Due scienziati del Georgia Institute o Technology, hanno messo a punto un robot dalle fattezze umane capace di suonare qualsiasi tipo di percussione. Fantascienza applicata alla realtà? Il fatto è che Haile, questo il nome della macchina, non solo è in grado di suonare un tamburo, ma è anche capace di “improvvisare” come un vero jazzman seguendo ciò che stanno facendo gli altri musicisti, accompagnandoli nelle loro performance.

Come già abbiamo avuto modo di raccontarvi in un precedente articolo (Il robot chitarrista), fin dal 1500 l’uomo ha iniziato ad inventarsi strumenti musicali automatici. Dai primi carillon di maestri orologiai via via si è arrivati a macchine ben più complesse realizzate nell’ottocento, come l’Orchestrion, l’Helios o il Panorchestrion, capaci di imitare intere orchestre. Una mania che evidentemente contagia anche l’uomo moderno, se dopo la chitarra robotica del Georgia Institute of Technology, ora arriva questo percussionista artificiale che contiene una grossa novità: oltre a suonare le percussioni, modificando la pressione e il punto di battuta sulla pelle del tamburo, Haile riesce perfino ad interagire con altri musicisti.

E’ proprio sulla capacità di interplay dal vivo che si soffermano gli inventori, arrivando ad affermare come “il robot sia in grado di combinare i benefici della potenza computazionale e della musica algoritmica, con la ricchezza, l’interattività visiva e l’espressività dell’esecuzione acustica”. Dopo synth virtuali e computer music, c’è da scommettere che i robot musicisti saranno i prossimi protagonisti del binomio musica tecnologia. Fantascienza? Immaginatevi un mondo dove i sintetizzatori saranno preistoria e il pubblico farà la fila per assistere alle “nuove esperienze musicali” di Haile e compagnia…