Un viaggio nella cultura contemporanea alla Fondazione Prada di Milano. Con la sua galleria d’arte, la cineteca e i concerti, illumina il panorama artistico contemporaneo offrendo al pubblico un’esperienza multisensoriale oltre i confini dell’ordinario

La Fondazione Prada è una delle istituzioni culturali più importanti e innovative d’Italia. Nata nel 1993 come progetto di arte e cultura della famosa casa di moda, ha saputo trasformarsi in un luogo di sperimentazione e dialogo tra diverse forme espressive, come l’arte, il cinema, la musica, la letteratura e la filosofia. La sua sede principale è a Milano, in un complesso architettonico di grande impatto visivo e simbolico, progettato dagli studi OMA e Rem Koolhaas.

Qui si possono visitare mostre temporanee e permanenti, spazi dedicati al cinema e alla performance, una biblioteca, un bar e un ristorante. La Fondazione Prada ospita anche eventi culturali di alto livello, come proiezioni, concerti, conferenze e workshop. Questo articolo approfondirà la sua importanza nel mondo dell’arte contemporanea, esplorando le sue influenze nella scena artistica italiana ed internazionale.

Indice

Storia della Fondazione Prada

La Fondazione Prada nasce nel 1993 come espressione del desiderio di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada di creare uno spazio dedicato all’arte contemporanea e alla cultura. Inizialmente la Fondazione si occupa di organizzare mostre itineranti in diverse città del mondo, come Venezia, New York, Tokyo e Londra. Nel 2011 la viene annunciato il progetto di realizzare una nuova sede a Milano, in un’ex distilleria industriale degli anni ’10 del XX secolo.

Il progetto architettonico è affidato allo studio OMA e al suo fondatore Rem Koolhaas, che trasformano lo spazio esistente in un complesso di edifici nuovi e recuperati, con diverse funzioni e caratteristiche. La nuova sede della Fondazione Prada viene inaugurata nel maggio 2015 e da allora diventa uno dei centri culturali più visitati e apprezzati d’Italia e una realtà consolidata nell’arte internazionale. Meta irrinunciabile di turisti e appassionati di tutto il mondo, viene premiata con il Global Fine Art Awards di New York.

L’idea vincente è stata rinnovare diciannovemila metri quadrati di una fabbrica dei primi del Novecento a Sud di Milano, mantenendo sette edifici pre-esistenti e creando tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre) che in qualche modo dialogano con le presenti. Un progetto architettonico di tipo conservativo sviluppato dallo Studio OMA guidato dal famoso architetto olandese Rem Koohlaas amico e collaboratore di Miuccia Prada da diversi anni.

Luoghi d’arte della Fondazione

La Galleria d’Arte della Fondazione Prada è uno spazio ispirato all’eccellenza artistica. Le opere esposte nelle mostre premanenti e temporeanee spaziano dal contemporaneo al moderno, creando un dialogo unico tra passato e presente. L’uso innovativo degli spazi espositivi e la cura negli allestimenti rendono ogni visita un’esperienza straordinaria, lasciando un’impronta indelebile nella memoria degli spettatori.

Il Deposito E’ uno spazio di 5.000 metri quadrati dedicato alla conservazione e alla presentazione delle opere d’arte della collezione della Fondazione. Il Deposito è accessibile solo su prenotazione e offre ai visitatori la possibilità di entrare in contatto diretto con le opere, accompagnati da guide esperte.

L’Haunted House Edificio rivestito in foglie d’oro che ospita al suo interno due installazioni permanenti degli artisti Robert Gober e Louise Bourgeois. Le opere sono collocate in quattro piani diversi e creano un percorso emotivo e sensoriale che esplora i temi dell’identità, del corpo, del sesso e dell’angoscia.

La Torre Nove piani che ospitano una selezione di opere d’arte moderna e contemporanea appartenenti alla collezione della Fondazione. Il Torre offre una panoramica sulla storia dell’arte del XX e XXI secolo, con opere di artisti come Alexander Calder, Jeff Koons, Damien Hirst, Carsten Höller e Lucio Fontana.

L’Atlante Mostra permanente che occupa il primo piano del Podium, l’edificio centrale della Fondazione. L’Atlante presenta una serie di opere d’arte che riflettono sul concetto di mappa e di rappresentazione del mondo, con opere di artisti come Gerhard Richter, Thomas Demand, Mona Hatoum e Thomas Ruff.

Cinema, bar e ristorante

La Fondazione Prada dedica una particolare attenzione al cinema e alla performance, come forme espressive in grado di dialogare con l’arte e la cultura. Per questo motivo dispone di una sala cinematografica dotata di 200 posti e di un sistema audiovisivo di alta qualità. Il Cinema ospita proiezioni di film d’autore, documentari, cortometraggi e videoarte, oltre a incontri con registi, attori e critici cinematografici.

Per chi desidera fare una pausa o gustare un pasto durante la visita alla Fondazione Prada ci sono il Bar Luce e il Il Ristorante Torre. Il primo è un bar progettato dal regista Wes Anderson di Grand Budapest Hotel che riproduce l’atmosfera dei caffè milanesi degli anni ’50 e ’60. Le decorazioni alle pareti e al soffitto riprendono quelle presenti nella Galleria Vittorio Emanuele, con un arredamento chic che ricorda i film italiani degli anni Cinquanta e Sessanta.

Le ampie vetrate, i tavoli e sedie in formica dai colori pastello e un grande bancone in stile completano l’opera con una scelta di dolci della pasticceria Marchesi per una colazione o aperitivo di qualità. Il Bar Luce offre una selezione di bevande calde e fredde, dolci tipici della tradizione milanese e piatti veloci come panini, insalate e piadine. Il ristorante situato al sesto e al settimo piano della Torre offre una vista panoramica sulla città di Milano e propone una cucina italiana contemporanea basata su ingredienti stagionali e di qualità.

Mostre permanenti e temporanee

La sede di Milano ospita mostre temporanee e permanenti, tra cui la Collezione Prada, che comprende opere di artisti come Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Gerhard Richter e Cindy Sherman. Per quando riguarda le mostre temporanee passate, ecco alcuni degli eventi di grande respiro internazionale.

Atlante del gesto è stato un progetto basato su danza, movimento e musica, ideato Virgilio Sieni, coreografo e danzatore di livello internazionale, direttore del settore danza della Biennale di Venezia e protagonista della scena artistica contemporanea fin dai primi anni ’80. Una serie di cicli coreografici con l’ambizione di andare oltre i tradizionali stilemi della fruizione emozionale di un’opera d’arte, riprendendo il concetto di performance art nata alla fine degli anni ’60, con il pubblico invitato a spostarsi per seguire e assistere ai vari momenti della drammaturgia.

Troublemakers: the story of land art è un film doc del regista e curatore James Crump presentato in anteprima europea presso la Fondazione Prada di Milano. Ricostruisce la storia di un manipolo di artisti che si sono inventati un nuovo genere tra la fine del 1960 e primi anni 1970. L’arte dei Troublemakers (Facinorosi) è un’arte di rottura rispetto ai canoni tradizionali della realizzazione e della fruizione dell’opera, un tentativo di superare i limiti della pittura e della scultura con la produzione di lavori creati scavando la terra negli spazi desolati del deserto del sud-ovest americano.

Recto Verso è stata una mostra concepita dal Thought Council per guardare in modo non convenzionale le opere. Il retro non è un elemento da nascondere, ma il vero protagonista del quadro. Lo fa presentando opere di artisti attivi negli ultimi due secoli nel campo della pittura come Louis-Léopold Boilly, Roy Lichtenstein e Luca Bertolo, della fotografia come Thomas Demand, Philippe Gronon o nelle installazioni di Gerard Byrne, Matts Leiderstam e Ian Wallace.

Goshka Macuga all’interno degli spazi della Fondazione Prada ha presentato “To the son of man who ate the scrool”, un progetto che va ben oltre la tradizionale distinzione delle categorie di pittura, scultura, installazione e fotografia. Siamo davanti ad una completa opera di destrutturizzazione dell’arte a cominciare dai ruoli. Autore, curatore, collezionista e poi ancora ideatore di mostre, sono qui riuniti in un’unica persona che sembra volere negare la sua presenza e quella dell’uomo.

L’image volée (L’immagine rubata) presentava un centinaio di lavori realizzati da 60 artisti dai primi dell’ottocento ad oggi, una carrellata di opere contenenti riferimenti a periodi artistici o copie di immagini pre-esistenti che in qualche modo vengono rielaborate o fatte proprie. Il merito della mostra è stato considerare l’esistenza di un percorso artistico al confine tra creazione, copia o addirittura furto rivelato, se non ostentato, che diventa cifra stilistica.

Five car stud creata da Kienholz tra il 1969 e il 1972 è stata ripresentata al pubblico dopo avere atteso nel deposito di un collezionista giapponese per oltre 40 anni. Edward Kienholz nell’utilizzo di oggetti di scarto ha fatto la propria cifra stilistica per un’arte istintiva, popolare, sporca e perversa. Le opere di Kienholz sono segnate dal “peso di essere americano”, una condizione di disagio che cresce in un momento storico in cui lo sviluppo economico impone il consumismo come regola del vivere sereno.

Osservatorio Fondazione Prada

Oltre alla sede di Milano, la Fondazione Prada vive nel Palazzo Ca’ Corner della Regina, un edificio storico sul Canal Grande, costruito tra il 1724 e il 1728. Inoltre ha realizzato progetti in diverse città del mondo, come il Padiglione per l’Arte Contemporanea (PAC) a Shanghai, il Bar Luce a Londra, l’Osservatorio a Parigi e l’Accademia dei Bambini a New York. Sempre a Milano c’è l’Osservatorio situato al sesto e al settimo piano della Galleria Vittorio Emanuele II.

L’Osservatorio, uno spazio espositivo affacciato su uno dei luoghi più iconici della città, offre una prospettiva unica sia fisica che concettuale. E’ un punto di vista privilegiato, una sorta di finestra sulla creatività contemporanea. La sua posizione strategica all’interno della Galleria, su Piazza della Scala, trasforma la visione dell’arte in un’esperienza intrinsecamente legata all’urbanità milanese. L’obiettivo è quello di creare un dialogo tra l’arte esposta e il tessuto culturale della città stessa.

Questo spazio, curato nei minimi dettagli, è concepito come una sorta di “osservatorio astronomico” delle tendenze artistiche emergenti. Le sue mostre di fotografia non sono solo visualmente stimolanti, ma fungono anche da specchio della contemporaneità e delle dinamiche culturali in atto. L’intento è quello di offrire agli osservatori una chiave di lettura originale e contemporanea della Galleria di Milano.

La Fondazione Prada, attraverso l’Osservatorio, si propone di superare i confini convenzionali dell’arte, coinvolgendo il pubblico in una riflessione critica sul contesto urbano che lo circonda. Ogni esposizione è curata con attenzione, con un occhio attento alle interconnessioni tra le opere d’arte e il paesaggio urbano che si staglia oltre le finestre. L’Osservatorio è anche una dichiarazione di apertura alla diversità artistica, ospitando artisti di varie discipline e provenienze geografiche.

Il progetto Human Brain

Lo Human Brain è un’altra delle iniziative più innovative e ambiziose della Fondazione Prada. Si tratta di un progetto multidisciplinare nato nel 2018 dalla collaborazione tra la Fondazione e il Centro Internazionale per le Neuroscienze dell’Università di Cambridge. Coinvolge artisti, scienziati, filosofi e altri esperti per esplorare le potenzialità del cervello umano, la sua evoluzione, le sue capacità cognitive e creative, le sue relazioni con il corpo e il mondo esterno.

Human brain si articola in diverse attività, tra cui mostre, eventi, laboratori, conferenze e pubblicazioni, che si svolgono sia presso gli spazi della Fondazione Prada sia in altre sedi partner. L’obiettivo è di stimolare il dialogo tra le diverse discipline e di offrire al pubblico una visione ampia e approfondita sul tema del cervello, sia dal punto di vista scientifico che artistico.

Il progetto richiama il concetto di “brainstorming”, ovvero la generazione di idee creative attraverso la condivisione di pensieri e opinioni. L’idea è di creare una piattaforma di ricerca e divulgazione che metta in contatto diverse sfere del sapere che si occupano del cervello, come l’arte, la scienza, la filosofia, la psicologia, la sociologia e la tecnologia. È uno spazio aperto e dinamico dove stimolare la curiosità e la riflessione sulle potenzialità del cervello umano, sia a livello individuale che collettivo.

Il direttore scientifico del human brain è il professor Trevor Robbins, neuroscienziato e psicologo dell’Università di Cambridge, che coordina un comitato di esperti provenienti da diversi ambiti. Il direttore artistico è invece il curatore tedesco Udo Kittelmann, che si occupa della selezione e dell’allestimento delle mostre. Il progetto è inoltre supportato da un network di partner internazionali, tra cui musei, università, istituti di ricerca e media.


Per trovare le ultime notizie e le informazioni sui biglietti e sulle ultime mostre in programma, è possibile consultare il sito della Fondazione Prada.


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Autore: Redazione
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