rotoli filo per cucire

Volete vedere, anzi ascoltare la musica da un’altra angolazione? Siete sicuri? Perchè il libro ‘I suoni delle cose’ che vi proponiamo (Curci) fa proprio una operazione di ristrutturazione della musica e della figura del musicista. Già dal sottotitolo capirete, o non capirete, di cosa si tratta: poetica del foto-suono tra filosofia, E(ste)tica e Musica.

Insomma la cosa si fa complicata. Sicuramente abbastanza complicata per cercare di capirci qualcosa. Partiamo dall’autore, il compositore Riccardo Piacentini, docente al Conservatorio di Alessandria di Armonia, Contrappunto, Fuga e Composizione che ha scritto e pubblicato diversi saggi sulla “foto-musica con foto-suoni”. Cosa sono i foto suoni? Sono frammenti di suoni e musiche che il compositore raccoglie da più di un decennio nei vari continenti, proprio come se si trattasse di un reportage fotografico di paesaggi naturali, umani, sociali e culturali, che poi vengono utilizzati nelle sue composizioni secondo l’equazione foto-musica sta alle arti musicali, come fotografia sta alle arti visive.

Per chi non lo avesse capito siamo nell’ambito della musica “concreta” e della musica elettronica in cui i ‘foto-suoni’, ovvero queste ‘fotografie dei suoni d’ambiente quotidiani’ vengono elaborati tramite software secondo una sintassi in grado di codificare le relazioni e i ruoli svolti dai diversi materiali sonori secondo vari livelli. Secondo questa logica i foto suoni possono interagire con altri strumenti facendone da sottofondo, oppure interagendo e creando nuovi effetti sonori sia sovrapponendosi che alternandosi nello spazio temporale. “I suoni delle cose” cerca di spiegare queste possibilità raccontando, anche attraverso un dvd con samples musicali, la poetica di un lavoro che restituisce ai rumori la parola e il loro senso nel mondo.