francia cultura

Mentre in Italia si ragiona su come valorizzare il patrimonio artistico, ci sono nazioni come la Francia dove musica, teatro, cinema, libri, tv, radio, stampa, arte e videogiochi pesano sul Pil più che le automobili di lusso.

Cultura motore di sviluppo e innovazione? Secondo uno studio pubblicato da EY (Ernst & Young) che si basa su dati del 2011 l’industria culturale e ricreativa francese ha generato vendite per 61,4 miliardi di euro contro i 60,4 miliardi del settore automobilistico, i 62 miliardi dei prodotti chimici e i 52,5 miliardi del lusso.

Considerando anche l’indotto il settore genera 74,6 miliardi di euro. Ma c’è di più, mentre in Italia in ambito culturale viene impiegato il 2,2% della forza lavoro con 355mila occupati, in Francia il settore impiega 1,2 milioni di persone, pari al 5% dell’occupazione del totale, soprattutto di fascia giovanile. Universal nella musica, Hachette Livre nell’editoria e Ubisoft nel videogioco sono solo alcuni esempi di un ecosistema francese che cerca di trovare delle misure anche a livello europeo per difendere il proprio patrimonio culturale ribellandosi ai giganti asiatici e americani. Lo fa egregiamente generando il 2,8% del Pil.