semiconduttori in grafene

Si chiama Grafene, sembra essere il materiale del futuro e forse cambierà il mondo. Potrà sostituire il silicio per processori super veloci ma non solo. Le sue applicazioni sono decine, dai display flessibili ai sensori per la medicina. Quali sono le sue caratteristiche?

Scoperto nel 2004 quasi per caso da due ricercatori che lavoravano presso l’Università di Manchester e che per questa scoperta hanno vinto il Premio Nobel nel 2010, il grafene è un singolo strato di grafite, quello sulla punta delle comuni matite, ma dallo spessore di un atomo.

E’ un materiale molto duro e resistente, resiste anche agli acidi, dieci volte più forte dell’acciaio e leggerissimo, sei volte più leggero dell’acciaio, così potrà venire impiegato in molteplici settori, dagli aeroplani, ai razzi, fino alle automobili ai pc e ai dispositivi portatili. Proprio per questo, mentre in tutto il mondo si depositano nuovi brevetti, anche l’Unione Europea ha deciso di finanziare la ricerca sul Grafene con un miliardo di euro.

Ma la sua migliore caratteristica è che può condurre elettricità e quindi essere utilizzato sia come transistor (con maggiore efficienza rispetto al silicio) che come emettitore di luce al posto dei diodi. Ciò significa ad esempio processori più veloci e che consumano meno negli smarphone e nei tablet, ma anche schermi sottilissimi e flessibili per una infinità di applicazioni che oltre ai dispositivi mobili includono la possibilità di dotare di display confezioni di prodotti, vestiti, vetri di automobili e chissà cos’altro ancora.

Malgrado le potenzialità del grafene siano enormi e c’è chi sostiene che questo materiale cambierà il mondo, ci sono alcuni problemi che gli scienziati non hanno ancora risolto per la realizzazione di semiconduttori super veloci. A breve però il suo utilizzo sembra possa comunque aumentare la velocità dei chip dei dispositivi. Secondo una recentissima scoperta dei ricercatori dell’università di Stanford, avvolgendo i milioni di piccoli cavi che trasportano i dati in uno strato protettivo di grafene, si potrebbe aumentare la velocità fino al 30 per cento: forse sarà la prima realizzazione pratica di questa promessa della tecnologia del futuro.