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Nel panorama degli antichi grani dimenticati, ecco comparire il fonio, una pianta erbacea coltivata in Guinea, Sudan e Etiopia e utilizzata al pari di un qualsiasi cereale senza glutine.

Il suo nome scientifico è Digitaria exilis e produce piccolissimi semi che crescono facilmente e velocemente (6-8 settimane) in un terreno mediamente arido senza alcun trattamento. Se paragonato ad altri cereali, il fonio nella varietà di Fonio Bianco (Digitaria exilis) maggiormente prodotto e Fonio nero (Digitaria iburua) più adatto ai climi umidi, risulta contenere più carboidrati e meno proteine e lipidi. In particolare sono assenti le proteine del glutine (gluten free), mentre abbonda di sali minerali (calcio, magnesio, zinco, manganese, ferro), amminoacidi essenziali e fibre che ne fanno un alimento importante dal punto di vista nutrizionale.

Non a caso lo scorso anno un progetto dell’Unione Europea ha promosso la produzione di fonio anche in Europa, poiché è ritenuto un ottimo alimento ideale per l’alimentazione di bambini, anziani, per chi soffre di diabete e chi è allergico o intollerante al glutine mentre gioca un ruolo fondamentale per il sostentamento delle popolazioni dell’Africa occidentale.

Dalle ultime ricerche Il fonio sembra essere il più antico cerale africano capace di maturare in fretta adattandosi al clima arido della savana. ‘Uovo del mondo’, così viene chiamato il singolo chicco di fonio, più piccolo di una briciola, responsabile della creazione dell’intero universo… secondo la mitologia degli abitanti del Mali che usano servirlo in particolare durante feste e cerimonie importanti.

Cosa dire della consistenza e del sapore? Simile al cous-cous a cottura ultimata, il fonio è più gradevole al palato e si adatta a molteplici preparazioni in cucina. In particolare tra le popolazioni africane viene servito con salsa di arachidi, spezzatino di pollo e legumi oppure si può trasformare in porridge o farinata fino a diventare un tipo di birra chiara molto apprezzata, il tchapalo.

La difficoltà è tutta nel pulire i piccoli chicchi (un grammo di fonio contiene 2000 chicchi), un’operazione che viene fatta a mano dalle donne del luogo… ma niente paura, il governo ha già raddoppiato la produzione mentre nascono nuove imprese locali per preparare ed esportare il prodotto pulito, naturalmente a prezzi esorbitanti che non spaventano il mercato, anzi. Inutile dire che questa novità culinaria esclusiva ha già conquistato un posto di punta nelle ricette di alcuni tra i più importanti chef del mondo, in particolare a New York.