Gusti musicali

Come cambiano i gusti musicali con l’età? Ad un certo punto si smette di stare al passo con le novità del mercato della musica rimanendo fedeli a certi generi o artisti. Questione di maturità, consapevolezza o vecchiaia?

Serve una premessa: ha ancora senso parlare di gusti musicali nell’era dello streaming? Il consumo della musica da parte dei giovani è sempre più semplice e veloce. Le hit da milioni di click si susseguono ad un ritmo vorticoso veicolate dai social. Un successo radiofonico dura un battito di ciglia e subito viene sostituito da un altro. Ma fino a quando si rimane così attenti nel seguire le mode del mercato?

In effetti i gusti musicali cambiano con il passare dell’età. Ma chi ha studiato il fenomeno dice che esiste un momento in cui ci si ferma su determinati generi e artisti. Forse perchè con il passare del tempo si diventa un pò più saggi e consapevoli da un punti di vista artistico musicale. O solo un pò più vecchi, con mille altre faccende da sbrigare e problemi da affrontare. Certo crescendo il tempo libero e la voglia di sognare sembrano svanire. In ogni caso a un certo punto le sirene della cultura pop smettono di attrarci, non sono più un punto di riferimento costante delle nostre vite.

La musica che ascoltiamo d’altronde dipende da molti fattori come educazione e ambiente di riferimento ed è parte attiva della nostra personalità. Dalla musica per bambini passando da rock, pop o l’hip hop fino al jazz o alla musica classica. Qual’è il momento in cui siamo pronti a fare il grande salto?

Come cambiano i gusti musicali?

Per rispondere a questa domanda oggi non serve nemmeno più fare sondaggi su larga scala. Tra le rivoluzioni della musica digitale ed in particolare dello streaming, c’è la possibilità di potere analizzare una mole impressionanti di dati. Profilare i gusti musicali delle persone è un gioco da ragazzi. Spotify non ne fa mistero. Utilizza la profilazione degli utenti per offrire ciò che più desiderano ascoltare. Le chiamano playlist personalizzate.

Incrociando tutti i dati a disposizione diventa possibile scoprire anche l’evoluzione dell’ascolto di musica in funzione dell’età delle persone. E’ ciò che hanno fatto alcuni ricercatori negli Stati Uniti. Ma per capire con più precisione a quanti anni le persone smettono di cercare musica nuova, nello studio sono stati combinati i dati di ascolto di Spotify con quelli di Echo Nest sulla popolarità degli artisti. In questo modo è stata calcolata la quantità di ascolti medi riferiti a genere, età e profilo demografico.

Gusti musicali dei giovani

Dalle analisi condotte si è scoperto che prima dei 20 anni nei ragazzi domina la musica più popolare e di tendenza. I gusti musicali sembrano maturare e stabilizzarsi solo dopo i 30 anni, ma con grandi differenze tra uomini e donne. Mentre nell’adolescenza la ricerca di musica pop è simile in entrambi i sessi, negli uomini la voglia di restare aggiornati con le ultime mode musicali termina prima e più velocemente che non nelle ragazze.

Il fenomeno può essere compreso molto bene con un grafico a spirale. Come si vede la popolarità degli artisti degrada dal centro all’anello più grande, mentre sulla circonferenza è indicato l’incremento dell’età in senso orario. Gli adolescenti sono vicino al centro del grafico mentre con l’aumentare dell’età i gusti musicali cambiano di meno concentrandosi su musica meno popolare, insomma è come si congelassero.

Gusti musicali cambiano con età
Come cambiano gusti musicali con età

Ciò avviene più velocemente negli uomini che non nelle donne che malgrado l’avanzare dell’età hanno una discesa costante di interesse tra i 13-49 anni. Interessante il grafico relativo all’età in cui si diventa genitori: tutto subisce una rapida accelerazione. Nel senso che si smette di seguire le mode. Non c’è che dire: per mamme e papà arriva un punto in cui la musica davvero cambia.