I musicisti sono inclini alla depressione? A giudicare dalle biografie di molti artisti si direbbe di sì, con alternanza di momenti altamente creativi a rovinose cadute negli abissi di droga, alcool, pillole, più all’insegna dell’insoddisfazione personale piuttosto che del mito patinato di sesso droga and rock and roll. Ovvio che in tempo di crisi l’ego personale e la voglia di riuscire ad affermarsi si scontra con una realtà ancora più difficile.

E’ vero, non esiste un modo certo per misurare la felicità, l’umore o le prospettive di vita delle persone nella società. Ma volendo rimanendo all’interno del mondo dello spettacolo e guardando la vita di persone considerate di successo, non si può non notare come in altri campi sia molto più difficile trovare il desiderio di autodistruzione o di fuga dalla realtà di cui si hanno ampi riscontri nel mondo della musica o dell’arte.

Diversi studi compiuti nelle università americane hanno trovato un legame tra creatività e disturbi dell’umore, come se pensare di avere tra le mani o nel cervello le potenzialità per inseguire o superare i propri limiti e quelli degli altri artisti che ci hanno preceduto, fosse alla lunga un modo abbastanza sicuro per farsi del male.

Il fatto è che proprio sulla soglia del baratro molti artisti hanno dato il meglio di sè, come se i problemi mentali fossero responsabili della ricchezza delle opere creative. Anche qui ci sono molti pareri a riguardo, ma non c’è dubbio che i problemi degli artisti in tutti i generi della musica e dell’arte abbiano contribuito a creare delle icone mediatiche di cui, specie nel campo della musica, gli appassionati continuano ampiamente a godere.

Ma è proprio necessario? Insomma siamo sicuri che l’arte debba nutrirsi di disagio e che dietro a personaggi pericolosamente affascinanti ci siano scelte umane o artistiche e non difficoltà di lavoro, incertezza e isolamento? Lo stile di vita sicuramente contribuisce alla depressione, ma in compagnia della musica, anche quando si trasforma in lavoro, si può e si deve cercare di stare anche bene, perchè la musica è vita, energia, sogno, consapevolezza indipendentemente dai modelli imposti dalla società.