feldenkrais

Se qualcuno crede nella capacità dei vegetali di ascoltare musica e suoni, tanto da mettersi a comporre musica appositamente per le piante, c’è chi ha pensato addirittura ad un fiore che canta. Succede in Giappone, non a caso uno dei paesi dove l’utilizzo dei fiori recisi per creare composizioni è una vera forma d’arte, alla ricerca dell’armonia delle forme, da oggi anche musicale.

I fiori hanno da sempre un preciso ruolo nell’arte giapponese. In Giappone esiste una antica arte denominata Ikebana (“fiori viventi”) che consiste nel creare composizioni di fiori recisi secondo regole precise che risalgono ai primi omaggi floreali dedicati al Buddha. Ma in tempi recenti utilizzare i fiori, ed in particolare i tulipani, è quasi diventata una mania nel design e nell’arredamento. Così la Let’s Corporation, piccola società giapponese specializzata nello sviluppo di tecnologie audio e comunicazione, ha pensato di creare un dispositivo capace di riprodurre musica e voce attraverso piante e fiori, sfruttando gli stessi principi che sono alla base degli altoparlanti dei sistemi hi-fi.

Il sistema si avvale di un apposito vaso contente una bobina magnetica, studiato per trasferire le vibrazioni dallo stelo fino ai petali dei fiori. In pratica, una volta collegato il vaso allo stereo, le estremità della pianta vibrano (e diffondono il suono), come fossero la membrana di un altoparlante. I ricercatori giapponesi non si sono espressi sul livello di qualità audio generato, ma lo hanno definito sufficiente per ascoltare CD radio o registrazioni vocali.

Comunque, a parte la qualità dell’audio, ciò che rende più orgogliosi i produttori del sistema è “avere aggiunto il quinto senso, il suono, ai quattro sensi già stimolati dai fiori: colore, profumo, gusto e tatto”. Però non si sono mai pronunciati sul gradimento del sistema da parte delle piante: certo è che i tulipani dalla vita si aspettavano di tutto meno che essere sottoposti a un vibromassaggio a tempo di musica.