trombettista

Miles Davis è considerato uno dei più influenti, innovativi ed originali musicisti del XX secolo. Ma forse non tutti sanno che oltre ad essere una figura chiave nella nascita di numerosi stili della storia del jazz, fra cui bebop, cool jazz, modal jazz e jazz-rock, la sua produzione artistica comprende anche quadri e disegni, ora nuovamente riproposti a più di 15 anni dalla sua scomparsa.

L’idea di unire l’arte di due mondi solo apparentemente così distanti, è venuta all’associazione Veneto Jazz che ha preparato due mostre su Miles Davis, una di quadri a Venezia, l’altra più musicale con percorsi multimediali, tra dischi e video, a Bassano del Grappa.

Sembra che l’idea di dipingere sia sempre stata nel cuore di Miles. All’inizio era uno svago, un modo per abbandonarsi a se stesso, poi è diventata il suo principale canale espressivo, in particolare quando, negli anni ’80, Miles Davis ha smesso temporaneamente di suonare.

Certo, la forza creativa non si può soffocare, così come le riflessioni sulla musica e i suoi ritmi vengono impresse questa volta con acrilici, pastelli e matite su fogli e tele di grande formato. Il risultato vale una mostra di sicuro effetto, “Il Colore di Miles Davis” al Teatro La Fenice di Venezia fino al 31 luglio: i quadri fanno da padroni mentre la musica si diffonde per tutto lo spazio accompagnando il visitatore con video-proiezioni di Miles in concerto.

Altra storia per la musica, la mostra “I Suoni di Miles Davis” in programma a Palazzo Agostinelli di Bassano del Grappa, dal 24 giugno al 31 luglio. Si tratta di un vero e proprio progetto multimediale che ripercorre la vita di Miles Davis attraverso l’ascolto di dischi e la visione di filmati inediti. In mostra un’intera raccolta di oltre 1500 brani di Davis che si potranno selezionare ed ascoltare in sale attrezzate con impianti stereofonici per diffondere la musica ad alta definizione.