Si torna a parlare di musica gratis legale. Dopo ‘Downlovers’, portale dove scaricare musica in modo totalmente gratuito, ecco ‘Qtrax’, un altro servizio che promette musica gratis in cambio di pubblicità. Ma questa volta il sistema si ispira al concetto di condivisione utilizzato nel file sharing, tanto caro agli utenti di internet in cerca di musica e tanto inviso alle major discografiche.

QTrax infatti è basato sulla tecnologia peer to peer, giusto per interderci, quella del primo Napster ma anche di Kazaa, LimeWire o Emule, sistemi da anni utilizzati da milioni di internauti in barba alle leggi sul diritto d’autore. Insomma, chi vorrà potrà continuare a condividere musica ma in modo legale e senza essere accusato di furto.

Esatto avete capito bene. Basta col sentirvi braccati, passare per scrocconi o rischiare pesantissime multe. Perché con QTrax, mentre condividerete file musicali scambiandovi online le vostre canzoni preferite, musicisti, editori, produttori e discografici, verranno giustamente ricompensati attraverso una quota dei ricavi pubblicitari del sito. Per sapere quante volte un brano viene scaricato e consentire il pagamento agli aventi diritto, ogni brano contiene un drm (Digital Rights Management). In pratica un “marchio” digitale che comunque non limita l’uso dei file scaricati.

Le uniche limitazioni riguardano la copia su cd (non concessa) e l’incompatibilità con l’iPod e altri lettori mp3. Ma con il tempo tutti i sistemi verranno integrati. Ci sarà anche un’area “Last night” dove scaricare brani “live” di concerti appena registrati e sezioni dedicate all’informazione musicale. Tutto bene quindi? Non proprio. Il sistema sarà accessibile solo agli utenti di nove Paesi al mondo. L’Italia per ora è esclusa.

E poi c’è il giallo finale. Allan Klepfisz, presidente di Qtrax, aveva annunciato al Midem di Cannes (mercato mondiale della musica) che al suo progetto avrebbero aderito da subito le quattro grandi major con i loro cataloghi di 25-30 milioni di tracce musicali. In realtà il giorno dopo l’annuncio è arrivata la smentita di tre case discografiche: Warner, Universal ed Emi sostengono di non aver mai accettato il sistema per scaricare musica gratis legalmente. “La gente non vuole vivere nell’illegalità, la gente vuole la musica gratis”. Basteranno le parole di Klepfisz a convincerle?