telelavoro

Non pensate siano solo i ragazzini ad avere le cuffiette dell’iPod attaccate all’orecchio tutto il giorno: una ricerca realizzata in Gran Bretagna da Woods Bagot, società internazionale di architettura e design, ha rivelato che un quarto dei lavoratori britannici utilizza in ufficio un lettore di musica mp3 per almeno tre ore al giorno.

Negli ultimi anni la tecnologia ha portato profonde trasformazioni nel mondo della musica. Sono nate nuove parole, la musica è diventata ‘liquida’ e poi nuove abitudini. Con i lettori mp3 portatili è cambiata completamente la sua fruizione. Un modo per concentrarsi sul posto di lavoro, per isolarsi da colleghi fastidiosi o per pensare ai fatti propri? Chissà. In ogni caso, preoccupate dalla possibilità che il fenomeno influisca negativamente sulla resa dei lavoratori, il 30% delle imprese ha vietato l’utilizzo di lettori mp3 in ufficio.

In realtà gli autori dello studio sostengono che chi si infila una cuffietta sul posto di lavoro lo fa più per necessità di concentrarsi e per crearsi uno spazio virtuale personale. Anche in conseguenza del fatto che, sempre più spesso, gli uffici sono open space senza pareti divisorie dove rumore di fondo, telefonate e chiacchericcio dei colleghi possono diventare insostenibili. Chi avrà ragione? Nella discussione è scesa in campo anche la Confederation of British Industry, sostenendo addirittura che iPod ed simili in ufficio riducono la produttività provocando gravi perdite economiche. Altri sostengono sia una questione generazionale: il permesso di utilizzarli dipende dall’età del capo. Conta poi l’ambito professionale. Gli iPod sono banditi per lo più nelle banche e nel settore giuridico mentre sono più tollerati nelle aziende che si occupano di media e marketing.