guardare la musica

E’ possibile guardare la musica? Il parallelismo tra onde sonore e onde luminose viene riproposto da tre ricercatori del politecnico di Milano in un progetto chiamato Musicolor.

La dimensione musicale dell’arte, evocativa di spazio, colore, emozioni senza limite, ha sempre affascinato scienziati e matematici, a cominciare da Isaac Newton, ma anche compositori e pittori come Schonberg e Kandinskij, che hanno speso parte del loro lavoro alla ricerca della corrispondenza tra armonie, lotta di colori e suoni.

Kandinskij desiderava che le sue opere fossero ascoltate, ora invece è la musica a farsi guardare. Giuseppe Caglioti, professore emerito di fisica della materia al politecnico di Milano, Tatiana Tchouvileva, regista e docente e Goram Ramme, hanno inventato una nuova tecnologia che consente di visualizzare su uno schermo la musica, la voce o i rumori.

A dire il vero l’Audiovisual non è una novità, ma fino ad oggi la traduzione di musica in immagini è stata realizzata utilizzando software con algoritmi matematici predefiniti: ecco perchè la fruizione dell’elemento visivo su computer è sempre risultata prevedibile. Il “Musicolor” invece non si avvale dell’utilizzo di computer, la trascodifica è analogica e realizzata in modo autonomo da uno schermo costituito da un film liquido trasparente di uno spessore compreso tra 100 e 400 nanometri.

In una stanza silenziosa il Musicolor riflette la luce esibendo i colori dell’arcobaleno. Basta un sussurro o un suono e il film si deforma restituendo quella che per il professor Caglioti è “una esperienza multisensoriale emozionante che non ci si stancherebbe mai di guardare. La musica prende vita attraverso le forme e i colori e lo fa in modo spontaneo sfruttando le proprietà fisiche della materia sollecitata da onde sonore e luminose”.

Le applicazioni del Musicolor, anche escludendo un approccio propriamente artistico, sono molteplici e vanno dall’arredamento, alla moda, alla didattica, al benessere, come stimolo al miglioramento di patologie della salute. Ne sono convinti gli inventori: “il sistema amplificherà il nostro universo percettivo accompagnando i suoni ad immagini e giochi di colore mai visti prima.”