guerrilla gardening

Forme di lotta pacifiche e colorate che vogliono abbellire le città. Da un lato ci sono i movimenti di Guerrilla gardening che fanno azioni non violente a base di piante e fiori, dall’altra c’è chi si occupa di design partecipativo e di autoproduzione artistica con oggetti di recupero.

Di Guerrilla gardening si è sentito parlare per la prima volta nel 1973, quando un gruppo di ambientalisti trasformò un terreno abbandonato in una zona di New York in un giardino. Da allora la parola non solo è diventata sinonimo di consapevolezza per le tematiche ambientali, con attacchi a base si semi di fiori e piante applicate principalmente in contesti cittadini, magari degradati, ma ha assunto anche nuove dimensioni.

Anche le nuove tendenze sociali e artistiche di Guerrilla gardening nascono in qualche strada di città e poi si diffondono tramite la rete trasformandosi in movimenti internazionali. Un esempio è il Guerrilla Knitting nato in America nel 2004 da mani sapienti, decise a dare un tocco di colore a panchine, pali, staccionate alla stregua del Yarn Bombing detto anche Fabric Graffiti Movement ideato da due ex writers di Minneapolis.

E cosa dire del Pothole Knitting? Si tratta di una deviazione del Guerrilla Knitting, più centrato su un rapporto con la strada e in particolare sui buchi e le crepe nell’asfalto pericolose soprattutto per i ciclisti: meglio coprirle con maglieria e uncinetto colorato anche per sensibilizzare l’opinione pubblica e ricercare la partecipazione della collettività.

Se invece si pensa di piantare una piantina o un tulipano in strada, ecco che si passa al così detto Guerrilla Gardening e Design Partecipativo in cui i giovani attivisti si trovano letteralmente a tappare buchi nell’asfalto con piantine e tulipani o a riutilizzare vecchie cabine del telefono come serre per coltivare piantine di vario genere grazie al coinvolgimento degli abitanti della zona.

Gli esempi si moltiplicano insieme a idee e progetti firmati da veri e propri artisti che si sono fatti strada in questa insolita forma d’arte, un esempio è Agata Olek che nel 2002 ha ricoperto il toro di bronzo di Wall Street con un maglione rosa e blu mentre Juliana Santacruz è impegnata nel ‘mettere in evidenza’ buche e crepe nell’asfalto di Parigi.