Generi musicali per giovani

I generi musicali più ascoltati e importanti di oggi e ieri: come sono cambiati gli artisti preferiti dai giovani nel corso della storia? Evoluzione degli stili popolari nel mondo e in Italia, dagli album in vinile alle playlist in streaming

Sembra che i generi musicali più ascoltati oggi siano molto meno importanti che in passato nel definire lo stile delle persone. Ma siamo così sicuri? La musica ha sempre giocato un ruolo fondamentale nell’influenzare l’identità della gente attraverso la relazione tra artista e appassionato. Dagli anni ’60 in poi i fans hanno sempre cercato di imitare stile, look e atteggiamenti dei propri idoli. Spesso non è un amore senza fine, nel senso che può svanire con gli anni. Ma se è normale che una cinquant’enne non abbia più in casa il poster dei Duran Duran, oggi il mercato e la fruizione della musica spinge i giovani a gusti musicali musicali con sempre maggiore frequenza.

I generi musicali più ascoltati sono ancora importanti almeno per definire la musica che ascoltiamo al tempo delle playlist? E’ innegabile come oggi la parola ‘genere’ sia un pò in disuso. In un’epoca in cui è possibile ascoltare in streaming liberamente e con facilità cataloghi di milioni di brani, sembra che il compito di definire i contorni del linguaggio musicale oggi sia stato affidato definitivamente alle playlist contenute nei servizi online come Spotify. Dai generi siamo passati alle raccolte di brani, e in più la musica oggi compete con una serie di identificatori di affinità culturali molto più grande.

Generi musicali e società

I generi musicali più ascoltati hanno sempre definito non solo gusti musicali, ma anche tribù di appartenenza e personalità dei fans. Oggi esistono tanti altri indicatori di ciò che le persone sono o vorrebbero essere: dall’abbigliamento ai viaggi fino ai videogiochi. Le canzoni non servono più per ‘essere qualcuno’, ma per ‘fare qualcosa’: attività sportive, cenare con gli amici, fare conquiste e via dicendo. Ecco perchè, come vedremo in questo articolo, tutti i servizi di streaming, da Spotify a Beats passando da YouTube, cercano di fare scoprire nuova musica in un vortice di ascolto che é la negazione delle affinità.

Se torniamo indietro di 20 anni, i generi musicali 20 anni fa identificavano ancora le persone. Non solo per i dischi che si avevano in casa, ma anche e soprattutto per uno stile di vita che partiva dal modo di vestire, passava per il taglio di capelli e finiva per le idee politiche e non. Giacca in pelle, spille, pantaloni larghi, capelli lunghi o rasati. In qualche modo attorno al pianeta musica si sviluppavano ritrovi giovanili o gruppi sociali. Negli anni ’60 il rock ‘n roll e la musica beat simboleggiavano il cambiamento dei tempi. Facendo un breve passo indietro pensiamo anche al ruolo identitario della musica nel favorire un rinnovato senso di speranza sociale ed economico.

Appassionarsi ad un genere o artista per la comunità giovanile era un modo perfetto per esprimersi. Serviva ad affermare valori condivisi e in qualche caso ad emanciparsi dalla cultura dominante. Se i Beatles furono la colonna sonora di un’epoca densa di accadimenti politico e sociali, dopo qualche decennio i fans di Madonna hanno costruito la loro identità attorno ad una immagine provocante. In 50 anni si è passati da un sogno ideale ad uno molto più concreto. Oggi vince l’immagine, la forza della musica come creatore d’identità non cambia, ma quando la musica non basta più, ci pensa la moda a fare il resto.

Importanza generi musicali

La dispersione del soggetto identitario è un fenomeno che non riguarda solo il settore musicale, ma ogni ambito della società. Oggi tutto sembra essere più liquido e indefinito, e con internet e i social le persone hanno molte più risorse, contenuti e informazioni a disposizione. La possibilità di condividere idee, ascoltare musica diversa o di appassionarsi a riferimenti culturali alternativi è aumentata a dismisura. Ci si sente diversi o simili a qualcuno indossando un vestito di marca, praticando sport estremi, appartenendo a community di gioco online.

Tutte queste attività per il tempo libero hanno drenato alla musica interesse e soldi. Una conseguenza è che oggi il mercato di massa è molto meno ‘impegnato’ rispetto al passato. La musica pop è diventata più amorfa e molti giovani ascoltano di tutto in una indefinita contaminazione di generi musicali. Una certa involuzione del linguaggio musicale è nei fatti, ma c’è di buono che la frammentazione dei gusti ha fatto nascere una serie di sotto generi e micro generi.

Micro generi musicali

E’ in questi micro generi musicali che il senso di appartenenza è ancora molto importante. Secondo uno studio di MidiaConsulting è vero che la maggioranza degli ascoltatori oggi non mostra più una specifica preferenza tra rock, dance, urban e pop. Ma andando più in profondità per ogni sotto genere (rock, heavy o indie, dance house, techno ecc.) si scopre che uno stile musicale esclude un altro. Alla fine si arriva a micro generi ancora più piccoli, che hanno pochi fans ma che sono molto ben definiti, anche dal punto di vista culturale.

I fans dei micro generi musicali si comportano più o meno come in passato. Si dividono in tribù e seguono assiduamente artisti e concerti sui social, acquistando molti più cd e merchandising rispetto al pubblico mainstream. Queste piccole nicchie su scala globale rappresentano numeri importanti e per questo sono molto ambite dalle case discografiche. Insomma, dato che il mercato sembra essere la cosa più importante di questi tempi, non è escluso che i generi musicali in futuro diventeranno anche più importanti di ieri. Ma come é cambiata nel tempo la classifica di quelli più ascoltati?

Generi più ascoltati nella storia

Come noto i motori di ricerca e le app online dispongono di grandi dati sulle nostre abitudini, ma non è detto che qualche volta li possano usare anche in modo costruttivo. E’ il caso ad esempio di Google con il suo Music Timeline. Utilizzando i dati dalle persone che hanno caricato i brani in Google Play Music, questo strumento grafico è infatti in grado di fornire l’andamento dei generi musicali più ascoltati da sempre nel corso dei decenni. Ogni striscia di questo particolare grafico infatti rappresenta un genere, mentre il suo spessore indica come la sua popolarità cambia nel corso degli anni.

Cominciando dal 1950 è l’onda del jazz che comanda tra Easy Listening, Folk e country; poi arrivano il pop e i rock, il metal e negli anni ’80 l’hip hop che è uno dei pochi generi in crescita mentre il rock continua la fase di decrescita di ascolti e quindi pubblico iniziata circa nel 1980. Essendo i dati basati sui brani posseduti dagli utenti nella loro libreria musicale ovviamente non c’è da aspettarsi nulla di scientificamente esatto al 100%.

La Google Music Timeline fornisce un’idea incredibilmente efficace per seguire mode e andamenti dell’orecchio del pubblico nei decenni, anche perchè contemporaneamente cliccando su un genere vengono mostrati tutti i sottogeneri con gli album e gli artisti che hanno fatto la storia della musica in ogni periodo, per i quali è possibile verificare la popolarità e la traiettoria della carriera. E’ sufficiente scrivere il nome di un qualsiasi cantante, per vedere tutte le sue fasi di maggiore o minore popolarità e la sua biografia. Cliccando sugli album potrete leggere ulteriori informazioni e ascoltare samples dei brani.

Generi più ascoltati oggi

Nella musica in streaming l’importanza dei generi, anche a livello di mercato, rimane quindi oggi solo per le nicchie di ascoltatori. Il concetto di condivisione è ancora ben presente nelle playlist, ma la rivoluzione digitale ha di fatto cambiato anche i gusti delle persone in pochissimi anni. E’ possibile utilizzare Google Trends per capire come siano cambiate in Italia le ricerche degli utenti su internet relativamente ai generi musicali più diffusi.

In poco più di un decennio le ricerche sui generi musicali più diffusi calano tutte in modo più o meno marcato. Perdono di importanza solo i generi o cala in generale l’interesse per la musica? Il dubbio è lecito, ma la prima ipotesi probabilmente è quella più giusta: i dati di mercato dicono che di canzoni non se ne sono mai ascoltate tante come oggi, un pò perchè si trovano gratis e poi perchè ci sono le nuove tecnologie che ci inseguono interpretando automaticamente i nostri gusti.


Chi suggerisce nuova musica

Per suggerire nuova musica agli utenti, i servizi di streaming scoprono i gusti musicali delle persone utilizzando sofisticati algoritmi od esperti più o meno virtuali. Questa è una grande novità. Fino a qualche anno fa le canzoni venivano suggerite dall’amico del cuore e non da un algoritmo. C’è chi sostiene che in questo modo i freddi numeri oggi possano contare più delle persone. In realtà il rapporto tra musica e marketing è sempre esistito, forse un pò meno spietato di oggi, perchè prima dell’avvento di internet si diventava grandi scegliendo un genere musicale di riferimento attraverso un preciso rituale.

Dall’artista al pubblico attraverso la casa discografica, la canzone finiva nel negozietto di dischi sotto casa. Un bugigattolo dove maneggiando cd o vinili si incontravano persone che condividevano gli stessi gusti musicali e tanti riferimenti culturali, sociali e politici. Difficile che lo stesso senso di appartenenza si ripeta oggi navigando online da soli davanti ad un computer in una stanzetta. Su internet tutto viene consumato con voracità e il rischio del multitasking è perdersi tra milioni di brani, ascoltati superficialmente o con curiosità morbosa in attesa del prossimo meme virale del Rovazzi di turno.

E mentre i servizi di streaming si affidano agli algoritmi dell’intelligenza artificiale che interpretano i nostri comportamenti per prevedere cosa ci piace, gli smart speaker e le app di assistenza vocale da casa e auto diventano i nostri nuovi suggeritori. I generi musicali più ascoltati in futuro non potranno che interpretare un insieme di comportamenti e stili di vita che assumiamo in ogni momento della giornata. E anche gli artisti per entrare in classifica si dovranno adattare al fenomeno, diventando colonne sonore di playlist e non protagonisti assoluti e trendsetter come sono stati in passato.

Artisti più ascoltati

Per avere un’idea ancora più immediata dell’evoluzione della musica e dei generi musicali più ascoltati al mondo, legati alla figura degli artisti più venduti in classifica, vi proponiamo questo interessantissimo video che mostra la classifica dei cantanti più popolari dal 1969 al 2019. Per quanto riguarda i dati più recenti che riguardano lo streaming, i dati sono stati aggregati da fonti multiple tra vendita di album fisici e digitali, trasmissioni radiofoniche e flussi di streaming online.