Genitori e figli in un campo

L’abbiamo sempre sentito dire: avere figli è bello ma essere genitori è il mestiere più difficile del mondo. Evidentemente è un concetto con cui tutte le mamme e papà prima o poi hanno fatto i conti, che oggi sembra pesare ancor di più per tutte le incognite che il futuro presenta in campo politico, economico, sanitario, ambientale, sociale e culturale in Italia e nel resto del mondo. Si comincia dalla scelta della scuola materna e dlle elementari fino alle attività extrascolastiche, le lingue straniere, lo sport, gli amici da frequentare da adolescenti e l’università migliore per trovare lavoro.

Come non bastassero tutte le questioni viste in precedenza, oggi c’è la tecnologia e l’uso dei social che provocano ulteriori problemi e preoccupazioni. In tutto l’arco della vita mamme e papà sono costantemente sottoposti a scelte più o meno complicate sulla crescita dei figli che comportano una buona dose di responsabilità, attenzione e consapevolezza. I bambini sono un bene sempre più prezioso che richiede impegno costante e fatica a qualsiasi età. Ognuno fa quello che può, questo è chiaro, ma per risolvere piccoli e grandi problemi ed incomprensioni esistono alcuni consigli e regole di carattere generale formulati da psicologi ed esperti.

Indice

Essere genitori ed educare

Si può studiare per essere bravi genitori? In libreria o su internet manuali e consigli per mamme e papà si sprecano: da quando sono bebè passando dalla fase pre-scolastica, fino alla voglia di indipendenza che comprende scelta della scuola, frequentazioni e fase adolescenziale, difficile da gestire. Allo stesso tempo padroneggiare le nuove tecnologie è un modo per comprenderne pregi e difetti, allontanando i figli dai molti pericoli che si nascondono nel web. L’importante è informarsi, controllare e soprattutto essere presenti in un mestiere difficile ma necessario se vogliamo che i nostri figli siano indirizzati verso strade sicure.

Dall’altra parte il rischio è esagerare con l’ansia da prestazione e annullarsi con i figli in una figura di genitore amico iperprotettivo che annulla l’autorità in nome di una presenza assillante e controproducente. Fare i genitori è un gioco di equilibri messi sempre più a rischio da dispositivi elettronici invadenti, pubblicità martellanti che impongono mode e stili di vita innaturali. Secondo i pedagogisti più che l’asilo nido internazionale con tutor che alimenta false aspettative di felicità, o il tablet che isola i ragazzi in un mondo virtuale, servirebbe maggiore capacità di ascolto e di relazione, insomma essere presenti e avere voglia di confrontarsi.

La genitorialità non si scontra solo con i problemi di un futuro incerto dal punto divista sociale ed economico, esiste anche la tecnologia a complicare le cose. Fenomeni di dipendenza ossessiva o di emulazione con conseguenze tragiche sono sempre più frequenti sulle cronache dei giornali. L’utilizzo degli smartphone come quello dei social e di ogni altra moderna forma di condivisione e scambio virtual, offre innumerevoli vantaggi ma non può essere lasciata nelle mani dei ragazzi senza alcun controllo da parte dei genitori che anche in questo campo devono fare sforzi di comprensione non indifferenti.

Essere genitori nell’era social

In America secondo un sondaggio di Pewresearch il 71% dei genitori si fa delle domande preoccupato sull’utilizzo dei social e degli smartphone: quanto tempo possono stare i figli davanti a uno schermo e a cominciare da che età? Come l’utilizzo della tecnologia può influire sullo sviluppo dei ragazzi dal punto di vista cerebrale? C’è chi si fa consigliare dalle maestre, mentre la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato delle linee guida per i bimbi più piccoli. Certo non è semplice per un genitore dire no quando tutti gli amichetti ti fanno vedere i video su tiktok.

Gli psicoterapeuti sostengono che i cellulari non andrebbero usati prima dei 13 anni di età perchè i ragazzi prima non hanno ancora un sistema limbico sviluppato in grado di gestire la consapevolezza delle emozioni. Altri studi dell’Università di Milano dimostrano come uno smartphone usato prima degli 11 anni peggiori il rendimento scolastico. Viceversa negli Usa l’80% dei bambini tra i 5 e gli 11 anni utilizza un dispositivo digitale (il 50% addirittura sotto i 5 anni), il 36% interagisce con assistenti vocali come Siri o Alexa e quasi il 90% guarda video su YouTube fin dai due anni d’età. Il coinvolgimento e l’interazione con la tecnologia digitale dei bambini è totale e anche se molti genitori sono preoccupati, spesso regalano uno smartphone o un tablet ai figli prima dei 12 anni.

Le nuove tecnologie utilizzano l’intelligenza artificiale in modo sempre maggiore: non serve un genio per capire l’enorme portata del fenomeno non solo da un punto di vista psicologico, ma anche etico e sociale. Per non parlare della possibilità che su internet i figli possano essere bersaglio di bullismo e molestie, incontrare persone con cattive intenzioni o accedere a contenuti espliciti e violenti online. Ai genitori il compito sempre più arduo di monitorare l’attività dei figli online, magari aiutati dalla stessa tecnologia. Sistemi come Google Family link consentono ad esempio di stabilire regole precise di utilizzo degli smartphone e dei dispositivi digitali guidando i figli verso contenuti di qualità.

Consigli per mamme e papà

Capire i meccanismi che scatenano comportamenti che posso sembrare anomali, indagare le cause, cercare di prevenire le difficoltà scolastiche o sociali con atteggiamenti attenti e conoscere le esigenze della prole può diventare una necessità. Se essere bravi genitori non è semplice, si può sempre cercare di migliorare leggendo articoli, libri e interviste con i consigli degli esperti che studiano i fenomeni tipici di bambini, ragazzi e adolescenti.

Qui di seguito una serie di risorse che comprendono siti e associazioni che offrono aiuto a genitori separati, che si occupano dei conflitti con i figli e affrontano gli eventuali problemi con la scuola. Non mancano informazioni per neo papà e mamme che si arrabattano tra lavoro e famiglia e i bisogni primari di ogni bebè fino a situazioni più particolari di mamme single che necessitano di una consulenza più specifica.

Mammaepapa Un luogo di incontro dove trovare informazioni contenuti utili ed affidabili di pediatri che rispondono a domande sulla gravidanza, disturbi del neonato, ricette di cucina, viaggi in famiglia e molto altro. Articoli e consigli di letture per approfondire la psicologia del bambino.
Age Associazione Italiana genitori. Raccoglie il contributo di diverse associazioni presenti su tutto il territorio desiderose di entrare in contatto fra loro per condividere problemi e soluzioni su famiglia, scuola e educazione. La formazione dei genitori è l’aspetto prevalente: partecipazione scolastica, politiche della famiglia ed educazione dei figli sono i punti di maggiore impegno.

Guidagenitori Progetto sostenuto della Società Italiana di Pediatria indirizzato ai genitori per condividere conoscenze professionali ed esperienze familiari. Medici, psicologi e professionisti della comunicazione pubblicano articoli su varie tematiche attuali che interessano la sfera dell’alimentazione (il rapporto con il cibo), il rapporto con i social network, i problemi in gravidanza e psicologici di varia natura.

Quimamme Una guida per genitori e loro bambini con articoli su concepimento, maternità, gravidanza e allattamento, ma anche su crescita dei figli fino all’età prescolare. Contributi di attualità e consulenza di oculista, gastroenterologo e pediatra.

Mammeacrobate E’ necessario un equilibrio quasi perfetto per poter svolgere il mestiere di mamma e di papà. Articoli fanno riflettere sull’importanza dell’emotività mentre il ruolo del padre diventa sempre più importante nell’equilibrio della famiglia. E ancora come gestire i conflitti e rispondere alle domande dei figli: diverse sono gli stimoli e le reazioni da soddisfare.

Aiges Associazione Italiana Genitori Separati offre assistenza legale, consulenza, mediazione famigliare, sostegno psicologico e molti altri servizi per agevolare una scelta di vita difficile da gestire. Articoli descrivono le situazioni esemplari con cui si viene a contatto e le possibili soluzioni.

Essere genitori single

Il fenomeno dei genitori single che crescono figli è in aumento in tutto il mondo e anche in Italia. In particolare di mamme single si è cominciato a paralre alcuni anni fa in America, per motivi di carattere sociale ed economico, ma ora riguarda molte famiglie in Europa e Italia. Le dinamiche possono essere differenti, tanto che alcune donne scelgono la soluzione mono familiare come sfida consapevole, mentre altre mamme e papà invece si trovano soli in seguito a separazioni e divorzi più o meno consensuali.

La differente definizione di mamme single per scelta o di donne sole ha anche a che vedere con l’ambivalenza di opinioni verso i ruoli tradizionali di uomo e donna. In America circa la metà della popolazione, per il bene dei bambini sostiene che a casa è meglio ci sia la mamma e non il padre. In Italia la situazione è anche peggiore a discapito della famiglia: il discorso vale per la tenuta del matrimonio che si pensa venga messo a rischio se la donna lavora troppo e dalle mamme in carriera. Se il problema fondamentale del gender gap è economico, sono vistosamente in aumento anche le donne che decidono di essere mamme single a tutti gli effetti, procreando in modo autonomo grazie alla scienza e senza bisogno di incontrare un partner.

Mamme single per scelta

La percentuale di mamme single che decidono di essere genitori ed allevare un bambino senza il supporto del partner in Inghilterra sono più che raddoppiate negli ultimi dieci anni ma è la società americana ad avere il fenomeno più sviluppato. Varie sono le cause, non ultima è la crisi finanziaria che crea tensione nella coppia e diventa motivo principale di separazione. Il problema economico è il principale attore: per vivere da soli è necessario avere un lavoro non troppo impegnativo che offra un ottimo stipendio. Si tratta di una situazione privilegiata che poche donne possono permettersi di questi tempi: alla fatica di trovare un’occupazione spesso sottopagata si aggiunge all’assoluta inesistenza di supporti materiali.

L’analisi del fenomeno americano la dice lunga sull’importanza del denaro. Le famiglie con mamme single americane, con figli fino a 18 anni, rappresentano circa il 40% del totale con un 63% di ragazze madri, contro l’11% nel 1960. Secondo uno studio pubblicato tempo fa dal Pew Research Center, esperto nel misurare i trend sociali e demografici, in questo caso si tratterebbe di scelta di vita in cui le donne sono anche l’unica fonte esclusiva o prioritaria di sostentamento. Non è un caso, dato che in America il 37% delle donne sposate percepiscono un reddito più elevato dei mariti, specialmente tra bianchi e coppie più anziane con istruzione universitaria.

Le mamme single per scelta portano avanti la gravidanza da sole con inseminazione artificiale da donatori sconosciuti e ad oggi rappresentano almeno il dieci per cento dei pazienti che si rivolgono alle cliniche specializzate in fecondazione assistita per problemi di infertilità e non solo. Decidono di intraprendere questo percorso anche ragazze giovani, ma soprattutto donne in carriera certamente orgogliose di un ruolo che hanno conquistato sul lavoro. E dato che l’orologio biologico non fa sconti, non vogliono aspettare che sia troppo tardi ad avere un figlio prima che si presenti l’uomo giusto.

Donne single o madri sole?

Gli ultimi dati relativi al 2016 dicono che le mamme single in Italia con almeno 1 figlio minore sono oltre 1 milione, il 15,8% del totale delle famiglie con figli, di cui il 57,6% composte da separate o divorziate. interessante notare come l’Istat chiami le mamme con figli madri sole in uno studio da cui emerge anche un trend sorprendente. Nel 1983 erano 468 mila, un terzo in meno anche su base percentuale. Purtroppo sono le difficoltà economiche sono frequenti anche in mancanza di supporti adeguati da parte dello Stato.

In Italia la spesa pro capite destinata a famiglia e natalità è circa la metà rispetto alla Francia. Questo è anche uno dei motivi per cui si fanno meno figli, ma la situazione dal punto di vista assistenziale offre qualche appiglio. Esistono diritti e agevolazioni per genitore singolo dipendente di azienda con uno stipendio, ad esempio il Congedo di maternità, che copre i primi cinque mesi del neonato e quello parentale fino all’ottavo mese l’indennità è del 30% dello stipendio per poi ridursi a zero fino al dodicesimo mese.

Poi ci sono gli assegni familiari calcolati dall’INPS in base al numero del nucleo familiare e al reddito percepito (fino al raggiungimento della maggiore età del figlio a carico e il Bonus bebè. Si tratta di assegni elargiti dal momento della nascita del bambino fino al compimento del primo anno di età. Bonus mamma di 800 euro erogati a partire del settimo mese di gravidanza per far fronte a tutte le spese della futura nascita. Novità dovrebbero arrivare prossimamente con la nuova legge di bilancio che prevede un assegno unico e alcune modifiche vantaggiose rispetto alla precedente legge, come l’erogazione di un assegno per ogni singolo figlio a carico secondo l’età, bonus per pagare asilo nido e altre agevolazioni.

Essere genitori adottivi

E per chi non ha la possibilità di fare figli? Se non ci fossero abbastanza difficoltà tra problemi di coppia, dubbi su come essere genitori e il rapporto con i figli, al giorno d’oggi è sempre più difficile anche riprodursi. Crisi economica e cambiamento degli stili di vita fanno in modo che il momento del concepimento sia protratto in là con l’età, tanto che molte coppie si trovano ad affrontare problemi di sterilità. Adottare un figlio diventa quindi un’altra possibilità, non certo semplice, ma da considerare come strada percorribile per chi vuole provare la gioia e l’onere di essere genitore.

La via dell’adozione in tutte le sue forme è un percorso da abbracciare con consapevolezza. Per un clima economico e sociale non favorevole oggi le domande di adozioni in Italia sono in calo e riguardano circa 10 mila all’anno con bambini in maggioranza provenienti da paesi come America Latina, Est Europa, Africa e Asia. Anche in questo caso è penalizzante la mancanza di supporto alle famiglie che possono incontrare vari problemi e non solo economici nella crescita dei figli, specie in età adolescenziale, tanto da sfociare in veri e propri fallimenti in una percentuale che varia tra l’1 e il 10%.

Inutile negare che alle famiglie adottanti oggi manchi anche il supporto della comunità in una società sempre più spaventata e chiusa. Secondo una ricerca promossa dall’Associazione ItaliaAdozioni, l’adozione più frequentemente viene scelta da chi ha problemi ad avere figli in secondo luogo alla fecondazione omologa. Anche se l’opinione che gli italiani hanno delle famiglie adottive non è di chiusura e c’è un certa ammirazione nei confronti dei genitori che compiono questa scelta, solo il 45% degli italiani ritiene un bimbo adottato proveniete da un altro paese, italiano a tutti gli effetti.

Italiaadozioni Dedicato al mondo delle adozioni: un elenco aggiornato presenta le diverse associazioni presenti in Italia. Una guida all’adozione indispensabile per chi vuole conoscere più da vicino questa opportunità a partire dagli aspetti legali e psicologici.

Commissioneadozioni Chi può adottare? Ecco i requisiti indispensabili per i futuri genitori. La normativa fissa determinate regole per le adozioni internazionali. Domande frequenti e informazioni su percorso da svolgere.

Leradicieleali Come adottare un figlio? I vari passaggi da seguire spiegati in modo semplice. Presentare la domanda, frequentare gruppi e associazioni di genitori che hanno adottato e informarsi sul cammino burocratico da perseguire è solo una premessa comunque necessaria per entrare nell’ottica dell’adozione

Icar L’International Conference on Adoption Research ceh dal 1999 discute in varie sedi internazionali su come migliorare la vita di bambini e famiglie adottanti.