motori di ricerca italiani

Google vuole rendere migliore la diffusione delle informazioni su Internet attraverso sistemi sani che rispettino le regole di mercato. Il suo lavoro è apprezzato da miliardi di persone: ma fa abbastanza contro la pirateria?

Agli occhi dell’industria della musica la sua posizione è controversa. Hanno sempre sostenuto che Google non fa abbastanza per evitare di indicizzare file che portano a siti mp3 pirata o che consentano la diffusione gratuita di musica, film e contenuti digitali in modo illegale. La Riaa, associazione che riunisce i discografici americani, da sempre chiede a Google la rimozione di milioni di file illegali indicizzati dal suo motore di ricerca.

Secondo le ultime statistiche Google mette fuori gioco centinaia di milioni di URL all’anno nel tentativo di limitare i link pirati. Ma questi take down sembrano avere un impatto molto limitato sulla pirateria e sulla disponibilità di contenuti distribuiti senza rispettare il diritto d’autore. Il rapporto How Google Fights Piracy del 2016 mostra tutte le iniziative che la società sta mettendo in campo. A cominciare dal sistema di content id per i contenuti pubblicati su YouTube fino ad ogni altra politica aziendali volta ad eliminare il furto di copyright. Evidentemente è anche nei suoi interessi dato che non è più un semplice motore di ricerca. Google vende musica, ha un servizio di streaming musicale e in questi anni ha stipulato accordi con le case discografiche.