Cos’è l’inflazione, come si misura l’andamento è perchè è un problema per il potere d’acquisto? Rimedi per preservare il valore del denaro: strategie di investimento in beni reali, strumenti finanziari indicizzati, metalli preziosi e immobili

L’inflazione è il fenomeno economico che indica l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni e dei servizi in un determinato periodo di tempo che erode il potere d’acquisto della moneta e riduce il valore reale dei risparmi. Chi ha dei soldi da parte deve quindi cercare di proteggerli dall’inflazione, investendoli in modo intelligente e diversificato. Proteggere i risparmi non è sempre facile ed è una sfida importante per tutti.

In questo articolo vedremo cos’è l’inflazione, come si misura, quali sono le cause e le conseguenze, e soprattutto quali sono le migliori soluzioni e i rimedi per salvaguardare i nostri risparmi da questo nemico silenzioso. Tra strategie investimenti in beni reali e strumenti finanziari indicizzati all’inflazione, è possibile mitigare gli effetti negativi e preservare il valore del denaro nel tempo.

Indice

Cos’è l’inflazione e come si misura

L’inflazione è la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) in un dato periodo di tempo, solitamente un anno. L’IPC è un indicatore statistico calcolato dall’Istat che misura il costo medio della vita di una famiglia tipo, considerando una serie di beni e servizi essenziali, come alimenti, abbigliamento, trasporti, sanità, istruzione che si calcola confrontando il prezzo di un paniere di beni e servizi in due momenti diversi.

Se il prezzo del paniere aumenta, significa che c’è inflazione; se diminuisce, significa che c’è deflazione; se rimane invariato, significa che c’è stabilità dei prezzi. Si esprime in termini percentuali. Ad esempio, se l’IPC passa da 100 a 102 in un anno, significa che c’è stata un’inflazione del 2%. Questo vuol dire che per acquistare lo stesso paniere di beni e servizi occorre spendere il 2% in più rispetto all’anno precedente.

L’IPC è una misura dell’inflazione generale, che tiene conto di tutti i beni e servizi disponibili sul mercato. Tuttavia, esistono anche altre misure che si focalizzano su alcuni settori specifici, come gli alimenti, che riguarda i prezzi dei prodotti alimentari, o il prezzo dell’energia.

Andamento dell’inflazione in Italia

Per controllare la serie storica e l’andamento dell’inflazione in Italia attuale si possono controllare delle tabelle costantemente aggionate sui livelli di prezzi al consumo. Come si può vedere non è un fenomeno costante ma dipende da molti fattori, tra cui le condizioni economiche, la domanda e l’offerta, le politiche monetarie e fiscali, le aspettative dei consumatori e dei produttori.

Un’inflazione moderata, entro limiti accettabili non compromette la crescita economica e può avere effetti positivi, stimolare la domanda, la produzione e l’occupazione, incentivare gli investimenti produttivi e favorire il debito pubblico. Se è troppo elevata può provocare gravi distorsioni nel sistema economico e sociale riducendo il potere d’acquisto delle famiglie, aumentando le disuguaglianze sociali, disincentivando risparmio e investimenti, creando incertezza e sfiducia nel mercato e nel sistema monetario.

In casi estremi si può verificare una iperinflazione, ovvero un aumento esponenziale e incontrollato dei prezzi. L’iperinflazione rende inutilizzabile la moneta come mezzo di scambio e unità di conto. causata da una forte espansione della massa monetaria rispetto alla produzione reale, spesso dovuta a situazioni di crisi politica, sociale o bellica. Alcuni esempi storici di iperinflazione sono quelli avvenuti in Germania negli anni ’20, in Ungheria negli anni ’40, in Zimbabwe negli anni 2000.

Cause dell’inflazione

L’inflazione può avere diverse cause, a seconda che si tratti di inflazione di domanda o di offerta. La prima si verifica quando la domanda aggregata di beni e servizi supera l’offerta disponibile, spingendo i prezzi verso l’alto. Questo può accadere per diversi motivi, ad esempio per una politica monetaria espansiva che aumenta la quantità di moneta in circolazione e stimola la spesa dei consumatori e degli investitori.

L’inflazione di domanda può essere causata da una politica fiscale espansiva, che aumenta la spesa pubblica e riduce le tasse, incrementando il reddito disponibile dei cittadini; oppure da una crescita economica sostenuta, che genera maggiore occupazione, reddito e domanda; infine dalla crescita della popolazione, che porta a una maggiore richiesta di beni e servizi.

L’inflazione di offerta si verifica invece quando l’offerta aggregata di beni e servizi diminuisce o diventa più costosa, determinando un aumento dei prezzi. Ciò accade per diversi motivi, come ad esempio una carenza o un rincaro delle materie prime, che aumenta i costi di produzione delle imprese; una crisi energetica, che riduce la disponibilità o alza il prezzo dell’energia necessaria per produrre e trasportare i beni; una guerra, una calamità naturale o una pandemia, che distruggono o danneggiano le infrastrutture e le risorse produttive; una debolezza del cambio, che rende più cari i beni importati.

Conseguenze: aumento dei prezzi

Per comprendere come proteggere i risparmi dall’inflazione, è fondamentale comprendere cosa sia e come influisca sul valore del denaro. Abbiamo visto come l’aumento dei prezzi dei beni e dei servizi nel tempo riduca il potere d’acquisto della valuta. Quando l’inflazione supera i tassi di interesse offerti sui conti di risparmio tradizionali, i risparmiatori rischiano di vedere diminuire il valore reale dei loro risparmi.

Le conseguenze dell’inflazione sono molteplici e dipendono dal suo livello e dalla sua durata. In generale possiamo dire riduce il potere d’acquisto della moneta e il valore reale dei risparmi; crea incertezza e distorsioni nel sistema economico, rendendo più difficile pianificare il futuro e allocare le risorse in modo efficiente; penalizza i creditori e favorisce i debitori, in quanto il valore nominale dei debiti rimane invariato mentre quello reale diminuisce.

Sul piano privato l’inflazione altera la distribuzione del reddito, a scapito dei soggetti a reddito fisso (come i pensionati) e a vantaggio di quelli a reddito variabile (come gli imprenditori); influisce sulle aspettative e sul comportamento degli agenti economici, che possono anticipare o posticipare le loro decisioni di consumo e investimento in base alle previsioni future.

Proteggere il potere d’acquisto

Per difendere i propri risparmi dall’inflazione, non basta lasciarli fermi in un conto corrente o in un libretto di risparmio. Questi strumenti, infatti, offrono rendimenti molto bassi o nulli, che non riescono a compensare la perdita di potere d’acquisto causata dall’aumento dei prezzi. La soluzione è investire i propri soldi in modo diversificato, scegliendo asset che abbiano una buona capacità di mantenere o incrementare il loro valore nel tempo, anche in presenza di inflazione.

Ogni risparmiatore deve valutare attentamente il proprio profilo di rischio, gli obiettivi e l’orizzonte temporale prima di scegliere come allocare il proprio capitale. È sempre consigliabile affidarsi a un consulente finanziario qualificato, che possa offrire una consulenza personalizzata e adeguata alle proprie esigenze. Le seguenti sono solo alcune delle possibili strategie di investimento per proteggere i risparmi dall’inflazione.

I conti deposito sono il primo esempio di investimento per chi abbia una somma da investire con un breve o medio orizzonte temporale e non voglia affontare eccessivi rischi. Sono infatti tutelati fino a 100 mila euro, possono essere vincolati o svincolabili e pur non offrendo rendimenti altissimi che dipendono dai tassi di interesse delle banche centrali, possono consentire di guadagnare qualche punto percentuale utile a compensarer in parte la diminuizione del potere d’acquisto.

Le obbligazioni indicizzate all’inflazione sono titoli di debito emessi da enti pubblici o privati, che offrono una cedola variabile in base all’andamento del valore del denaro. In questo modo il rendimento dell’obbligazione si adatta al livello dei prezzi e garantisce una certa protezione al risparmiatore. Un esempio di obbligazioni indicizzate all’inflazione sono i BTP emessi dallo Stato italiano.

Le azioni sono quote di partecipazione al capitale di una società, che danno diritto a percepire una parte degli utili (dividendi) e a partecipare alle decisioni societarie. Le azioni quotate in borsa sono considerate un investimento a lungo termine, che può offrire rendimenti elevati ma anche una maggiore volatilità e rischio. Le azioni possono beneficiare dell’inflazione se le società sono in grado di trasferire l’aumento dei costi sui prezzi dei loro prodotti o servizi, mantenendo o migliorando i loro margini di profitto.

Oro e metalli preziosi sono beni rifugio per eccellenza, che tendono a mantenere il loro valore anche in periodi di crisi economica o politica. Infatti hanno una scarsa correlazione con gli altri asset finanziari e possono quindi contribuire a diversificare il portafoglio. L’oro e gli altri metalli preziosi possono beneficiare dell’inflazione se questa è causata da una perdita di fiducia nella moneta o da una politica monetaria espansiva.

Investire in immobili potrebbe essere una altra valida alternativa per difendere il potere d’acquisto. Sono beni reali che hanno un valore intrinseco e una durata nel tempo. Possono essere fonte di reddito (affitti) e di rivalutazione (plusvalenze). Gli immobili possono beneficiare dell’inflazione se questa si riflette in un aumento della domanda e dei prezzi sul mercato immobiliare.