si rivela come falsa, segna la percezione umana più che la sua smentita o correzione.

Secondo gli scienziati esiste una spiegazione evoluzionistica oltre alle ‘camere dell’eco’ create dagli algoritmi che polarizzano le convinzioni. Questa ‘miopia metacognitiva” avrebbe consentito all’uomo di salvarsi scappando dal pericolo, anche nel caso fosse un falso allarme. Il problema è che, secondo uno nuovo studio dell’Università del Kansas, gli utenti online sono molto influenzabili proprio relativamente ad articoli che riguardano la salute.

Più le persone sono coinvolte e meno valutano davvero le credenziali dell’autore e l’attendibilità della fonte da dove provengono le fake news. Se sono molto interessati all’argomento, sono portati a credere ai contenuti e a condividerli indipendentemente dal fatto che siano più o meno credibili. Chi ha maggiore esperienza nell’uso dei social e della tecnologia valuta comunque con maggiore attenzione le fonti prima di condividerle.

Con le fake news condivise in cattiva fede il legislatore dovrebbe intervenire? Le opinioni sono contrastanti perchè se esiste la libertà di espressione, qualcuno potrebbe definire ogni limitazione come una censura. Per contrastare le notizie false di pura propaganda servirebbe una governace dei social comune ben difficile da sviluppare. Facebook ad esempio ha sospeso gli account di alcuni politici e attraverso il counterspeech cerca di stimolare una maggiore consapevolezza ee responsabilità degli utenti.

Disinformazione e odio online

La disinformazione su internet sembra fatto apposta per polarizzare le opinioni fino a diffondere rabbia e ostilità attraverso il cosiddetto hate speech. I meccanismi di questo sentimento, da sempre parte della natura umana, sono ben spiegati nel libro “La mente ostile” di Milena Santerini (Cortina Editore). Sul web individualismo e depressione sociale creano fenomeni estremi di odio online che dispone di mezzi sofisticati per espandersi.

Il fenomeno degli haters può colpire ogni genere di persona e argomento veicolato da vari motivi: provocazione, sfida, ideologia. Alla base c’è comunque un modo distorto di leggere le informazioni. La comunicazione di massa e l’utilizzo dei social possono amplificare questi fenomeni a cui contribuiscono la facile reperibilità di fake news sui motori di ricerca. Spesso ai navigatori basta che Google mostri un contenuto o una notizia in prima pagina per ritenerlo vero e affidabile.

La velocità con cui si cercano notizie online non aiuta a verificare la correttezza delle informazioni e il cosiddetto multitasking, che fa leggere notizie insieme allo svolgimento di altre attività, non aiuta a comprendere la complessità del mondo. Questa maggiore superficialità di analisi produce minore riflessività e maggiore aggressività istintiva. Quando tutto ciò ha una rilevanza anche economica (incremento di click), si crea un grave problema per la democrazia.

Come funziona Google News?

Per trovare conferma alle proprie tesi, di qualunque natura esse siano, c’è chi si mette alla ricerca disperata di notizie su Google News, come se questo servizio facesse parte di gruppo editoriale in grado di garantire sempre e comunque l’affidabilità delle notizie. Viceversa funziona come semplice collettore di notizie, scelte attraverso sofisticati algoritmi di machine learning e riassunte sulla pagina web principale del servizio e della relativa App. Come nel caso delle ricerche di pagine web, non ci sono esseri umani a selezionare gli articoli, ma crawler automatici che scansionano la rete per trovare informazioni tra milioni di siti.

Anche se Google News non paga gli editori che pubblicano notizie originali, essere nei suoi elenchi presenta alcuni vantaggi, come ad esempio potere raggiungere un pubblico più ampio. Blog, riviste, quotidiani grandi e piccoli dispongono di un apposito servizio attraverso cui segnalare la propria fonte. Per i lettori il vantaggio è trovare in un unico luogo molte notizie categorizzate per argomenti. Come sempre sta a discrezione degli utenti stabilire quale sia la migliore fonte di informazioni, anche se Google cerca di dare maggior peso alle testate più importanti e affidabili.

Social, algoritmi e complotti

Del fenomeno della disinformazione sul web fanno parte le trame complottiste che nascono e si diffondono sui social network. Uno studio intitolato ‘The echo chamber effect on social media‘ pubblicato su Pnas, spiega come il ruolo di Facebook e Twitter sia alla base di molte teorie cospiratorie che infiammano e dividono la popolazione su fronti contrapposti. I complotti sono sempre esistiti nella storia, ma quelli che si generano sul web sono frutto di una semplificazione in cui cadono gruppi di persone alla ricerca di un nemico comune.

Il complottismo non cerca soluzioni ed é un fenomeno irrazionale che si alimenta di indignazione ed emotività, spesso scatenata dalla cattiva informazione. Ancora una volta gli algoritmi dei social favoriscono questi processi dato che sono progettati per unire persone in gruppi che la pensano allo stesso modo, cui suggeriscono contenuti e notizie simili che di fatto eliminano qualsiasi contraddittorio.

Analizzando 100 milioni di messaggi sulle maggiori piattaforme online, gli studiosi hanno scoperto che i partecipanti alle discussioni è come se entrassero in ‘bolle di persone‘ con ideologie tutte uguali. Ciò non fa altro che avvelenare il clima politico e sociale. Secondo uno studio dell’Agcom, garante delle comunicazioni, le notizie fasulle che circolano in rete sono circa l’1% su un totale di diverse decine di milioni. In Italia percentuali molto più alte riguardano le fake su scienza, tecnologia, cronaca e spettacolo che riguardano circa la metà dei casi con andamento simile anche a livello globale su social come Twitter.

Su internet e sui social notizie del tutto infondate e complotti possono essere diffusi in modo molto efficace come ‘meme’. Questo termine indica un contenuto che si propaga in modo virale attraverso la rete per milioni di volte. Non importa se include verità o falsità e nemmeno commenti o pareri positivi o negativi. Il fatto che attraverso il web si propaghi in modo infinito, può comunque generare interesse o creare un dibattito pubblico a tutto vantaggio di chi lo ha generato, spesso per finalità politiche o ideologiche.

Informazione e propaganda politica

La libertà in democrazia è un fatto di conoscenza che non prevede tifo da stadio ma sana consapevolezza. L’informazione gioca un ruolo fondamentale, ma non è sempre facile sapersi destreggiare nel traffico di notizie e fake se non si sviluppa una certa consapevolezza basata sulla conoscenza. L’Italia é agli ultimi posti in Europa come numero di laureati, mentre il 65% delle persone non leggono libri. Dato che gli editori di ogni genere e livello sono coinvolti nelle dinamiche sociali, é abbastanza facile che una informazione poco libera sia utilizzata come mezzo di propaganda politica. I grandi quotidiani presentano i fatti reali o sono manipolati e gestiti dalle grandi l’hobbies di potere?

Ognuno è libero di pensare come crede e magari di leggere più giornali, cercando più verità e le interpretazioni delle notizie anche sui quotidiani internazionali. Come abbiamo visto nel mondo dei nuovi media esistono molte alternative alla distribuzione di contenuti tradizionale, più o meno sicure e affidabili. La cosiddetta controinformazione italiana ed internazionale ad esempio dovrebbe avere l’obiettivo, a volte non perseguito fino in fondo dai media mainstream, di basarsi sui fatti, più che sulle opinioni o sulle convinzioni personali, politiche, etiche o religiose.

Informazione e controinformazione

La controinformazione italiana ed internazionale riesce ad andare oltre gli schemi battendosi per la libertà di informazione a qualsiasi livello, o si limita a pura contestazione o peggio a dare notizie poco credibili? Come sempre sta al lettore discernere verità e falsità tra notizie, appelli, boicottaggi, campagne, petizioni, approfondimenti e dossier. Le opinioni personali si costruiscono giorno dopo giorno studiando e informandosi su più fonti di ogni genere, il più possibile attendibili.

Per chi vuole saperne di più ecco una guida ragionata ad una serie di siti e portali che rappresentano una visione alternativa o offrono notizie taciute in ambito politico, sociale, economico ed ambientale. L’elenco di questi siti di controinformazione è casuale e non c’è nessuna priorità sulla qualità dei contenuti.

Internazionale Un giornale che pubblica online ogni giorno notizie interessanti a volte taciute o poco enfatizzate provenienti da tutto il mondo. Esiste anche la versione cartacea in edicola ogni settimana

Disinformazione Migliaia di articoli per scavare oltre le verità ufficiali su salute e medicina, religioni, misteri d’Italia, energia e molto altro

Misteri D’Italia Archivio storico giornalistico per chi desidera saperne di più e fare luce sulle vicende più oscure della storia dell’Italia repubblicana

Jacopo Fo Tra i siti più visitati di informazione indipendente con articoli, notizie, commenti e blog per informarsi davvero su molti argomenti

Terre di mezzo Versione online del giornale di strada presente sui temi della partecipazione sociale, impegno civile con articoli, servizi e inchieste originali

Terre Libere Produce, archivia e diffonde liberamente inchieste e ricerche su temi cari alla controinformazione come immigrazione, antimafie, economia globale, pace e ambiente

Censurati Un sito contro i miti del nostro tempo a favore del valore delle piccole cose quotidiane semplici ed autentiche. Un monito per ricordare i valori di uguaglianza, solidarietà e dignità

Promiseland Punto di riferimento del vivere etico e vegano, un sito di controinformazione che contiene articoli su salute e ecologia, commercio equo e solidale

Altreconomia Un mensile di controinformazione che vuole dare visibilità ad iniziative, aziende ed eventi per natura sobri, equi, sostenibili e solidali

Vita Sito ufficiale del settimanale centrato sul no profit con una controinformazione che spazia dai temi d’attualità alle tematiche sostenute dalle organizzazioni sociali

Controinformazione internazionale

Alternet Uno dei maggiori siti controinformazione al mondo, dal 1997 offre articoli basato su centinaia di fonti e mezzi indipendenti tra ambiente, diritti umani, libertà civili, giustizia sociale, media, salute

Dissent Magazine Articoli su politica Usa ed europea, è una rivista trimestrale di politica e di idee nata nel 1954 e diventata uno dei principali giornali intellettuali d’America

The Ecologist Parla di questioni che riguardano l’ambiente a partire dallo sviluppo scientifico e tecnologico fino agli impatti della globalizzazione su sviluppo economico, lavoro e salute

Opendemocracy Piattaforma di controinformazione indipendente globale che analizza questioni sociali e politiche basate su libertà, giustizia e democrazia

Columbia Journalism Rivista riconosciuta per la sua capacità di monitorare e appurare come vere le informazioni di stampa e media in tutte le sue forme