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Si chiama DigSin la nuova etichetta digitale che offre musica gratis utilizzando nuove tecniche mirate di marketing digitale per costruire il pubblico. Gli artisti firmano per l’etichetta per brevi periodi concentrandosi sulla creazione di singole canzoni piuttosto che album. Senza rinunciare all’eventuale denaro che quelle tracce faranno su iTunes e i vari servizi di streaming, lo scopo è guadagnare con la musica in modo alternativo.

‘DigSin crede nel talento scandalosamente impressionante dei suoi artisti e vuole condividere i singoli digitali con i suoi utenti gratuitamente’. Così si legge su digsin.com che in questo modo cerca di costruire una base di abbonati interessati ad ascoltare le sue canzoni. Più che una etichetta tradizionale, il servizio si propone quindi come una fonte attendibile di novità discografiche per gli utenti online.

L’ideatore del servizio si chiama Jay Frank, ha ricoperto posizioni dirigenziali in aziende come CMT Musica e Yahoo e ha già scritto un libro sul business della musica del futuro – FutureHit.DNA – che contiene alcune teorie che DigSin sembra ora voler metter in pratica. Principalmente secondo Jay è fondamentale considerare come sono cambiate le abitudini di ascolto nell’era digitale anche in fase di produzione e creazione di un brano.

Se le canzoni per gli utenti sono gratis, i soldi da dove arrivano? Prima di tutto c’è da conquistare il pubblico, poi arriveranno le opportunità di sponsorizzazione, i soldi dei biglietti dei concerti e del merchandising. DigSin ci crede perchè rispetto alle major o alle altre etichette è focalizzato sul tentativo di essere un partner migliore sia per gli artisti che per il pubblico, capace di riunire persone realmente interessate ad ascoltare i brani mettendole in contatto con i musicisti che le producono.

La sfida è interessante, sia per l’indistria musicale sia per gli artisti. Anzi, se avete qualche buona idea musicale nel cassetto non esitate a spedirlo: ‘Siamo costantemente alla ricerca di nuova musica con cui lavorare e ci piacerebbe ascoltare quello che hai… anche se la musica non è stata selezionata, ti forniremo una critica di quello che abbiamo sentito’. Considerando la fine che fanno i provini spediti alle case discografiche nella stragrande maggioranza dei casi, è già un buon punto di inizio.