impronte digitali orecchio

Come riconoscere una persona nell’era digitale? Finito il tempo delle impronte digitali delle dita, anche il riconoscimento della voce o la scansione dell’iride degli occhi sono roba vecchia. Saranno le orecchie a consentire di verificare la nostra identità nel prossimo futuro?

Se i musicisti si sfidano a colpi di orecchio assoluto ed è evidente che siamo quello che ascoltiamo, molti studi sono stati fatti anche sul suo ruolo dell’apparato uditivo nell’evoluzione dell’uomo. Eppure l’importanza delle orecchie non sembra ancora finita. Un nuovo modo per verificare la nostra identità in piena era tecnologica potrebbe passare proprio da lì piuttosto che dagli occhi o dai polpastrelli: NEC sta sviluppando una tecnologia che utilizzerà le nostre orecchie come metodo di autenticazione biometrica.

Tra smartphone, smartwatch e tablet le persone hanno a disposizione dispositivi sempre più sofisticati per la loro vita quotidiana online: acquisti, operazioni bancarie, attività sui social, email. Pur senza tirare in ballo le impronte digitali che l’uomo utilizza come firma da oltre 2500 anni e che già comparivano sulle tavolette babilonesi, il problema dell’autenticazione personale esiste anche nel mondo virtuale, dove per svolgere online pratiche più o meno importanti è sempre necessario autenticarsi ogni volta e farsi riconoscere.

Ricordarsi password o sfiorare i sensori dello smartphone presto potrebbe essere solo un ricordo: finiti i tempi di dita, occhi, o voce, presto l’identità potrebbe essere verificata ascoltando un orecchio. Il motivo è semplice: la forma del nostro orecchio è unica, come la risonanza acustica che viene generata al suo interno, pertanto i suoni raccolti nella sua prossimità sono diversi per tutti. Così, per sbloccare i dispositivi NEC ha previsto uno speciale auricolare che oltre a produrre un brevissimo suono, ha un microfono incorporato che filtra i rumori di fondo e ascolta le caratteristiche del suono di ritorno per identificare l’utente.

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La sicurezza di questo sistema? Nec sostiene che l’autenticazione biometrica attraverso l’orecchio è sicura nel 99% dei casi. Se può sembrare più complicato utilizzare un auricolare per accedere ad un servizio piuttosto che servirsi delle dita o dell’iride, evidentemente questa applicazione potrebbe essere utile per compiere operazioni attraverso servizi telefonici di banche o avvocati, evitando di digitare ogni volta codici di sicurezza e password. In ogni caso per vedere il sistema all’opera nei nostri dispositivi dovremo attendere fino al 2018.