Le scorse settimane l’Unione Europea ha approvato una nuova norma che estende il copyright per la musica registrata in Europa fino a 70 anni dagli attuali 50 anni. Sono soddisfatti gli artisti e le etichette che si sono spese per il cambiamento e ora vedono garantiti i loro diritti per un periodo maggiore, ma c’è anche chi la pensa in maniera diversa…

Il suo nome è Martin Kretschmer, è Direttore del Centro per la politica di proprietà intellettuale e Management presso la Bournemouth University e sostiene che l’estensione del copyright da 50 a 70 anni avrà un costo di 1 miliardo di euro che ricadranno esclusivamente sul pubblico e non daranno grandi benefici nemmeno agli artisti. “Non è sorprendente che molte organizzazioni di artisti e le società di gestione dei diritti si sono impegnate per sostenere la direttiva” ha affermato Kretschmer. “Il 72% dei benefici finanziari dovuti all’estensione della durata del copyright matureranno per le etichette che hanno in catalogo successi stellari (si pensi ai Beatles). Il 28% restante andrà agli artisti, però la maggior parte dei soldi andranno alle superstar.”

Secondo il docente solo il 4 % andrà a beneficio dei musicisti che non sono più in attività per questioni anagrafiche e che magari necessitano davvero di un aiuto finanziario. Ricordiamo che una delle ragioni sostenute dal Consiglio dei ministri europeo era proprio la necessità di aiutare gli artisti ad ‘affrontare il divario di reddito dalla fine della carriera alla fine della loro vita’. Per Kretschmer insomma il provvedimento sarebbe stato più che altro voluto dalle etichette che non vogliono perdere i ricavi dei classici degli anni ’60. Avrà però un effetto molto limitato e un impatto negativo sull’accessibilità del materiale culturale ad esempio per biblioteche e archivi. Creerà oneri finanziari e amministrativi supplementari alle imprese, agli organismi di radiodiffusione e ai consumatori e alla fine non favorirà l’innovazione e la ripresa del mercato della nuova musica. Insomma un disastro: qualcuno allora ci spieghi perchè negli Stati Uniti il periodo ha già una durata di 95 anni…