gatti robot

Cani e gatti robot da compagnia utilizzati per una pet therapy alternativa? Ecco gli automi animali creati su misura per alleviare la solitudine e il disagio delle persone anziane e di chi ha bisogno di ritrovare calma e tranquillità accarezzando un animale

Se da una parte gli animali a quattro zampe sono sempre più al centro delle vite di tanti padroni perchè fanno stare bene, l’uso terapeutico di cani, gatti e persino foche che funzionano a batteria non deve meravigliare in un mondo dove intelligenza artificiale e robot saranno sempre più utilizzati in molti settori della società.

Questa pet therapy robotica che utilizza la più moderna tecnologia sembra fatta apposta per favorire chi non può badare a un animale vero ma ne avverte il bisogno, memore di un ricordo positivo legato al passato. In questo campo i gatti robot sono gli animali più richiesti, così scienziati e ricercatori hanno creato veri e propri automi con diverse funzioni: respirano, fanno le fusa e interagiscono con il padrone, ne riconoscono addirittura il tocco, grazie a particolari sensori di ultima generazione messi a punto da aziende che lavorano nel campo dell’assistenza agli anziani e disabili.

I benefici fisiologici degli animali robot sono riconosciuti al pari della pet therapy tradizionale. Carezze e tante coccole si rivelano fondamentali per ridurre stress e tutti i sintomi correlati. Alcuni test hanno confermato come la frequenza del cuore si abbassa insieme alla pressione arteriosa, mentre la sola presenza dell’animale porta allegria e distrazione in particolare nelle strutture assistenziali a lunga degenza.

Cani e gatti robot in commercio

Negli Stati Uniti la società Hasbro che produce giochi in tutto i mondo ha ideato Joy for all Companion Pets, un cane e gatto robot per la gioia di tutti, grandi e bambini. Sulla scatola è indicata l’età consigliabile: dai 5 ai 105 anni. Basta scegliere il modello e il colore preferito e il gioco è fatto, il prezzo anche, sono 99,99 dollari. Ha una pelliccia morbida con quattro sensori sul corpo per rispondere in maniera diversa al tipo di tocco che gli viene rivolto, in più uno dedicato alla luce per determinare il momento della nanna. Non poteva mancare l’interruttore sotto la pancia per accenderlo o spegnerlo manualmente.

Di qualche anno più giovane è Paro, il robot interattivo simile a un cucciolo di foca bianca creato da un costruttore giapponese. Fondamentale è l’aspetto terapeutico legato all’assistenza negli ospedali e in grandi strutture dove per questioni logistiche risulta impossibile introdurre animali. Le caratteristiche lo avvicinano a un vero animale: ha diversi sensori localizzati su tutto il corpo pronti a catturare informazioni utili per regolare il proprio comportamento al momento del contatto con il padrone.

Il peso è di 6 chili per una spesa di 6.000 dollari ma il risultato è assicurato, oltre a ridurre lo stress stimola l’interazione e la voglia di condivisione animata dall’allegria con le persone circostanti grazie alla sua capacità di rispondere e interagire in maniera attiva emettendo anche suoni caratteristici. Utilizzato come animale da pet therapy in Giappone e in Europa da alcuni anni, si è rivelato un valido aiuto per diversi tipi di pazienti anche anziani e malati di alzheimer.

Più semplice è il modello prodotto in Svezia, si chiama JustoCat ed è un gatto robot a batterie che assomiglia fisicamente a quello normale, per dimensione e peso. Inoltre risponde al tocco del padrone con fusa e miagolii e si presta ad essere accarezzato e coccolato. Ha una pelliccia facile da sostituire per essere lavata in qualsiasi momento, è certificato a livello medico e ha un anno di garanzia. Il prezzo si aggira sulle 1200 euro.