giocare ai videogiochi

Quale rapporto c’é tra giochi elettronici salute e cervello? I risultati di alcune ricerche su una delle attività più amate da giovani e adulti: giocare ai videogiochi fa bene o è una attività inutile e dannosa?

L’importanza dei giochi elettronici nella società è nei numeri: un 59% di popolazione americana li utilizza abitualmente mentre il fatturato globale dell’industria dei videogiochi potrebbe superare gli 80 miliardi di dollari in qualche anno. Eppure spesso hanno una cattiva reputazione per essere antisociali, violenti oltre a favorire la sedentarietà favorendo l’obesità giovanile. Insomma non tutti la pensano nello stesso modo: se da un lato vengono rivalutati per gli effetti benefici, tanto da essere considerati educativi e stimolanti per la mente e corpo, dall’altro si studiano i giocatori compulsivi o affetti da “Internet gaming disorder” per capire in che modo giocare ai videogiochi troppo favorisce la comparsa di effetti negativi a livello psichiatrico.

Giocare ai videogiochi fa bene e o fa male? Tutti gli studiosi sono concordi su una cosa: tralasciando casi limite di persone particolarmente vulnerabili, si tratta ovviamente di non esagerare, tanto che addirittura si arriva a parlare di videogiochi terapeutici. Ad esempio alcuni medici e pediatri hanno riabilitato il ruolo dei videogiochi nell’universo del bambino e dell’uomo per prendere coscienza di sè in occasione di malattie per trovare la giusta via alla guarigione: dai videogiochi più sedentari attenti a educare il paziente sui sintomi e le cure della malattia, a quelli in movimento che paradossalmente stimolano la buona abitudine al moto.

Per stimolare l’attività fisica ci sono gli exergames che propongono balli, partite di tennis, corse e così via. Secondo gli specialisti sono particolarmente indicati per bambini obesi o comunque per chi ha problemi di sovrappeso. La Nintendo Wii costringe la gente ad alzarsi e muoversi facendo esercizio aerobico, ma non è tutto. I bambini che giocano con giochi sportivi hanno maggiori probabilità di giocare e fare sport anche nella vita reale.

Altri studi hanno verificato che giocatori di giochi d’azione si abituano a prendere decisioni il 25% più velocemente in ogni ambito, senza sacrificare la precisione. Ci sono poi giochi che migliorano la memoria, l’attenzione e la capacità di multitasking in adulti e anziani; videogiochi efficaci nel modificare i comportamenti sbagliati – ad esempio nell’alimentazione – e quelli che migliorano la vista rendendo i giocatori più sensibili a sfumature di colore e contrasti. Chi gioca spesso inoltre sviluppa una maggiore capacità di coordinazione tra vista e udito.

Molte volte i giocare ai videogiochi serve a migliorare sintomi e problemi, come nel caso della dislessia nei bambini che con essi raggiungono una migliore capacità di lettura migliorando velocità, comprensione e attenzione. Giocare può migliorare anche l’autostima e aiutare le persone a superare fobie. Dall’altro lato della medaglia ci sono le dipendenze dal gioco più o meno gravi studiate in una recente ricerca della University of Utah School of Medicine, che porta alcuni giovani ad essere molto distratti, ad avere difficoltà nel controllo degli impulsi, piuttosto che a sviluppare forme di autismo e disturbi neuropsichiatrici.