Dopo avere attraversato la storia della musica folk, rock, sperimentale, country per oltre mezzo secolo realizzando 34 dischi, all’alba dei 66 anni Neil Young è entrato nelle librerie americane con una autobiografia scritta di proprio pugno nel 2011. ‘Waging Heavy Peace: A Hippie Dream’ è il titolo originale, pubblicata ora in Italia da Feltrinelli con il titolo Neil Young – Il Sogno di un Hippie.

Hippie è una parola che rimanda alla beat generation, all’utopia esistenziale degli ideali di pace e libertà conditi da rock psichedelico, liberazione sessuale e utilizzo disinvolto di sostanze varie. Un movimento culminato nella ‘three days of peace and music’ di Woodstock di cui, otre 40 anni fa, Neil Young fu uno dei protagonisti assoluti davanti ad un pubblico di quasi un milione di giovani insieme a Crosby, Stills e Nash e a tanti altri.

Quello fu probabilmente il momento più alto della sua carriera solista cominciata nel 1969 dopo l’addio ai Buffalo Springfield, gruppo della scena folk-rock californiana di cui fu chitarrista. Nel 1972 Neil Young raggiunge la cima delle classifiche americane con ‘Harvest’ e il singolo ‘Heart of Gold’. E’ il successo a cui seguiranno anche periodi difficili, cadute e risalite. Ma ciò che conta in questo libro non è la sua carriera e forse nemmeno la sua musica.

Le pagine ricche di ricordi, aneddoti e incontri si fondono con quello che l’artista è diventato in questi anni: sognatore imperscrutabile, misantropo del popolo, imprenditore, regista, hobbista di modellini di treni, collezionista d’auto che ha speso una fortuna per sviluppare una versione ibrida di una Lincoln Continental 1959 e soprattutto padre di famiglia che non ha mai smesso di sognare e di pensare al domani: ‘non so quanti album farò in futuro, dato che non li chiamano nemmeno più così, ma non vedo l’ora di scoprirlo’.