ricerca su google con tablet

Sono ore di grande apprensione nel mondo dei webmaster per quella che è annunciata come l’ennesima rivoluzione delle Serp, ovvero il posizionamento nelle pagine di Google relativo alle chiavi di ricerca. Il più famoso e usato motore di ricerca al mondo ha annunciato che d’ora in avanti favorirà i siti ottimizzati per il Mobile, leggibili perfettamente su smarphone e tablet.

In pratica siti aziendali, blogger, negozi online e via dicendo, dovranno avere una versione del loro sito ottimizzata per il mobile, altrimenti rischieranno di venire penalizzati, ovvero retrocessi nelle pagine di ricerca. Cosa non da poco dato che per molti siti online l’80% del traffico arriva proprio da Google e dalla capacità dei webmaster di primeggiare nei risultati di ricerca con ovvie ripercussioni economiche per chi su internet vuole estendere la sua presenza.

Non è la prima volta che Google effettua dei cambiamenti: negli anni si sono succeduti aggiornamenti dell’algoritmo dai nomi docili – Penguin, Panda, Hummingbird (colibrì) – che di docile avevano ben poco, specie per i siti che si sono trovati a far fronte a penalizzazioni per strategie e uso di tecniche nel frattempo diventate obsolete o addirittura vietate. Il fine? Fare in modo che gli utenti trovino davvero ciò che vanno cercando senza finire su siti spam o con contenuti inutili, mentre per quest’ultimo aggiornamento conta il fatto che oltre metà degli utenti oramai si collega ad internet solo attraverso tablet e smarphone.

Già, perchè anche se la stragrande delle persone e degli utenti di internet lo ignora totalmente, dietro al navigare tranquillo delle acque del web spesso c’è un incredibile lavoro da parte di webmaster, società, blogger, esperti di Seo (Search Engine Optimization) per primeggiare su Google. Il quale non si sforzerà mai abbastanza di dire che per comparire in alto nella classifica dei motori di ricerca contano i contenuti.

Verissimo, ma proprio come insegna quest’ultimo aggiornamento dell’algoritmo, conta anche saper stare al passo con i tempi e sfruttare tutte le risorse della tecnologia per avere un sito capace di soddisfare al meglio l’utenza anche in termini di grafica e velocità. Insomma per affermare la propria presenza online non basta più avere un sito qualsiasi. E se essere primi sui motori di ricerca fa gola a molti, non a tutti piace lo strapotere che Google si è conquistato sul web.

In ballo ci sono molte questioni che non riguardano solo i cittadini come utenti finali ma anche governi, economia, etica, privacy, libero mercato… Ciò che è certo è che mentre la Francia sembra voglia chiedere al colosso di Mountain View di svelarle i suoi segreti sull’algoritmo, la Commissione Europea che vorrebbe rendere più trasparente l’attività sul web nel frattempo forse verrà penalizzata nelle ricerche perchè ha un sito non ottimizzato per il Mobile, così come sono in grave ritardo anche il Governo Italiano e molti altri siti istituzionali tra cui l’Agenzia delle Entrate e la Borsa.