Il progetto ‘Dal caffè alle proteine’ promosso nelle scuole dal comune di Capannori in provincia di Lucca ha dato vita alla prima coltivazione sperimentale in Italia di funghi nati dai rifiuti delle macchine del caffè. Un successo a livello pratico ed educativo che fa ben sperare in un futuro dove nulla si butta ma tutto si ricicla per il bene dell’ambiente.

Funghi della varietà Pleurotus Ostreatus, meglio conosciuti come orecchione o fungo ostrica fanno capolino da un sacchetto di carta di circa 1 kg creato ‘su misura’ per farli nascere e crescere. Si tratta di un vero e proprio kit composto del 90 per cento di fondi di caffè mentre la rimanente parte è composto da restrutturante e semi dei medesimi funghi, ottimi per il palato e la salute. Analisi di laboratorio hanno infatti appurato che questi funghi al pari dei medesimi coltivati e conosciuti in Italia e nel mondo, oltre che essere commestibile, è da tenere in considerazione per un discorso di dieta variata: ricchi di proteine e fibre sono poveri di grassi. Se poi si aggiunge che costano poco e possono essere prodotti senza particolari accorgimenti.

Per gli alunni delle scuole interessate al progetto si tratta di creare il kit con i fondi di caffè ed aspettare la crescita. Nel frattempo l’impegno si concentra sulle caratteristiche dei fondi di caffè e sul mondo dei funghi, le proprietà nutritive e anche la sua versatilità in cucina con ricette gustose da sperimentare direttamente sul campo. Inutile dire che poi il kit non si esaurisce, dopo la nascita e lo sviluppo dei funghi viene riutilizzato nell’ambito di un progetto educativo sempre nelle scuole di Lucca dedicato all’orto, Orto in condotta, in collaborazione con Slow Food.