frutta e verdura

Gli italiani mangiano e spendono di più per frutta e verdura di stagione: un primato inedito documentato da analisi di Coldiretti in occasione dell’Expo 2015 che conferma un cambio di abitudini nell’alimentazione, insieme ai dati Istat.

Il consumo di carne passa in secondo piano, insieme agli oli vegetali, i grassi e gli alcolici. Per il bollettino dell’Istat una buona parte della popolazione italiana è passata all’alimentazione mediterranea come valido aiuto per stare bene. Si dimentica la ‘crisi nel piatto’ degli ultimi anni in cui si registrava un aumento dell’obesità e la concentrazione sui consumi di alimenti come pane, carne, latte, latticini e uova dal costo contenuto per passare ad un’altra fase più salutistica e consapevole?

A febbraio del 2012 secondo i dati diffusi nel dossier FIPE Confcommercio erano i primi piatti e contorni i preferiti, mentre si registrava un aumento nel consumo di spuntini e merendine. Dall’altra parte l’attenzione alla salute in generale e allo spreco degli alimenti con frutta e verdura in prima fila, strideva con la crescita dell’obesità.

Negli ultimi anni il consumo di frutta e verdura con un’attenzione alla stagionalità è aumentato come la scelta sul mercato, dai supermercati di alimenti biologici naturali fino agli ipermercati generalisti. La domanda è d’obbligo: quanto spendono gli italiani per il cibo? Secondo i dati Istat pubblicati nel 2014 una famiglia media italiana spende al mese circa 440 euro, una cifra che risulta essere stabile rispetto agli scorsi anni con un incremento di piatti pronti.

Dati alla mano, secondo uno studio del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti d’America (USDA) nel 2012 risulta che siano i cittadini degli Stati Uniti quelli che spendono di meno per mangiare a casa (il bilancio famigliare prevede solo il 6,5 % di spesa complessiva) mentre il Pakistan, Camerum e Nigeria sono in vetta alle classifiche con il 41,4 % del Pakistan fino al 56,6% della Nigeria.

L’Italia è posizionata quasi a metà, con il 14,2% di spesa, dopo la Francia e prima del Brasile e della Grecia. Certo ci tratta di semplici dati da interpretare alla luce dell’economia e delle abitudini del Paese. Secondo Confcommercio si parla di un cambio di spesa per gli italiani sempre più rivolti alla telefonia, ai viaggi, vacanze e tempo libero in generale, relegando il cibo in fondo alle priorità.