E’ un classico del mondo digitale: i fornitori di rete incassano a loro insaputa tutti i proventi derivanti dal traffico online che in moltissimi casi è volto principalmente al download illegale.

In Francia dopo l’Hadopi, legge sulla pirateria che secondo alcune fonti ha ridotto il file sharing del 35%, il presidente francese Nicolas Sarkozy è intenzionato ad istituire un Centro Nazionale della Musica che gestirà dei fondi a sostegno dell’industria musicale (145 milioni di euro) che arriveranno dalle tasse raccolte dai fornitori di servizi Internet e in misura minore dalle tasse sulle vendite di biglietti di concerti.

Malgrado l’Hadopi sia stato molto contestato nella sua applicazione e nella sua efficacia, sempre più operatori musicali e non sostengono che debbano essere i fornitori di rete in primo luogo a doversi sobbarcarsi l’onere di contribuire in qualche modo al mantenimento di chi si occupa di creare contenuti come musica e film che ancora rappresentano la maggioranza di traffico scambiato sulle reti peer to peer senza che venga corrisposto un pagamento ai loro autori. Sembra assurdo a molti che tra i beneficiari della cosiddetta musica gratis ci siano, a loro completa insaputa, nel senso che non sono certo in qualche modo direttamente coinvolti.