Una nuova serie di robot da compagnia capaci di sbrigare le faccende domestiche, ma non solo. Tra i modelli appena presentati a Tokio dalla Toyota c’è un robot violinista di un metro e mezzo di altezza per 56 chili, talmente sofisticato da potere premere le corde, muovere l’archetto e danzare a tempo. A quando la prima orchestra di soli androidi?

Non è la prima volta che Toyota si diletta in questo campo. Qualche anno fa era stato presentato un robot trombettista che a detta dei costruttori aveva “labbra artificiali capaci di muoversi con la stessa precisione e delicatezza di quelle umane”. Non c’è da stupirsi se il nuovo robot violinista, anche se non diventerà mai un diretto concorrente di un Uto Ughi, può già eseguire un perfetto vibrato. Eppure lo scopo finale di questi robot non è fare musica. Il colosso automobilistico giapponese è impegnato a migliorare la coordinazione e la destrezza dei suoi androidi affinchè sappiano impugnare e utilizzare oggetti di uso comune. Suonare uno strumento è il modo migliore per metterli alla prova. Tra qualche anno questi robot potranno essere utilizzati in mansioni domestiche, nelle case di chi necessita assistenza, come infermieri, per accompagnare gli anziani.

Non si tratta quindi solo di sofisticati e costosi giocattoli hi-tech, ma piuttosto di una gara tra i giganti dell’industria per conquistare il mercato di massa. La sfida tra Honda, Toyota e Sony è già partita. Proprio quest’ultima nel 2003 aveva presentato il suo direttore d’orchestra dalle sembianze umane. In quell’occasione l’androide aveva accompagnato l’esecuzione della Quinta di Beethoven da parte di una delle più grandi orchestre giapponesi.