Ragazza indovina la classifica

Perchè una canzone ha successo? In che misura melodia, testo, armonia, ritmo, ma anche fattori extra musicali come comunicazione, mode o look dell’artista influenzano il pubblico nell’appassionarsi tanto ad un brano?

Se parliamo di generi musicali ognuno ha le proprie legittime preferenze che dipendono da storia personale, abitudine all’ascolto, cultura. Ma se restringiamo l’ambito alla musica prettamente commerciale, ci sarebbe qualcuno capace di rispondere alla domanda: qual è il segreto di una canzone di successo?

A qualcuno la domanda sembrerà capziosa o di nessuna importanza; qualcun altro storcerà il naso, pensando così di svilire il ruolo della musica a merce da vendere come mangime a piccioni, senza pensare alla qualità. Per gli addetti ai lavori invece sarebbe perfetto conoscere in anticipo gli elementi sui quali investire, anche perchè da sempre le case discografiche si contendono manager e talent scout capaci di imbroccare l’artista o la canzone capace di vendere di più.

Recentemente questi “mago Merlino” della musica hanno nuovi concorrenti sottoforma di tecnologie e software sempre più sofisticati che tracciano le abitudini del pubblico. Tra questi Echo Nest, piattaforma di servizi sviluppata alcuuni anni fa da Brian Whitman e Tristan Jehan, due scienziati del Mit Massachusetts Institute of Technology di Boston, che hanno cominciato la loro avventura riuscendo ad indovinare i brani nella Top 10 Usa per diverse settimane consecutive.

Un software rivoluzionario che contiene algoritmi capaci di catalogare la musica nello stesso modo in cui lo fanno le persone e non solo per generi musicali. Distingue cioè brani lenti da quelli veloci, se la musica è considerata dolce o dura, cercando anche riscontri, articoli e recensioni in internet per capire come il mondo intero conosce ogni artista, album e canzone. Incrociando questi dati con l’analisi del comportamento della musica online su social network, p2p, blog, forum online, playlist, si possono anche prevedere le tendenze della nuova musica.

Gli inventori, all’insegna del “politically correct”, dicono che il programma non è solamente una “sfera di cristallo” per l’industria discografica, ma un nuovo utile strumento per fare ordine nei meandri dei nostri hard disk sempre più capienti, visto che ogni utente può catalogare la musica presente nell’hard disk non solo per genere, ma anche come musica rilassante, energizzante, romantica e via dicendo. Solo un dubbio: chissà se Echo Nest riesce a capire anche quale sono i brani orrendi e da buttare… O è importante solo che qualcuno li comperi?