futuro della musica

Un buon punto di partenza per capire il futuro della musica? Si chiama Music Tech Fest ed è un grande festival di idee, esperimenti, spettacoli e installazioni che hanno come protagonista musica e tecnologia ma che coinvolge tutti i settori di arte, società e industria

Quest’anno il Music Tech Fest celebra dieci anni di vita con un grande evento a Berlino che coinvolgerà musicisti, creativi, ingegneri, studiosi, designer, ricercatori e appassionati provenienti da tutoo il mondo anche da ambiti molto diversi che vanno dall’arte alla scienza fino al business. Se oggi è sempre più difficile fare musica e dare un senso al proprio lavoro tra le note, questo grande ‘parco giochi creativo’, come lo definiscono gli organizzatori, ha proprio lo scopo di riunire sotto lo stesso tetto i protagonisti di diversi campi per provare a immaginare il futuro della musica.

Il tentativo di questi inventori, artisti, hacker e sviluppatori di strumenti nuovi, è reinterpretare il mondo della musica attraverso i tanti strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Una realtà che in primo luogo i musicisti di tutti i generi e mondi non possono ignorare, anche se ovviamente il festival è dedicato alla musica elettronica e alle nuove tendenze. Per questo nel progetto sono coinvolti i maggiori protagonisti del mercato, dalla BBC a Spotify fino a Shazam e Soundcloud, oltre alle startup del settore e ai migliori gruppi accademici di studio al mondo.

Secondo questo ecosistema musicale, che come dicevamo comprende attori di diversi ambiti artistici, sociali, culturali e industriali, il futuro della musica passa attraverso il concetto di giocare con il suono, ovvero rendere il fare musica più semplice e alla portata di tutti. Ciò avverrà attraverso una serie di nuovi strumenti e applicazioni che potranno essere virtuali o estensioni del corpo. Anche chi crede nell’esclusività di un percorso musicale tradizionale dovrà fare i conti con questa tendenza di cui il Chrome Music Lab di Google è solo un primo esempio.

D’altronde ci sarà un motivo se nella classifica dei musicisti più ricchi di tutti i tempi, non solo sono pochi quelli con una formazione musicale tradizionale, ma pure iniziano ad essere in minoranza quelli capaci di suonare uno strumento così come lo si è fatto per centinaia di anni. Ecco perchè l’incubatore di idee del Music Tech Fest attira anche le maggiori etichette che si riconoscono in pieno nel nuovo approccio senza limiti e barriere della tecnologia musicale. Evidentemente non vogliono ripetere gli errori del passato nel non avere saputo interpretare per tempo la rivoluzione digitale.

Il futuro della musica sarà fatto di nuovi strumenti, app e invenzioni e poco di armonie, melodie e magari ancora meno di interpretazione e sentimento? Chissà. Tra nuove interfacce e strumenti gestuali da una parte e note dall’altra, non è escluso che qualcosa di buono alla fine possa uscire. Quando diverse discipline e culture si scontrano e le persone si incontrano e discutono, non può che succedere ‘qualcosa’. Un assaggio di ‘che cosa’ si può vedere nel video qui sotto.