giradischi vinile

I dischi in vinile o li ami o li odi: qualcuno sostiene che il loro suono è nettamente superiore a cd e mp3; altri che i fruscii dei 33 giri sono insopportabili. Eppure il loro boom continua inaspettato.

C’è chi adora la loro presunta fragilità che necessità di attenzione e cura; chi si lamenta della dimensione e del peso degli lp, quando altri amano mettere in mostra il loro bel giradischi. E poi durano troppo poco, bisogna girare il disco per ascoltare il lato b…

Ma insomma il vinile è roba da nostalgici, da giovani in cerca di emozioni vintage o da puri cultori del suono profondo e ricco di particolari capaci di emozionare come in un live? Chissà, tra vinili, cd e mp3 si ha a che fare proprio con modi differenti di intendere la musica e forse non solo quella. In ogni caso i loro fans sono in costante aumento.

Se le vendite in Italia sono praticamente costanti negli ultimi anni con ricavi sopra i 2 milioni di euro all’anno a rappresentare il settimo mercato al mondo, in America e Inghilterra crescita delle vendite di dischi in vinile è a due cifre da alcuni anni

In America nel 2012 a fronte di una crisi che ha colpito tutto il mercato della musica trainata verso il basso dal crollo dei cd, c’è stato un +17,7% di vendite di album a 33 giri a quasi 5 milioni di dollari di fatturato. Ancora maggiore il boom in Inghilterra con un +70% nel 2012 rispetto al 2011 e 9 milione di dollari di ricavi.

Sarà pure una nicchia, ma queste cifre e il successo di eventi come il Record Store Day sono lì a dimostrare che la musica non può essere solo fatta di click: a qualcuno piace ancora averla tra le mani.