guadagni musicisti

Guadagni musicisti in crisi nell’era digitale: hanno ragione Taylor Swift e Adele a togliere la loro musica da Spotify perchè lo streaming non rende abbastanza? Ecco una panoramica dell’andamento reale delle remunerazioni degli artisti con i vari supporti e sistemi di ascolto.

Spotify e gli altri servizi di streaming sono senza dubbio una invenzione incredibile per gli appassionati di musica che senza spendere un soldo si trovano una immensa libreria di canzoni e album di ogni genere da ascoltare anche a gratis. Tutto bene quindi? Mica tanto, perchè rimane il problemino guadagni musicisti. Cosa arriva ad artisti, autori ed editori da questa bella invenzione? Se lo stanno chiedendo in tanti, da Taylor Swift a Adele che ha deciso di togliere da Spotify il suo ultimo album solista.

La polemica sembra addirittura potere mettere in crisi il modello freemium, tanto che nel prossimo futuro sembra che Spotify darà la possibilità agli artisti di rendere disponibili i loro album solo agli abbonati a pagamento che offrono una remunerazione più alta anche per gli artisti. Una soluzione che potrebbe piacere all’industria della musica ma su cui tutti non sono d’accordo, perchè se lo streaming gratis da un lato rimane poco profittevole, dall’altro potrebbe aprire altre strade. Ma in realtà quali sono i guadagni musicisti con i vari supporti e metodi di distribuzione ed utilizzo delle musiche? Ecco un breve riassunto: ovviamente le cifre non sono precise ma servono per dare un’idea di massima.

  1. Ascolto in Streaming Un centesimo di euro all’artista per ogni volta che una canzone viene ascoltata dagli utenti online.
  2. Dowload mp3 Da 11 a 16 centesimi di euro per ogni mp3 scaricato all’artista; all’autore meno di un centesimo.
  3. Vendita cd e album Ogni volta che qualcuno acquista un disco in negozio, all’artista vanno da 1,17 euro a 1 euro e 60 per ogni album venduto, all’autore 92 centesimi.
  4. Ascolto in radio Un passaggio sul maggiore network nazionale (Bbc radio in Inghilterra) di tre minuti fa guadagnare circa 68 euro da dividere tra etichetta e artisti
  5. Concerti Per le star della musica da 86mila euro a oltre 2 milioni di euro per grandi concerti di star negli stadi, ma ci sono anche i concerti e le feste private.
  6. Programmi tv Da poche centinaia di euro dei sottofondi a decine di migliaia di euro se la canzone è usata come sigla di un programma tv
  7. Colonne sonore film Fino a oltre 100 mila euro da dividere tra artista e casa discografica.
  8. Musiche spot Si arriva anche a 300 o 400 mila euro per i diritti di utilizzo di una canzone famosa nell’ambito di una campagna pubblicitaria nazionale, ma anche di più a seconda del peso dell’artista se la musica è ceduta in esclusiva per un marchio
  9. Merchandising e sponsorizzazioni Ovviamente dipende dal peso dell’artista ma qui le cifre possono viaggiare molto in alto, da oltre mezzo milione di euro in su per unire una canzone o un artista a marchi di abbigliamento, gioielli, profumi e bevande.

A giudicare da queste cifre si direbbe che le grandi star della musica avrebbero poco da lamentarsi poichè anche se con Spotify i guadagni musicisti sono molto bassi, potrebbero rifarsi con tutto il resto: basta dare un occhio a quanto guadagnano le cantanti più ricche. Evidentemente stiamo parlando di star di livello nazionale o addirittura mondiale con alle spalle una struttura capace di affrontare tutti gli aspetti del business della musica tra social e comunicazione.

Il problema guadagni musicisti è invece sicuramente molto preoccupante per i piccoli artisti e i musicisti indipendenti che sono esclusi da ogni tipo di indotto, oltre che dalla possibilità di lamentarsi: se in pochi li ascoltano, nessuno li sente…