Anche se le circostanze della vita sembrano suggerire molto spesso che da ridere ci sia davvero poco, una risata può fare talmente bene alla salute che a ridere oggi si insegna anche all’università.

L’iperventilazione causata da una risata profonda, finta o reale, aiuta a liberare endorfine, sostanze chimiche nel nostro cervello conosciute come neurotrasmettitori che ci fanno sentire bene. Venti minuti di risate al giorno sarebbero sufficienti a sviluppare molti benefici fisiologici. Per fare una sana risata di pancia, fatto di per sè divertente, si utilizza ogni muscolo nel corpo e si abbassa la pressione sanguigna. Non a caso terapie a base di risate vengono utilizzate per la cura di molte patologie come il parkinson e la sclerosi multipla, ma ridere riduce anche lo stress ed è una importante componente della salute emotiva.

Per questo in America e non solo esistono iniziative che cercano di incrementare le risate nelle scuole, nei college e nelle università, nei luoghi di lavoro e perfino in chiesa. Ad Havard esiste il corso di psicologia positiva per aiutare a tirar fuori il meglio di sè tra barzellette e racconti ilari, alla Sorbona la Sorbonne drolatique e per i più sofisticati c’è lo Hasya Yoga che trasforma la risata in esercizio di natura fisica insieme a respirazione profonda, movimenti, stretching e canto.